Conosci qualcuno che può vivere senza musica? Qualcuno che nei ‘90 difficilmente usciva di casa senza il suo Walkman a cassette (negli anni sempre più tecnologico) e cuffione da dj per sentire meglio? Che ogni volta che sale in macchina perde 5 minuti politici per assettare il collegamento tra Ipod e autoradio e per scegliere la colonna sonora del viaggetto fino al lavoro?
Io ne conosco qualcuno, ma non sono io. Io sono esattamente così, sono appassionato di musica da quando avevo una decina d’anni, forse da prima, quando tiravo giù a orecchio le melodie e le riproducevo con la mia chitarrina giocattolo bianca e rossa. Quello è stato il motivo per cui poi mia madre mi obbligò a prendere lezioni di solfeggio e chitarra. Inutili, la musica scritta non l’ho mai imparata. Io funziono ad istinto. Alle medie ho scoperto l’Hip Hop (3 Feet High and Rising, Mc Hammer con Can’t touch this, Vanilla Ice con Ice Ice Baby, Naughty By Nature con O.P.P., Mc Lyte, Mc Young, gli ATCQ col preziosissimo Midnight Marauders, eccetera) e da lì non ho mai più smesso di seguire la Black Music espandendo – come molti altri del resto – la mia curiosità a tutti gli altri generi che lo hanno influenzato ed alimentato (Jazz, Blues, Rhythm’n Blues, Funky, Soul, Rock’n Roll, Psychedelic Rock, Metal Rock, Hard Rock, Pop Music, Salsa, Bossanova, Reggae e musica elettronica). Il grande potere dell’HH è proprio questo: è nato come un grande omaggio alla musica grazie alla sua rimanipolazione fatta dai produttori e deejay e si è evoluto enormemente negli anni. Grazie all’HH ho potuto e voluto ascoltare la musica come un attento studioso e ormai quest’atteggiamento è tatuato su di me
Tuttora non smetto mai di cercare buona musica e interessarmi di gruppi che non conosco (ancora); ogni genere stuzzica il mio palato musicale, a parte qualche rara eccezione.
In questa sezione parlerò di 1) musica vissuta e 2) musica dal vivo, cioè:
- la mia esperienza adolescenziale in qualità di mc (pr. èmsìì) con il mio ex-socio e attuale amico Stisaia (“FMCity“) e il periodo d’oro dell’HH italiano, almeno per come l’abbiamo vissuto noi (“l’Hip Hop in Emilia Romagna”);
- menzionerò i vari gruppi locali e regionali – composti da conoscenti e amici – che suonano per mestiere (o quasi) e che vale la pena di ascoltare, se potete. C’è anche una parte dedicata solo a video (“Video Must“) che sono facilmente reperibili su YouTube e che – a mio avviso – vanno visti (generi vari), in cui prediligo rifacimenti di canzoni prestigiose e rinomate. Insomma, non ha senso parlare di “musica” in senso generale quando già le realtà locali hanno molto per cui far parlare di sè.
Qui a fianco ci sono le varie voci relative, buona lettura







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