Sfogliando un numero vecchiotto de “La Repubblica delle Donne” (già dichiarato come il mio magazine preferito insieme ad Internazionale) imparo due cose molto interessanti che riguardano le donne e i media…in medio Oriente:
- Il mensile femminile iranaiano Zanan (donne, appunto) chiude i battenti dopo 16 anni di attività. Vendeva circa 400 mila copie e toccava argomenti considerati tabù, come le discriminazioni antifemminili nelle università, le violenze della polizia contro le “malvelate” oltre che divorzio, prostituzione, AIDS. La direttrice Shahla Sherkat e tutte le redattrici sono state accusate di diffondere un’immagine buia dell’Iran compromettendo la salute psicologica dei lettori. Una protesta firmata da personalità internazionali e autorevoli é stata mandata all’indrizzo di Ahmadinejad. (info tratte da “D” anno 13, n.589 15 marzo 2008, pag.34)
- È fruibile gratuitamente online un sito di video sharing dedicati ai fedeli di Allah. Il sito si chiama Muxlim TV ed é il fiore all’occhiello della Muxlim Inc. Più di 6 mila i video pubblicati in pochi mesi, tra cui reportage di Al Jazeera e IslamOnline. È un ottimo strumento per indagare sui falsi stereotipi legati a questa cultura ancora così estranea al mondo occidentale. La sede del progetto, però, è al sicuro in Finlandia ed è gestito da giovani imprenditori, non tutti musulmani peraltro. (info tratte da “D” anno 13, n.589 15 marzo 2008, pag.44, articolo di Elisa Pierandrei)


















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