
É giá qualche anno che scrivo su questo blog e da subito ho utilizzato il mio logotipo come marchio di fabbrica. Tuttavia non ho mai spiegato le ragioni per cui l’ho reso mio (ce l’ho anche tatuato…sí lo so, é da fanatici ma come faccio a spiegare sempre a tutti che volevo coprire uno sgorbietto ben peggiore che mi ero tatuato da solo a 15 anni…) e il ragionamento che c’é dietro.
Premessa. Dunque, prima di buttarmi a disegnare loghi su loghi mi sono chiarito le idee:
- Volevo un logo chiaro, semplice e ben leggibile. Una di quelle immagini che capisci subito cos’é e se anche non ti ricordi il nome ad esso attribuito ti resta in mente il simbolo ad esso collegato (cara vecchia semantica…);
- Il logo doveva collegarsi rapidamente al nome, che al tempo stesso doveva essere semplice, (quasi) giá sentito e quindi piú facilmente ricordabile;
Sviluppo. Siccome ho sempre amato i pittogrammi di Otl Aicher non potevo che fare riferimento alla chiarezza segnica dei cartelli stradali (che tuttora mi affascinano enormemente). Inoltre volevo assolutamente creare qualcosa di mio, di personale, che avrei potuto ricondurre esclusivamente a me e alle mie radici…sebbene non volessi usare il semplice Nome+Cognome. Non cosí chiaramente almeno. Ecco perché ho pensato di ricavare un nome accattivante che deriva da un anagramma:
Alex Rivoli = R elAx
“Relax” é una parola straniera largamente diffusa non solo in italiano ma in moltissime altre lingue, per cui l’ho scelto per il suo carattere di internazionalitá (come me) e per la facile memorabilitá.
La tazzina. Perché la tazzina? Perché la pausa caffé é un’abitudine squisitamente italiana, e consiste in 5/10 minuti di pausa tra un lavoro e l’altro. Un’aromatica pausa/distacco in cui concedersi qualche istante di relax, per poi riprendere il lavoro. Non so, c’é molto di mio in questo concetto…
Il caffé. Perché la tazzina di caffé (e non di té)? Perché quando si parla di “qualitá del caffé” la miscela brasiliana, assieme a quella araba o sudamericana in generale, é quella considerata “per eccellenza”. E visto che sono sia italiano che brasiliano…;)
Ora che vi ho spiegato le origini del mio logo/logotipo é interessante parlare – nel concreto – di cosa ci sia dentro una singola tazzina di caffé, oltre a tanto sapore, tanta caffeina e – dopo lungo uso – tanto stress. Altro che “relax”
“Per cosa il mondo spende 90 miliardi di dollari all’anno? Per una tossina vegetale nata come antibatterico che ha poteri stimolanti sugli esseri umani poiché blocca i nostri neurorecettori per l’adenosina, un composto che serve per addormentarci. Il caffè, in parole povere. Ma cosa c’è esattamente in una tazzina di caffè? Ce lo spiega la rivista WIRED.
- Acqua – Una tazzina è costituita al 98,75% di acqua. Inoltre la caffeina è un diuretico, per cui i bevitori di caffè – soprattutto i neofiti – corrono spesso al bagno.
- Etilfenoli – Gli scarafaggi li utilizzano come segnali chimici di pericolo. Noi li beviamo nel caffè.
- Acido quinico – Conferisce al caffè il suo caratteristico, irresistibile aroma. Una curiosità: è tra i composti chimici dai quali viene sintetizzato il farmaco Tamiflu.
- 3,5 Acido dicaffeoilquinico – Un antiossidante dall’effetto benefico sul nostro organismo.
- Dimetil-disulfide – Un prodotto della tostatura del caffè verde. È uno dei composti che dà alle feci umane il loro caratteristico odore, tra l’altro.
- Acetilmetilcarbinolo – Un liquido giallo infiammabile presente anche nel burro e usato come aroma artificiale nei pop-corn.
- Putrescina – Vi siete mai chiesti cosa dà alla carne marcia il suo mefitico odore? Eccola. E c’è anche nel vostro espresso.
- Trigonellina – Dona al caffè il suo sapore e uccide i batteri Streptococcus mutans, responsabili della carie.
- Niacina – Ovvero vitamina B3, senza la quale vi amamlereste di pellagra.”
Fonte: di Justo P . What’s Inside a Cup of Coffee? WIRED 22/09/09.
Tratto da “Ma cosa diavolo c’è in una tazzina di caffè?” di David Frati su Yahoo! Italia Notizie

Sfogliando un numero vecchiotto de “La Repubblica delle Donne” (già dichiarato come il mio magazine preferito insieme ad Internazionale) imparo due cose molto interessanti che riguardano le donne e i media…in medio Oriente:





















Commenta anche tu!