Come essere felici facendo affari

7 06 2009

Sarà una casualità, ma quest’uso dei “vecchi” diagrammi di Venn (ve li ricordate alle elementari e alle medie? “L’insieme unioverso…”) per spiegare visivamente concetti e teorie mi piace molto. E’ un fenomeno very english ed è un modo piuttosto intelligente di “fare” comunicazione. Secondo me anche Leibniz ne sarebbe soddisfatto :)

Bud Caddel, esperto di marketing e business setting dall’età di 14 anni, ha usato bene i diagrammi di Eulero Venn per dare 3 utili consigli:

Non si può sapere come si fanno i soldi dalle sole cose che vogliamo e sappiamo fare bene. Sul web esiste un mercato quasi per qualsiasi cosa e questo comporta cambiare velocemente strategie nonchè la tipologia del cliente. Se siamo troppo fissati sull’obiettivo iniziale del business (magari perché siamo disperati e vogliamo concretizzare i guadagni al più presto) rischiamo di lasciarci sfuggire la possibilità di sperimentare.

Abbiamo trovato il nostro ramo e riusciamo ad essere pagati, tuttavia non siamo i migliori sulla piazza. La mediocrità non è una buona strategia. Imparate a riconoscere le vostre debolezze e organizzatevi per migliorare il vostro business. Trovate i migliori talenti e fatenei vostri collaboratori. Imparate come fanno i vostri concorrenti a far funzionare il loro business e copiate.

Avete a che fare con un lavoro che qualcuno vuole farvi fare, che magari svolgete bene (o comunque meglio della concorrenza) ma che non è realmente quello che vorreste fare. Questo è forse il trabocchetto peggiore per un buon business. E’ l’allarme che annuncia il disastro:  smetterete di amare ciò che fate e perderete quella passione iniziale per il vostro mestiere. Cominciate a dire dei “no”.

Link:

Via Swiss-Miss.





Andare fieri del proprio comportamento scombussolato

5 06 2009

Dedicata a tutti i narciso-nauti, coloro che incarnano la quint’essenza del mondo virtuale contemporaneo e trovano normale – praticamente obbligatorio – fare “outing cybernetico”: la pagina su myspace, facebook, twitter…tutti luoghi virtualmente privati dove elencare i film preferiti, la sessualita’, gli interessi, le preferenze. In quel modo cosi’ aperto e spontaneo che non avrebbero mai saputo usare neanche sul diario di scuola o in confidenza con gli amici quotidiani…quelli di carne insomma. A tutti questi cyber-rincogl…ehm, appassionati di social network e’ dedicata la t-shirt di Social Media, il cui sottotitolo recita “sbloccando il grande potenziale dei disordini del comportamento”! Al costo di soli 19 dollari e 95 centesimi potete acquistarla online attraverso il sito ufficiale.

3 sono i nuovi termini che si fanno strada tra le nuove “patologie da social network”:

  • Disturbo da iperattivita’ e deficit dell’attenzione (Attention Deficit and Hyperactivity Disorder abbreviato in ADHD)
  • Narcisismo
  • Stalking (persecuzione f di una persona per cui si ha una fissazione maniacale)

Ognuno abbraccia rispettivamente 2 dei 3 servizi di cui sopra, anche se – alla fine – i disturbi causati da tutti e 3
confluiscono in un unico, nuovo, malefico servizio: Twitter!

Twitter e’ il male.

Per ora non ci sono ancora cascato. Chissa’ per quanto mi chiedo, la curiosita’ e’ forte…:)





Bibbia fashion

29 05 2009

Da ragazzino cominciai presto a non condividere i dogmi del cattolicesimo, sebbene li mettessi in pratica alla rinfusa quando mi riusciva meglio (non rubare per esempio). Una delle cose che mi ha sempre colpito della Bibbia e dei Vangeli è stato l’enorme patina anacronistica che caratterizza i racconti. Voglio dire: anche ai tempi del catechismo ci veniva detto che i fatti riportati nelle scritture sacre facevano riferimento a un passato molto lontano…e che certe abitudini (tipo lapidare pubblicamente i criminali oppure semplicemente fare il mercato presso “il Tempio”) dovevano essere capite e adattate ai nostri tempi.

