“Mentalità 2.0”

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“Web 2.0” è la parola del 2007. Se sei 1.0 vuol dire che sei vecchio, sorpassato, antiquato. Che risali grossomodo all’anno scorso insomma, quindi vergognati. Imparala da ora se ancora non l’hai fatto: 2.0 (duepuntozero).

Ma cos’è il web 2.0? Se lo chiedi a un geek* probabilmente ti farà una testa così su cosa offre il web 2.0 rispetto a internet degli anni scorsi, ma probabilmente non riuscirà a esprimersi sufficientemente terra-terra per spiegarti cos’è e non cosa fa.  Facciamo così, partiamo da com’era il mondo internet prima: i siti web non erano altro che vetrine di presentazione (per marche, aziende, servizi e persone) che per mettere in contatto l’utente casuale (e non) col proprietario del sito forniva i classici dati personali (nome, telefono, indirizzo e-mail, eccetera) oppure prevedeva una sezione “modulo” da far compilare. Se consideri che l’obiettivo del web è quello di accorciare le distanze del mondo sia in termini spaziali che temporali allora intuisci anche che questa vecchia “maniera” non poteva più soddisfare nessuno: i tempi sono troppo lunghi per mettere in contatto gli utenti, oltre a difficoltà e tempi lunghi anche per l’aggiornamento dei siti stessi- creati per il 90% da web-designers e non dai proprietari dei domini. Il 2.0 è caratterizzato da applicativi che non hanno uno sviluppo in versioni (come ci ha invece ben insegnato Bill Gates e i suoi Windows del c***o) ma sono migliorate “al volo”, questo vuol dire che per aggiornare la versione degli applicativi basta scaricarli e installarli direttamente via internet, senza dover disinstallare il vecchio e installare il nuovo. Questa modalità viene anche chiamata “beta perpetuo” (definizione di Tim O’Reilly, tra gli inventori del 2.0). Se non hai internet o se viaggi ancora a 56Kb, beh, allora sei 1.0…il tuo computer ha bisogno di rimanere sempre in contatto col web per tenersi aggiornato, abituati. Qualche esempio: Blogger, WordPress, Google Earth: te li scarichi e quando è ora di aggiornarsi ci pensano loro previo avviso; tutto ciò che vedi come utente è l’ultima versione attiva del sito. Anche Yahoo!Mail ha recentemente aggiunto due notevoli cambiamenti in pieno stile 2.0: ha abbattuto il limite di capienza della mailbox (ora illimitata) e ha reso disponibile la nuova versione beta che gestisce le mail in modo molto più comodo (ispirandosi un po’ a Microsoft Outlook senza dubbio). *(negli anni ’80 si chiamava nerd e talvolta pastrocchiava col computer – ricordi i telefilm americani? – mentre ora si chiama geek e passa letteralmente ore ed ore davanti al computer su internet, probabilmente s’intende di linguaggi informatici tipo CSS, xhtml, AJAX e simili…)

Web 2.0: Condivisione libera. Altra parola da memorizzare: condivisione. Per quanto sembri incredibile, in questo mondo capitali-globalizzato la comunità virtuale che sviluppa le nuove tecnologie web non mira ai soldi ma pensa alla possibilità di, anzichè conservare gelosamente dati file e informazioni, rendere fruibile a tutti il mondo virtuale: d’altronde ciò che è materiale è possedibile, al contrario di ciò che è virtuale, impalpabile. Questo è il motivo per cui la battaglia contro i programmi di scambio file peer-to-peer è stata persa dalle case discografiche ai tempi di Napster. L’ondata è inarrestabile, se non c’è lucro è impossibile proibire il flusso di dati in rete. La cultura, l’arte e l’informazione (sotto forma di articoli, blog, foto, musica e video) sono diventati, quindi, di dominio pubblico. Anche il concetto di proprietà privata è completamente rivoluzionato in rete, ciò che fa la differenza è sempre l’uso che vuoi fare di ciò che scarichi o carichi: se non c’è fine di lucro allora l’utilizzo è libero e incoraggiato (anche se per capire meglio questo argomento e le sue eccezioni ti consiglio di dare un’occhiata al sito appropriato Creative Commons) basta indicare sempre la fonte originale.

