Cosa c’é in una tazzina di caffé

24 09 2009

É giá qualche anno che scrivo su questo blog e da subito ho utilizzato il mio logotipo come marchio di fabbrica. Tuttavia non ho mai spiegato le ragioni per cui l’ho reso mio (ce l’ho anche tatuato…sí lo so, é da fanatici ma come faccio a spiegare sempre a tutti che volevo coprire uno sgorbietto ben peggiore che mi ero tatuato da solo a 15 anni…) e il ragionamento che c’é dietro.

Premessa. Dunque, prima di buttarmi a disegnare loghi su loghi mi sono chiarito le idee:

  1. Volevo un logo chiaro, semplice e ben leggibile. Una di quelle immagini che capisci subito cos’é e se anche non ti ricordi il nome ad esso attribuito ti resta in mente il simbolo ad esso collegato (cara vecchia semantica…);
  2. Il logo doveva collegarsi rapidamente al nome, che al tempo stesso doveva essere semplice, (quasi) giá sentito e quindi piú facilmente ricordabile;

Sviluppo. Siccome ho sempre amato i pittogrammi di Otl Aicher non potevo che fare riferimento alla chiarezza segnica dei cartelli stradali (che tuttora mi affascinano enormemente). Inoltre volevo assolutamente creare qualcosa di mio, di personale, che avrei potuto ricondurre esclusivamente a me e alle mie radici…sebbene non volessi usare il semplice Nome+Cognome. Non cosí chiaramente almeno. Ecco perché ho pensato di ricavare un nome accattivante che deriva da un anagramma:

Alex Rivoli = R elAx

“Relax” é una parola straniera largamente diffusa non solo in italiano ma in moltissime altre lingue, per cui l’ho scelto per il suo carattere di internazionalitá (come me) e per la facile memorabilitá.

La tazzina. Perché la tazzina? Perché la pausa caffé é un’abitudine squisitamente italiana, e consiste in 5/10 minuti di pausa tra un lavoro e l’altro. Un’aromatica pausa/distacco in cui concedersi qualche istante di relax, per poi riprendere il lavoro. Non so, c’é molto di mio in questo concetto…

Il caffé. Perché la tazzina di caffé (e non di té)? Perché quando si parla di “qualitá del caffé” la miscela brasiliana, assieme a quella araba o sudamericana in generale, é quella considerata “per eccellenza”. E visto che sono sia italiano che brasiliano…;)

Ora che vi ho spiegato le origini del mio logo/logotipo é interessante parlare – nel concreto – di cosa ci sia dentro una singola tazzina di caffé, oltre a tanto sapore, tanta caffeina e – dopo lungo uso – tanto stress. Altro che “relax” ;)

“Per cosa il mondo spende 90 miliardi di dollari all’anno? Per una tossina vegetale nata come antibatterico che ha poteri stimolanti sugli esseri umani poiché blocca i nostri neurorecettori per l’adenosina, un composto che serve per addormentarci. Il caffè, in parole povere. Ma cosa c’è esattamente in una tazzina di caffè? Ce lo spiega la rivista WIRED.

  • Acqua – Una tazzina è costituita al 98,75% di acqua. Inoltre la caffeina è un diuretico, per cui i bevitori di caffè – soprattutto i neofiti – corrono spesso al bagno.
  • Etilfenoli – Gli scarafaggi li utilizzano come segnali chimici di pericolo. Noi li beviamo nel caffè.
  • Acido quinico – Conferisce al caffè il suo caratteristico, irresistibile aroma. Una curiosità: è tra i composti chimici dai quali viene sintetizzato il farmaco Tamiflu.
  • 3,5 Acido dicaffeoilquinico – Un antiossidante dall’effetto benefico sul nostro organismo.
  • Dimetil-disulfide – Un prodotto della tostatura del caffè verde. È uno dei composti che dà alle feci umane il loro caratteristico odore, tra l’altro.
  • Acetilmetilcarbinolo – Un liquido giallo infiammabile presente anche nel burro e usato come aroma artificiale nei pop-corn.
  • Putrescina – Vi siete mai chiesti cosa dà alla carne marcia il suo mefitico odore? Eccola. E c’è anche nel vostro espresso.
  • Trigonellina – Dona al caffè il suo sapore e uccide i batteri Streptococcus mutans, responsabili della carie.
  • Niacina – Ovvero vitamina B3, senza la quale vi amamlereste di pellagra.”