E io mi son sempre chiesto: “ma perchè devono essere i fedeli a dover riadattare le storie sacre al proprio quotidiano? Perchè non è la Bibbia ad adattarsi al linguaggio dei fedeli per poter sempre essere attuale e, di conseguenza, ben comprensibile?”. Fatto sta che questa mia visione progressista non veniva di certo condivisa a catechismo e, negli anni, non mi sono impegnato neanche un po’ a proporre un restyling del sermone ai vari parroci. Ma forse a pensarci bene, non è ancora tutto perduto.

Scopro da poco che esiste una versione rivisitata della Bibbia con un’impostazione da magazine di moda e design! Si chiama The Book | Bible Illuminated e offre fotografie patinate e testi sacri nelle didascalie. La missione del progetto è testualmente: “To introduce today’s audience to a new illuminated Bible, one that encourages dialogue and is culturally relevant, readily…” . Approvato in pieno anche dall’American Bible Society, The Book ha già venduto in Svezia ben più di 30 mila copie, rispettivamente sia del Vecchio che del Nuovo Testamento (quando la sola Bibbia ne vende 60 mila l’anno). È disponibile, ovviamente, anche la versione inglese di The Book, acquistabile sia online sul sito ufficiale oppure ordinabile presso qualsiasi libreria all’ingrosso (ISBN 919766944X).

Nota. Credo che l’iniziativa sia quantomeno originale e interessante. Mi piacerebbe vedere che faccia fanno i tradizionalisti di fronte a una notizia del genere. Non tanto per spirito di provocazione, ma per sapere se la fede consiste realmente nei precetti dogmatici o se esiste anche (e spero) una volontà di approfondimento della religione col proprio quotidiano. Ecco perchè credo – seppur da non credente – che questo The Book sia un’ottima iniziativa. Che non escludo voler leggere quando capiterà… ;)

Se volete saperne di più visitate i due siti ufficiali: Bibleilluminated.com e Illuminatedworld.com. Sul sito è possibile anche scaricare un estratto (un capitolo intero direi) in versione elettronica…





Playmo’ World

27 05 2009

Impossibile non segnalare e non farsi due risate guardando il lavoro svolto da 091 su Flickr…così come per i Lego, nutro molta simpatia anche per i Playmobil. Ma questo fotografo (professionista? Amotore?) ragazzo o ragazza che sia (l’unica cosa certa è che sia giapponese, almeno credo visti i pittogrammi) dimostra di averne molta più di me…

Date un’occhiata al resto della raccolta di immagini su questi Customize Playmobil provenienti da tutto il mondo, oltre che fare un giro nel mondo giocoso di 091





TV musulmana online

25 05 2009

Sfogliando un numero vecchiotto de “La Repubblica delle Donne” (già dichiarato come il mio magazine preferito insieme ad Internazionale) imparo due cose molto interessanti che riguardano le donne e i media…in medio Oriente:





Design controverso: il plagio

24 05 2009

Plagi Ikea_01 copiaI hate to love Ikea oppure I love to hate Ikea?

Questo post dà il via a una serie di interventi che parlano di Ikea e dei suoi palesi furti intellettuali come mi piace chiamarli. Ho studiato a fondo la questione sfogliando i cataloghi degli ultimi dieci anni (che tengo ancora ben conservati) ed effettuando altre ricerche sul web, tanto da concretizzarne la base per poter discutere la mia tesi di II livello. Proprio dalla mia tesi estraggo un breve saggio per introdurre questa – che chiameremo – “rubrica”, che mi sta così tanto a cuore.

Il titolo “I love to hate Ikea” è partito come titolo per un gruppo che ho fondato su Facebook già parecchi mesi fa (potete cercarlo ed entrarne a fare parte liberamente). Ora è giunta l’ora di parlarne un po’ meglio e svelare qualche segreto che – forse – può essere sfuggito a qualcuno.