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Web 2.0: il rispetto. Se ne parlava già 10 anni fa, lo ricordo bene. Un tempo si parlava di netiquette, termine che non è certo passato di moda ma che ancora molti utenti (esperti e non) ignorano: la buona educazione vale anche on-line. Se ricevi una telefonata e non sei momentaneamente reperibile cerchi di richiamare il prima possibile, giusto? Se ricevi un sms da un amico probabilmente risponderai entro, al massimo, mezz’ora, no? Se entri in casa di qualcuno chiedi permesso e quando te ne vai saluti; se uno sconosciuto ti rivolge la parola e nasce una brave conversazione alla fine saluti cordialmente. Ci sono molti esempi di gesti cordiali a cui siamo abituati nella vita di tutti i giorni (e se per caso ti suona strano qualcuno di questi allora, caro/a mio, ti servono 4/5 mesi di ripetizione dai tuoi). Insomma, il senso del discorso è questo: visto che sai fare ad essere cordiale nella vita “materiale” perchè dimenticartene su internet? Si risponde sempre alle mail di persone conosciute, anche solo per confermare l’avvenuta lettura del messaggio, il prima possibile; si saluta e ci si presenta sempre se entri in un forum e vuoi fare qualche domanda, non basta iscriversi; quando leggi un post è buona educazione lasciare un commento (pertinente). Un’altra forma vitale di rispetto sta nel citare le fonti originali da cui hai salvato un’immagine, estratto un articolo, citato una frase, postato un video, riprogrammato un software open-source. Sempre.

Web 2.0: spersonalizzazione o decostruttivismo umanizzante? La grossa diatriba che nascerebbe se cercassi di spiegare decentemente a mia madre cos’è il web 2.0 prenderebbe il via da questo punto. Le persone fisiche ci sono, esistono, sono vere. Le sensazioni sono vere, le parole, i gesti…tutto è vero e immediato. Non c’è niente di meglio che fare due chiacchiere interessanti con qualcuno. Ma davanti a uno schermo, cos’è vero? Non ci sono sensazioni, solo immagini e parole. Mia madre, anche se diversamente, direbbe questo (più un sacco di altri improperi “a vedere se mi stacco dal computer una buona volta, che è tutto il giorno che ci stai davanti“). Sono d’accordo, niente è meglio che la vita reale, ma qui nessuno vuole sostituire la propria vita vera con quella virtuale, a parte qualche invasato che s’è f***uto il cervello su Second Life.

Esempi. Gli utenti che utilizzano Google, ad esempio, possono entrare su Orkut solo su invito di qualche altro amico/conoscente già iscritto: Orkut è una delle più grosse community per mettere in contatto le persone nel mondo, un vero e proprio motore di ricerca di persone; io ho ritrovato una vecchissima conoscenza risalente a più di 10 anni fa conosciuta all’estero e mai più vista. Cos’è successo dopo? Niente, ogni tanto ci scriviamo e ora sappiamo cos’è successo a entrambi durante tutto ‘sto tempo, solo che continuiamo ognuno nel proprio paese. Sarebbe stato possibile senza il web? No. Se ti iscrivi a Last.fm è come accendere la radio su internet, solo che sei tu a decidere cosa ascoltare, come un juke-box eterno e infinito. Su last.fm puoi “ascoltare musica, scoprire artisti che potrebbero piacerti, persone con gusti musicali simili ai tuoi, concerti nelle tue vicinanze, classifiche e creare collage per il tuo sito e molto altro ancora.” (faq Last.fm). Se vuoi un album delle tue foto sempre accessibile (ora che le macchine fotografiche digitali hanno abbondantemente spiazzato il mercato delle analogiche) allora registrati su FlickR oppure su Zoomr e decidi liberamente se rendere pubblici, privati o parzialmente accessibili i tuoi scatti; se invece vuoi un elenco sempre accessibile dei libri che hai letto, che stai leggendo o che ancora devi leggere (avendo, in più, l’opportunità di condividere opinioni con chi ha già letto o deve ancora leggere i tuoi stessi libri) allora iscriviti a aNobii, in due click sei dentro e hai a disposizione uno strumento di ricreca dei libri potente e gratuito! Un altro servizio per me utilissimo è del.icio.us: invece che salvare gli URL dei siti che visiti per caso in “Preferiti” con la certezza di non averli a disposizione se usi un computer diverso da quello di casa, salvali sul tuo spazio personale, sempre accessibile ovunque sei e usa l’opzione “rendi pubblico” a tua discrezione. Spesso i link migliori ad un argomento di tuo interesse li può già aver archiviati qualcun altro, conosciuto o no, e si risparmia molto tempo in fase di ricerca…prova per credere. Se t’interessa cercare lavoro via-web allora potresti pubblicare un tuo breve curriculum su Linked in (ingl) o su Neurona; sempre più professionisti e aziende ne fanno uso e funziona, soprattutto all’estero. Il sito eSnips mette a disposizione fino a 5Gb di spazio libero se registri un account, metti che non disponi di alcuna chiavetta Usb e vuoi assolutamente salvare un documento che hai trovato in rete o dal computer di un amico.

