Facce ovunque

Sono proprio contento di aver scoperto che esistono tantissime altre persone che, come me, sono tacciate di autismo creativo. “Autismo creativo?!?”. Giá. Mi riferisco a quelle volte in cui mi distraggo da solo, perso nei miei pensieri, e comincio a scarabocchiare per aria…traccio linee sinuose, contemplo dimensioni e proporzioni, prendo appunti mnemonici…invisibili a chiunque altro ovviamente. Purtroppo questo capita spesso in pubblico, in compagnia degli amici o di fronte a persone nuove appena conosciute.

Eh, lo so…é più forte di me. Per questo, ogni volta che mi “risveglio” dai miei deliri creativi vengo puntualmente additato e sbeffeggiato da chi mi sta intorno. Una delle mie amiche , che si occupa di psicologia infantile, mi ha diagnosticato scherzosamente una grave forma di autismo creativo. Ecco qua.

Da piccolo vedevo immagini ovunque, ma non si trattava di visioni mistiche. Stando attento ai particolari delle case, delle strade e degli oggetti in genere mi saltavano chiaramente agli occhi volti nascosti, animali e oggetti…un po’ come nel gioco “Annerite gli spazi” della Settimana Enigmistica. E infatti ho smesso presto di giocarci perché vedevo le forme nascoste anche senza annerire gli spazi…

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Alle superiori, durante le ore di lezione ovviamente, facevo un gioco molto divertente assieme a un caro compagno: siccome lui non si capacitava del fatto che sapessi disegnare inventando sul momento tutto ció che creavo gli era venuto in mente di “sfidarmi” scarabocchiando nervosamente sul banco pochi tratti di matita…il mio compito era quello di partire da quel suo output gestuale e trasformarlo in un disegno “espresso” (piú o meno complicato – dipendeva dal tipo di scarabocchio), cioé inventato sul momento. Un po’ come riconoscere le forme suggerite dalle nuvole durante i pomeriggi primaverili con la morosina di fianco. Lo scopo del gioco-sfida era quello di ottenere disegni comprensibili nel minor tempo possibile. Ce l’ho sempre fatta.

In seguito il gioco si era complicato assegnando un tema da rispettare ai disegni pre-scarabocchiati. Non c’é che dire, il tempo sapevamo farcelo passare. Come é facile immaginare la mia tecnica di disegno a mano libera ne ha tratto forti benefici ma il mio profitto scolastico molto meno 😉

Sono altrettanto contento di aver trovato questo bellissimo foto-blog che raccoglie gli scatti di chiunque, come me, veda facce ed espressioni ovunque per strada (“Pareidolìa“, NdR): il muso e il retro delle automobili, i cestini pubblici oppure la combinazione di angoli, viti, rientri e cavità degli oggetti in generale. Un sacco di espressioni sorridenti oppure agghiaccianti, mostri e mostrini, figure goffe…facce ovunque insomma 😉

Se vi interessa il blog è Faces in Places e lo trovate QUI.

🙂

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