La questione dei “furti” intellettuali di Ikea. Forse non tutti lo sanno o se ne sono accorti, ma Ikea ha letteralmente saccheggiato forme di alcuni classici del design creando oggetti del tutto simili (che mal si prestano a giustificazioni di tipo culturale o progettuale) e assumendoli come best-seller del proprio catalogo. È il caso del modello Traktor, sgabello girevole su ruote ispirato chiaramente a Mezzadro di Achille Castiglioni, e lo sgabello Frosta, perfetta imitazione del classico sgabello E60 di Alvaar Aalto. Ma i casi sono molti di più e, man mano che passano gli anni, le imitazioni (o libereispirazioni che dir si vogllia) aumentano e coinvolgono molte altre tipologie merceologiche. Il caso Traktor. Nell’ottobre del 2006 ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con la figlia di Achille Castiglioni, Giovanna, e le sottoposi la questione del plagio di Mezzadro. Lei mi rispose che erano venuti a sapere molti anni più tardi dell’effettiva messa in commercio di questo plagio illegale e che avevano provveduto immediatamente facendo ricorso legale; tuttavia ciò che ottennero fu solo la promessa che Ikea avrebbe smesso la produzione diTraktor da quel momento in poi, ma che avrebbe potuto esaurire le scorte nei magazzini. La famiglia Castiglioni, per quanto ne so, non ha mai ricevuto alcun indennizzo da Ikea e, tuttora, Traktor rimane uno dei prodotti di punta dell’azienda.

(tratto da E-Kit 2.0 – Tesi di diploma di laurea II livello di Alex Rivoli, Relatore: Giovanni Levanti e Daniela Lotta, ISIA Faenza ®2009)

Castiglioni vs Ikea copiaConsiderazioni personali.

Ikea è un’azienda multinazionale che ha raggiunto un potere notevole, tanto da potersi permettere di rubare le buone idee (o semplicemente quelle belle), riprodurle abbassandone i costi e venderle al miglior prezzo senza dover subire gravi pressioni legali, anche di fronte a casi di plagio così evidenti.

Se Ikea non lucrasse su queste imitazioni non ci sarebbe niente di male, ma qui si tratta di furto vero e proprio. Inoltre, ha avuto anche la sfacciataggine di citare nomi di altri designer (svedesi guarda caso) come artefici degli oggetti venduti.

A breve molti altri esempi. Restate sintonizzati.

Questo post é stato pubblicato anche su Designedby.wordpress.com, dove mi sto concentrando un po’ di piú ultimamente.





Moleskine fai-da-te

13 05 2009

Dando un’occhiata qui a fianco, nei “post piú letti”, mi accorgo con piacere che il vecchio post “Copertina libro fai-da-te” sta andando forte ultimamente.

Beh, ultimamente anch’io – fra le millemila cose che sto portando avanti, sto confezionando degli ottimi taccuini artigianali e personalizzati. Per fare un buon lavoro di rilegatura e rifinitura ho prima spulciato nella rete in cerca di qualche tutorial o corso breve per carpire le nozioni fondamentali. Poi, mi sono dato da fare.

Michael Shannon. Ho trovato quest’ottimo tutorial corredato di fotografie che vanno nel dettaglio, che vi consiglio caldamente. Il tutorial in questione si chiama “Make Your Own Moleskine-Like-Notebook” ed é stato confezionato da Michael Shannon, un professionista che si occupa di Human interaction design. É un problem solver e si propone come consulente per aziende e agenzie. Insomma, un lavoro intraducibile in itagliano, visto che non esiste manco un nome per questa professione.Questo tutorial é consigliato a tutti in generale.

