Q – Z

aggiornamenti: “Simáiaz”, “YouTube”, “zicco” (8.2.2012)

R

rabbiellare [verbo introdotto da Chetto & Co.] v. intr. – 1. Alterare la propria condizione psico-fisica in maniera incontrollata, quasi pericolosa / sm. Rabbiellarsi,Ubriacarsi, sbronzarsi, Drogarsi, allucinarsi, sdrenarsi, spappolarsi, svinchiarsi, piallarsi.

rabbiellato (pr. Rabbièllato) agg. gerg. – 1. Ubriaco perso, sbronzo marcio: “L’altra sera ci siamo rabbiellati come dei cani”, “Sono rabbiellato, Pinuuuzzo!”, “Purple Haze…so rabbielleiz…” (storpiando Purple Haze di Jimi Hendrix); 2. Drogato, fatto di hashish / sm. Sbiellato, Sbielleited [decl. ingl. di sbiellare], Rabbielleiz.

rabbiello (pr. Rabbiéllo) m., gerg. – 1. Lo stato dell’essere rabbiellati; la successione di eventi e azioni che inducono ad impegnarsi nell’assunzione di alcol, droga o entrambi per sballarsi pesantemente; “Ci do nel rabbiello, stasera!”; 2. amic. Compare, amico; “ciao rabbiello, cheffai?” (al telefono) / sm. Rabbiellotrix, Svinchioflex (Odez).

Raffo (pr. Ràffo) nome proprio f. – 1. Tipica birra tarantina; 2. Bevanda ufficiale di ogni vacanza in Puglia a casa della Fasula.

razzo (pr. Ràzzo) [prov. Emilia Romagna] m., gerg. – vedi zola.

S

sàlcazzo (pr. Sàlkàzzo) [der. da lo sa il diavolo > lo sa il cazzo] 1. chi lo sa, chissà; “Salcazzo di dove l’avrò messo sto tabacco di miérda…” (trad.: Chissà dove avrò dimenticato il tabacco); “[…] come direbbero gli angolosassoni: sal-cazzoviç (da e-mail collettiva) nuovo!/ Salcappero.

salutamassoreta novità! (pr. Salutam-àssòrréta) [der. da salutam’assorreta, reg. Campania] saluto, gerg. – 1. Salutami tua sorella; 2. Salve/Ciao a tutti!; “Salutamassoreta trimoni” (trad. “Salute a tutti voi amici”) / sin. Óla, eilà.

sbarozzo (pr. sbaròzzo) agg. m. – molto, moltissimo; “costa uno sbarozzo!” / sin. sbarandero.

Sbordy (pr. Sbòrdi) nome proprio m. – 1. Fabio / m. Sbordai (Odez, Miatek), Sbordaiaz.

sbronzoidante novità! (pr. Sbrónzoidànte) agg. gerg. – 1. Che dá l’effetto della sbronza, sbronzante, ubriacante. Es.: “Confermo la mia partecipazione (come sempre!) alla mega festa sbronzoidante del laghetto del sole” (da e-mail collettiva)/ Der. da sbrónza o sbrónzo (gerg. reg. Emilia Romagna).

sburo (pr. sbùro) [reg. Emilia Romagna] agg. m. – 1. Fatto, accadimento, evento bello o molto bello; 2. Persona molto interessante, divertente, simpatica o comunque di gradevole compagnia / sin. figo, fico; escl. “No, no…è sburo!”; “É un tipo sburo il tizio che abbiamo incontrato l’altra sera…” nuovo! .

schiaffati una pizza in culo! escl. comune: reinterpreta fantasiosamente il comune modo di dire Cagati in mano e pigliati a schiaffi!