Questi sono solo alcuni esempi di ciò che va ora, chissà quanti altri servizi per l’utente singolo e la collettività nasceranno da qui in futuro. Come vedi si tratta di servizi nati per risolvere le esigenze di ogni singolo (ascoltare musica, album fotografico, biblioteca personale, raccolta di segnalibri, spazio gratuito, cercare lavoro) che contemporaneamente “parlano” a tutti gli altri eventualmente interessati o che condividono, magari, gli stessi gusti o hanno esigenze simili. Questo è il tornaconto degli utenti 2.0: mettere a disposizione liberamente il proprio per poter usare liberamente l’altrui. Non è detto per forza che si debba entrare in contatto o che si debba diventare amici, semplicemente si tratta di non comportarsi egoisticamente. L’egoismo non è contemplato nel 2.0. L’egoismo è materiale, l’altruismo è 2.0. L’egoismo è 1.0.

Forse adesso è più facile definire cos’è sto c***o di Web 2.0. Si tratta di Internet  nuova generazione, concepito come uno spazio avanzato di dati: l’accesso, il salvataggio, la creazione e la condivisione di dati passano dal PC direttamente a Internet. La finalità è quella di poter eseguire qualunque lavoro al computer solamente attraverso il browser, non importa se Internet Explorer, Mozilla Firefox, Safari o quello che avete. Altri esempi: con Picasa di Google è possibile modificare, ridimensionare, correggere, spostare e archiviare le tue foto (sia quelle sul tuo computer che quelle che hai caricato su FlickR per esempio) anche direttamente dal browser ovunque tu sia. Ilcorrispettivo dei programmi più usati in qualsiasi campo sono disponibili gratuitamente in rete e sono Open Source: non solo sono liberi da qualsiasi onere economico ma rendono disponibile e modificabile il proprio codice di programmazione a chiunque sia in grado e abbia voglia di modificarli per migliorarli. Scarica Open Office, The Gimp, Blender e Inkscape ed entra pure te in questa gran bazza che è la mentalità 2.0!

In ogni caso il futuro del Web è destinato a cambiare di nuovo, e radicalmente. Così come stanno le cose ora permangono grosse limitazioni a questa nuova forma di pensare l’altruismo virtuale: l’http è stato progettato come protocollo per lo scaricamento e il collegamento di documenti, troppo stretto per questo Web 2.0 che ha manie di espansione latenti. Quindi, per ora, accontentiamoci. Io per ora mi preparo ad abbandonare Microsoft. Boicotta Vista pure tu, non farti fregare, guardati sto video per capire perchè (oppure consulta il sito no1984.org).

  • Per una descrizione completa del Web 2.o consulta pure Wikipedia;
  • Informazioni e definizioni tratte dall’articolo “La nuova frontiera del web”(p.10-14, Web Designer Magazine, n.24 Apr-Mag 2007), intervista d Andrew Betts (direttore di Assanka);
  • Scaricatevi la tesi in .pdf di Taddeo Zacchini, diplomato da poco all’ISIA di Urbino, il cui titolo è “Beta: progettare interfacce web 2.0”;
  • Ringrazio Timo per avermi fatto scoprire Linked in, Neurona e claimID oltre che per aver ispirato la stesura di questo post;

Condivido molto questa mentalità 2.0 anche se devo ammettere che mi è ancora un po’ difficile riuscire ad applicarla nel mondo materiale, sarà perchè è ancora un beta version, altro che 1.0…meglio non fidarsi ancora molto quindi😉

Informazioni su Alex a.k.a. relaxdesign

(ITA) Designer di prodotto, Grafico e Design thinker. Appassionato d'arte, architettura e design. Interessato ai confronti culturali, sociali e linguistici. Curioso per natura. Blogger dal 2005. (ENG) I'm a Product Designer, Graphic Designer and Design Thinker. I go for Arts, Architecture & Design. I'm much interested in comparing different cultures, mentalities and habits around the globe. I'm definitely a curious guy. I'm blogging since 2005.

  1. kzk

    anche se forse 2.0 mi era un po’ più la parola del 2006 che del 2007, tanto per duepuntozeroizzare a go go: c’è questo video che è semplicemente perfetto per spiegare in cosa consistano i cambiamenti in atto… idee chiare, un montaggio veloce e ben realizzato… e tutto il 2.0 che vuoi!

  2. Ehi, grazie per il link del video! Sì, so bene che in effetti il 2.0 non è invenzione di quest’anno ma ho voluto considerarlo “2007 term” poichè è da quest’anno che si è consolidato anche nel linguaggio comune di noi poveri comuni mortali e non solo degli addetti ai lavori, intendi? Almeno qui in Italia, dico…Non mi sarebbe stato possibile spiegare in modo esaustivo il significato di “Web 2.0” un anno e mezzo fa anche solo se consideri che il mio primo blog l’ho cominciato a gestire l’anno scorso…;-) A presto!

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