Trumpetvine.com. Questo secondo tutorial (anch’esso zeppo di foto) é consigliato invece agli “artisti” ovvero coloro che hanno notato che dipingere nelle pagine delle Moleskine non é una buona idea visto che il colore giallognolo delle pagine é il risultato di un trattamento chimico – che scompare alla prima passata di gomma…Si tratta dunque di un tutorial per “hackerare” la propria Moleskine giá acquistata. Il post s’intitola “Moleskine Reloaded…or, How to Rebind a Moleskine Notebook : Make a Custom DIY Sketchbook!” ed é concesso gentilmente da Trumpetvine.com, di cui non so nulla se non che si occupa di riempire le proprie Moleskine di disegni ad acquerello e altro.

Cosa aggiungere…Ah! Buon divertimento!

P.S. Se vi interessano le Moleskine allora date anche un’occhiata al sito ‘Skine Art dove troverete centinaia di schizzi, disegni, minuscoli dipinti realizzati proprio tra le pagine delle adorate moleskine…





Sigla dei Simpson a cappella

13 05 2009
A cappella

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Si definisce a cappella ogni esibizione canora che non preveda, durante il suo svolgimento, alcun intervento da parte di strumenti musicali.

La pratica del canto “a cappella” ha origini che risalgono alla preistoria, quando gli uomini e le donne dei villaggi si riunivano attorno al fuoco per cantare musiche propiziatorie o di ringraziamento per le divinità o di altro genere. […]Il canto “a cappella”, come lo intendiamo noi oggi, trae le sue origini dalla prassi esecutiva del canto gregoriano la quale, non prevedendo l’ausilio dell’organo né di alcun altro strumento, era quindi praticata dalle sole voci dei monaci o dei chierici che costituivano il gruppo di cantori, chiamato schola cantorum. […]

La produzione di musica “a cappella” non è solamente sacra, ma spazia dal canto popolare, alla produzione madrigalistica alle elaborazioni di musica “pop”, in quest’ultimo settore sono divenuti celebri gruppi vocali come i King’s Singers, i Van Canto, i The Blanks o, per rimanere in Italia, i “Neri per Caso“.

Nella musica elettronica, le “a cappella” sono fondamentali per la creazione di remix, ovvero versioni alternative dello stesso brano. […]





BastART #0.1

12 04 2009
BastART #0.1

BastART #0.1

bastart_0.1 (PDF)

Ultimamente sto lavorando a parecchie cose. Una di queste é questo progetto grafico per BastART, piccola fanzine locale che ho ideato per promuovere eventi e artisti della zona e per (cercare di) creare una sorta di “collante”…non si sa mai che ne nasca qualcosa di buono…
Chi mi conosce é invitato a leggerselo tranquillamente online oppure a scaricarselo in formato .pdf…oppure a reperirlo su carta in formato bianco e nero (fotocopia). Il tutto ovviamente FREE!

Enjoy.





La moda delle Shopping Bag

25 03 2009

Una buona idea é semplice e d’impatto, proprio come la trovata dello shopping mall turco YKM. Un oggetto semplice che costa esattamente come tutti gli altri sul mercato, ma che ha quel valore aggiunto che fa la differenza…

Ne esistono anche molte altre versioni, ognuna adatta al proprio scopo comunicativo: Leggi il seguito di questo post »





Lego-Addiction

23 03 2009

l'ego relax

Mettiamo che ti siano sempre piaciute le costruzioni e che la tua adolescenza l’abbia trascorsa ascoltando e riascoltando i pilastri dell’Hip Hop old school assieme agli artisti emergenti della guerra  (ridicola) tra East Coast VS West Coast…siamo tra la fine degli anni ‘80 e la metá dei ‘90…e metti che per te gli idoli di sempre rimangano quelli della Native Tongues…allora é improbabile non provare una certa fitta al cuore contemplando le foto scattate al Format Studio dal fotografo Nick Hanekom sotto la supervisione dell’AD Jaicy Chen e la grafica curata da Glen Manucdoc:

Se ne volete vedere altri andate a sbirciare qui.