sicci sente (pr. sìcci-sénte) escl. gerg. – 1. Ci si sente, ci sentiamo: “Sicci sente più tardi…” (da e-mail collettiva)

sièca (pr. Sièca) f., volg. – 1. Sega, atto di onanismo; “Guarderà una peissars su tele-passera e si tirerà una sieca…”; 2. Persona debole, incerta o insicura di sé; perdente; persona destinata a fallire; “Simo, sei una sièca di cane”, “supersieca di cane!” (e-mail) / sm. Sièga, Siex (pron. Sìèks – meno frequente, spesso sotto zola), Zaga, raspa (raro), pugnetta, Looser. 😉 eheheh, guardatevi il sito (vero) chiamato “Siecus” (in ingl.) nuovo! .

siecaiuolo (pr. Sièkaiuòlo) m. volg. amic. – 1. Segaiolo; 2. Amico / sm. Siègaiuolo, vedi Peios e Minchions.

Simàiaz (pr. Simàiaz) nome proprio m. – 1. Simone; “ecco quei finocchi di Pinuzzo e Simàiaz!”; “non che mi freghi un’emerita fava di simo in se e per se…” (11.7.2008)/ sm. Simo, Siecamen, Simur [der.da Simour Skinner, preside della scuola elementare di Springfield nella serie a cartoni animati I Simpson©], Capo delle sòle (vedi sòla), re dei Fessus, King of Fessus.

skiappa (pr. skiàppa) f., gerg. – 1. amic. incapace, impedito, interdetto nei movimenti: “Ah! Ah! Ah! Simo sei una skiappa!” (rif. a Simaiaz giocando a l’ultimo-che-arriva-è-un-coglione); 2. Buffone, ridicolo: “Franzaia è una skiappa tonante…”; 3. Incapace o estremamente sfortunato in qualsiasi attività ludica (p. es. giuoco delle carte, Trivial Pursuit, Buzz!, ecc.): “La Mmarti è una super skiappa a becco, lo sappiamo tutti…” / sin. Conly one, minchions.

sòla (pr. sòla) agg. gerg. – 1. Suola da scarpe, inteso come pezza da piedi ovvero perdente, incapace / sin. suola, skiappa, pippa, sieca.

Spocchia (pr. Spòkkia) f. – 1. atteggiamento di chi ha eccessiva considerazione di sé e tratta altezzosamente gli altri [inizialmente introdotto involontariamente da Stisaia]; boria, alterigia: “Anche meno spocchia”, “Cos’è tutta ‘sta spocchia?”, “La spocchia a casa!”, “Chi se la spocchia s’impapocchia (vedi impapocchiarsi), “Cazzo te la spocchi?”, Fasulèr, te la stai spocchiando, eh?” nuovo! ; “zzomanna re di spocchiolandia” , “Console onorario del Club della Spocchia” (firma in una e-mail collettiva).

Spocchioso (pr. Spokkiòso) m. – 1. Colui che manifesta evidenti segni di spocchia: “Francesi spocchiosi dimmérda!!!” (durante la finale Italia-Francia della Coppa del Mondo 2006); 2. usato come semplice provocazione, anche se il soggetto inquisito non ha effettivamente fatto/detto nulla di spocchioso: “Odez non fare lo spocchioso!” (Odez è appena entrato in casa e socchiude la porta d’ingresso, che – evidentemente – fa troppo rumore).

sta bo’! (pr. Stà bòh) [der.da Ma sta bò!, reg. Emilia Romagna] escl. gerg. – 1. Stai buono; “Sta bò un attimo che devo concentrarmi…” (giocando a Trivial Pursuit); 2. Ma dai, esprime grande senso di incredulità o grande meraviglia; “Ma sta bò, che sturia! / sm. Ma sta bo’, But stay good (pron. Bat stei gùd)

stai keaz (pr. stài chèaz) [der. da ‘sti cazzi] escl. volg. – 1. ‘sti cazzi!; esprime stupore, meraviglia: “perbacco!”; 2. col cazzo, esprime rifiuto, diniego: “non ci penso neanche, e sti cazzi…” / sm. Sti cazzi.