“L’azienda (danese), fondata nel 1916 da Ole Kirk Christiansen, ha iniziato a produrre i famosi mattoncini a partire dal 1947, ma soltanto dal 1958 essi assumono la particolare forma che ne caratterizza ancora oggi gli assemblaggi.” (Lego – Wikipedia) Leggi il seguito di questo post »





Stereotipi e pregiudizi parte 6: La sfiga

6 03 2009

Prima o poi un post su questo stereotipo bisognava che lo scrivessi pure io. E dire che di materiale interessante in giro per il web ce n’è parecchio…tuttavia questa storia della sfiga (formalmente “sfortuna” o “jella” in italiano) ha parecchie spiegazioni interessanti che, si capisce,  affondano le radici nella storia dell’uomo. Quando si parla di sfortuna si finisce sempre con lo schierarci o dalla parte dei superstiziosi o dei non-superstiziosi, sentendoci più intelligenti – quasi “superiori” – nel secondo caso. Il superstizioso viene considerato un po’ un credulone, concentrato sulle proprie fissazioni e stando attento a calcare il suolo col piede giusto di primo mattino o a buttarsi il sale dietro le spalle, una volta rovesciato per disgrazia. E i non-superstiziosi invece? A cosa crede chi non crede in nulla? Su cosa si concentra? Forse a scrivere post sulla sfiga…

Totò lo jettatore nellepisodio La patente in Così è la vita diretto da Luigi Zampa (1954)

Totò lo jettatore nell'episodio "La patente" in "Così è la vita" diretto da Luigi Zampa (1954)

Ma cominciamo con ordine. Il solito ordine sparso:

Le domande

  • Numeri: perchè il 17 porta sfiga in alcuni paesi, il 13 in altri? Perchè venerdì 17 viene considerato di male auspicio?
  • Cibo: perchè versare sale, pepe o olio porta sfortuna e versare il vino porta bene? Perchè l’aglio tiene lontano Dracula? Perchè le lenticchie a Capodanno sono di buon auspicio?
  • A tavola: Perchè non va bene incrociare le posate a tavola? Perchè mai, se cade una forchetta, vuol dire che un uomo verrà a far visita?
  • Fenomeni fisici: Perchè rompere uno specchio porta ben 7 anni di sfortuna (alla faccia…)? Perchè se ci fischia l’orecchio sinistro significa che qualcuno sta parlando/pensando male di noi e se ci fischia quello destro il suo contrario?
  • Gestualità: Fare le corna, toccare ferro, toccare legno, toccare…gli ammennicoli. Ma perchè?!?
  • Animali: Perchè il gatto nero che attraversa la strada da sinistra verso destra porta una sfiga tremenda?
  • Amuleti: Perchè, per difendersi dalla sfortuna, si usano oggetti bizzarri come corna, peperoncini, gobbetti, ferri di cavallo, trecce d’aglio oppure impietose zampine di coniglio o di lepre?

Alcune risposte
So bene che è improbabile riuscire a risalire alle origini delle superstizioni con certezza scientifica. Tuttavia è possibile azzardare qualche ipotesi logica e sensata, soddisfacente per chi non si ritiene superstizioso.

Diciassette. 17 o XVII anagrammato diventa VIXI, che in latino è un verbo al tempo perfetto e tradotto in italiano vuol dire vissi (cioè implica “adesso sono morto”). Il diluvio universale, secondo l’Antico Testamento, iniziò il 17° giorno del secondo mese (ma si concluse lo stesso giorno del settimo mese, quando Noé raggiunse l’Ararat.). Secondo Plutarco i pitagorici avevano orrore del numero 17, perché intermedio tra 16 e 18, gli unici due numeri che rappresentano contemporaneamente la superficie e il perimetro di uno stesso quadrilatero, essendo 16 = 4 × 4 e 18 = 3 × 6.

La fama iettatoria del numero 17 si sarebbe rafforzata, in epoca moderna, con la sfortunata vicenda del mancato re Luigi XVII che, in piena Rivoluzione francese, non salì mai al trono e morì in carcere, nel 1795 ammalato e moribondo, incarcerato nella prigione del Tempio, che peraltro fu in precedenza luogo sacro dei Templari. Quando poi, con la restaurazione della monarchia, diventò re lo zio, questi assunse prudentemente il nome di Luigi XVIII. Leggi il seguito di questo post »





Jon Andrew Davis

5 03 2009

La miglior risata della settimana…

Ghostbusters VS Jesus

Ghostbusters VS Jesus





San Valentino e la moda dei santi

14 02 2009

Non ne posso piú di scusarmi in continuazione per le mie assenze, peró devo ancora rimandare a qualche settimana il mio ritorno (quasi) quotidiano col mio blog. Tra tesi discusse e traslochi (ben 4 in 4 anni) non ho ancora assolutamente un posto fisso da cui scrivere con costanza. Pertanto…sorry everybody.

Ma si diceva: San Valentino. Giá.

Questo santo umbro, che visse circa 97 anni, era un impavido convertitore di pagani in una Roma avvelenata contro i cristiani. Morí, ahimé, decapitato da un soldato romano. A tutt’oggi le sue spoglie sono conservate nel ternano e in una chiesa di Savona.

“Questa festa venne istituita un paio di secoli dopo la morte di Valentino, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità (i lupercalia dedicati al dio Luperco) una ispirata al messaggio d’amore diffuso dall’opera di San Valentino. Tale festa ricorre annualmente il 14 febbraio ed oggi è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo

La cosa piú interessante é che la cittá di Terni si attiva moltissimo nel mese di febbraio, proprio per commemorare questa festivitá, con parecchi appuntamenti culturali e di riflessione uniti a momenti di festa e celebrazione. Che bello, l’anno prossimo mi piacerebbe essere a Terni in questo periodo.

Eros il dio dell’amore. Ecco, ora vorrei sapere cosa c’entra il dio dell’amore. Cioé, é chiaro che si capisce la pertinenza, esattamente come si capisce quella del personaggio di Babbo Natale inventato dalla Coca Cola e al quale ci siamo tutti abituati.

Ma chi é che si é inventato Eros come simbolo (logo) ufficiale per la festa di San Valentino? Chi sará quel genio? Certo che non si tratta di una colpa “commerciale” (anche se i bacetti Perugina basano il loro successo su ricorrenze come questa fin dagli anni ‘50) ho spulciato qualche notizia qua e lá, affiancandole alle notizie di Wikipedia:

“Il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano (per la fertilità), è l’ origine di questa festa degli innamorati.
Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Leggi il seguito di questo post »





Di nuovo Feisbuk: scopro chi sei e tu non lo sai…

16 01 2009

Il box di ricerca-profili pubblico, utilizzabile da chiunque

Il box di ricerca-profili pubblico, utilizzabile da chiunque

Esce proprio ieri su La Repubblica questo articoletto molto interessante, di cui credo che parleranno altri media fra poco. Leggete un po’:

“Articolo-provocazione del francese “Le Tigre”: Ha ricostruito l’esistenza di Marc, 28 anni, grazie a Facebook, Google, Flickr. Scopre la sua vita sul giornale che ne ha raccolto le tracce sul web. Lui ha protestato col direttore, ma i dati che lo riguardano sono tutti pubblici. Anche quelli che riguardano i suoi amori

dal nostro corrispondente GIAMPIERO MARTINOTTI

PARIGI“Buon compleanno, caro Marc. Il 5 dicembre 2008 festeggerai i tuoi ventinove anni”. Comincia così un testo pubblicato nel numero di dicembre-gennaio del bimestrale Le Tigre. Testata poco conosciuta e alternativa e che è riuscita a fare quel che tutti temiamo, ma che in fondo pensiamo sia solo frutto dei nostri fantasmi: la biografia di un qualunque signor Rossi, ricostruita grazie a tutte le tracce lasciate su internet nell’arco di una decina d’anni. L’interessato, sgomento, l’ha scoperto poco tempo fa e ha protestato, ma inutilmente: tutto quel che si può trovare sul suo conto è pubblico ed è stato messo in rete da lui stesso. Leggi il seguito di questo post »