stai male (pr. stai maaale) 1. escl. da rabbiello estremo: “Pinuzzo, stai maaale!”; 2. Commento ad una frase o discorso pronunciati incautamente: “Stai male grassone…” (rif. a Franzaia: “Che diavolo stai dicendo Frianz?!?”) / sin. Sei fritto (come un cece).

sticazzi e stisdazzi escl. gerg. [der. dalla sezione Cazzi e Sdazzi dedicata agli arrotolati del menù del vecchio Corona; reg. Emilia Romagna] – 1. questo e quell’altro: “…poi salta fuori quello che dice una cosa, poi quell’altro che dice tutto l’opposto di quella cosa, sticazzi e stisdazzi…e io non ci ho capito un cazzo!”; 2. Tizio, Caio e Sempronio: “Poi si è aggiunto Pinuzzo, poi Ila, poi sticazzi, poi stisdazzi…” / superl. Sti cazzi e sti stracazzi, Sti stracazzi e sti strasdazzi.

Stisàia (pr. Stisàia) [der. da Stiso] nome proprio m. – 1. Marco, “Stisaia ha il suo solito ritardo di venticinque minuti…” / sm. Stiséllo, Stisante, Stisante Oliveira [der. da Horàcio Oliveira], Stisuzzo, Marchino (Odèz), Funky Birba (Odez), la Birba (Odéz), Birbeira Tavares (Odéz), Funky imberbe (Odez). (vedi blog personale)

stra [der. dal lat. èxtra, fuori] pref. indicante superiorità, superlatività; sin. Super (Super-figata, super-sburo, super-minchions, “noo…super-no!”, ecc.) / es. “sti stracazzi!”, “è una stramega-iper-ficata!”, straminchia, “ci stra-mega-dò!”, “Alla stra-big!”, “Alla stragreips!”, “Stràfico!”, “Strafack!!!” .

strappa nuovo! (pr. Stràppa) [Der.da Strappona > ragazza bella e formosa che se la tira; reg. Lazio] f., volg. – 1. Meretrice, concubina, prostituta; 2. Ragazza, amica (tono tra l’arrogante e l’affettuoso). Derivati: Strappina (ragazza dalle piccole proporzioni); Strapponia (il paese delle strappe da intendersi come il Paese dei Balocchi); “Císta, ci stra-sta ‘sta strappa!” (motto comune).

Sturia nuovo! (pr. Stùria) [der. da Sturia franscès > la Sturia francese] nome proprio f. – 1. Clara, “Sturia, te la stai spocchiando?” /sm. Sturia franscès, la Sturia, Clèèr (Stisaia).

szicca-paglie (pr. szìkka pàglie) m., gerg. – posacenere.

szicca-stero (pr. szíkka stéro) m., gerg. – oggetto simile al portacenere dedicato alla raccolta di tabacco e frammenti di materia dopante al fine di impastarli e favorirne il confezionamento, nonché l’assunzione. Dovuta l’importanza al rito della creazione permeata da un che di mistico, ‘zzomanna ha ritenuto opportuno unire i termini szicca-paglie e monastero = szicca-stero.

T

ti caschino le palle in un tombino escl. da rabbiellato: Simaiaz fa su un baffo alle 3 di notte.

Timaiaz nuovo! (pr. Timàiaz) [der. da Timo] nome proprio m. – 1. Nicola / sin. Timo. (vedi blog personale)

trimone (pr. trimòne) [etimo incerto der. da Onanista? Fellatio?, reg. Puglia] m., volg. – vedi Minchions / sm. Tremone, Trimo’, Tr-maun, Tr-mauts (Peval).

tutti i nonni vengono al petting! escl. da rabbiellato: reinterpreta fantasiosamente il comune modo di dire Tutti i nodi vengono al pettine.

U

Uoters (pr. Uòters) [voce ingl., der. da Water] f. – 1. Acqua.

V

Vitokkia (pr. Vitòkia) nome proprio m. – Andrea / sin. Vitokia, Vitongia, Vituz.

W

Whiskey, soda e rock’n roll! escl. [incompleto]

Y

Yea (pr. Ièa) [voce ingl., der. da Yeah!, escl. americana; Yes] escl. aff. – Sì!, “Scende la W (doppia vù) e sale lo Yea!” (Odéz – agosto 2005). La versione negativa, in caso di eventi sfavorevoli o sgraditi, recita: “Scende lo Yea e sale il Fack!”, segue immagine nuovo! .

YouTube (pr. iú-túb) [verbo introdotto da Odez e Simo] v. – Fare su; “YouTube?” “Tieni, fai te.” (Simo passa il necessario a Odez)

Z

zaga (pr. zàga) [der. da zaganella – atto di onanismo] f., volg. – 1. Pugnetta; “Noo! Non mi sono ancora fatto la zaga del primo dell’anno!!” / sin. zaganella, sega, pippa, sieca.

Zenchi (pr. Szénki) [der. da Zingaro] nome proprio m. – 1. Luca / sm. Zenchiu [der. da voce ingl. Thank You], Zencs, Zingaro, Thankles.

zicco (pr. szìcco) m.- 1. Sorso di bevanda alcolica; “Ti prendo un zicco di biers, trimone”; 2. Bevuta (alcolica e non) qualsiasi; “Siamo in ziccheria a farci un zicco”; in origine il termine indicava quasi esclusivamente il piombo di bevanda superalcolica liscia: “Un zicco di whiskey per tutti?” “Fack no, io quella robaccia non la bevo…col cazzo.” “Odez sei il solito conly one perciò ora ti chiamerò un piombo di Negroni…!” “Caaaazzo, maledetto delinquente!” / es. “Zicchi dal cielo” (titolo di una delle compilation autoprodotte di ‘zzomanna assieme a “double fack”, “living for dope” e “A pezzi me stesso e il sistema”); “Zicco di bbiers?” (‘zzomanna offre un po’ della sua birra), “ziccomorattina” (15.07.2010 riferito alla Morattina, noto locale agreste gestito in via del tutto fallimentare da Simáiaz).

zicco-zola, zola-zicco (pr. Szicco-szôla, szôla-szicco) locuz. avverb. – 1. Formula che indica lo scambio simultaneo di uno spinello e una bevanda alcolica tra due amici; 2. Formula magica (chimicamente magica o magicamente chimica) per aver la sicurezza di rabbiellarsi: prima un zicco, poi una zola, poi un’altra zola e di nuovo un zicco (zicco>zola>zola>zicco) e via di seguito / sm. Zicco-zola-dance (ritornello multiuso adattabile a qualsiasi pezzo musicale con battuta in 4/4).

zilumiér (pr. szilumiér) [gerg. deriv. da. Cilum, cilone e “Fratelli Lumiére”] f. – 1. Cilum.

Ziobò (pr. Sziobò) locuz. avverb. – imprecazione che esprime sconcerto oppure senso di disapprovazione in merito a un fatto o accadimento: “Ma…ziobò, fanculo a quei fottuti rabbiellati della SIAE…fack SIAE!” / sm. Mazziobò, Dioppö (Chetto).

zola (pr. szôla) f. – 1. Sigaretta magica, speciale; 2. Spinello / sm. Giòlla, Ciòlla, Razzo, sflazzo, tromba, spino; “strafuck! uno si fa una pausa pranzo ingiollata e torna con mille mail…fortuna che la mia voglia di lavorare adesso è nulla…” (da intestaz. e-mail collettiva) nuovo! .

zueccla (pr. Szuècla) f., volg. – Prostituta; “Con le zueccle* si può andare, con le mignotte no. Le zueccle si possono redimere dalla professione.” * Le zueccle hanno un cuore.

 


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