Fonte: di Justo P . What’s Inside a Cup of Coffee? WIRED 22/09/09.

Tratto da “Ma cosa diavolo c’è in una tazzina di caffè?” di David Frati su Yahoo! Italia Notizie





Andare fieri del proprio comportamento scombussolato

5 06 2009

Dedicata a tutti i narciso-nauti, coloro che incarnano la quint’essenza del mondo virtuale contemporaneo e trovano normale – praticamente obbligatorio – fare “outing cybernetico”: la pagina su myspace, facebook, twitter…tutti luoghi virtualmente privati dove elencare i film preferiti, la sessualita’, gli interessi, le preferenze. In quel modo cosi’ aperto e spontaneo che non avrebbero mai saputo usare neanche sul diario di scuola o in confidenza con gli amici quotidiani…quelli di carne insomma. A tutti questi cyber-rincogl…ehm, appassionati di social network e’ dedicata la t-shirt di Social Media, il cui sottotitolo recita “sbloccando il grande potenziale dei disordini del comportamento”! Al costo di soli 19 dollari e 95 centesimi potete acquistarla online attraverso il sito ufficiale.

3 sono i nuovi termini che si fanno strada tra le nuove “patologie da social network”:

  • Disturbo da iperattivita’ e deficit dell’attenzione (Attention Deficit and Hyperactivity Disorder abbreviato in ADHD)
  • Narcisismo
  • Stalking (persecuzione f di una persona per cui si ha una fissazione maniacale)

Ognuno abbraccia rispettivamente 2 dei 3 servizi di cui sopra, anche se – alla fine – i disturbi causati da tutti e 3
confluiscono in un unico, nuovo, malefico servizio: Twitter!

Twitter e’ il male.

Per ora non ci sono ancora cascato. Chissa’ per quanto mi chiedo, la curiosita’ e’ forte…:)





TV musulmana online

25 05 2009

Sfogliando un numero vecchiotto de “La Repubblica delle Donne” (già dichiarato come il mio magazine preferito insieme ad Internazionale) imparo due cose molto interessanti che riguardano le donne e i media…in medio Oriente:





The etymologist | rubrica aperiodica (Shokuiku)

15 07 2008

Etimologo

Secondo i dati del 2005 relativi alla percentuale di obesità mondiale gli americani, i messicani e i britannici occupano rispettivamente i primi tre posti sul podio. Gli italiani, con la loro “dieta mediterranea” occupano il venticinquesimo posto, dietro a spagnoli, irlandesi, tedeschi, francesi, olandesi, svedesi e austriaci. È uno dei pochissimi risultati positivi che riguardano l’Italia nel mondo. D’altronde lo sapevamo già…che ci lascino almeno il primato della buona (e sana) tavola, suvvia. Agli ultimi due posti di questa classifica (29 paesi in tutto) compaiono Giappone e Corea del Sud, entrambe con un bassissimo 3,2% sull’incidenza mondiale. Questo vuol dire che la loro dieta a base di riso, verdure e pesce -molto spesso- crudo risulta essere quella più salutare se paragonata alle cattive abitudini alimentari occidentali (molta carne, farinacei e olio cotto). Tuttavia leggevo che anche in Asia le cose stanno cambiando notevolmente: la cultura occidentale è approdata in Giappone da almeno un ventennio, ha ipnotizzato le nuove generazioni e ha portato chiaramente grossi scossoni alla tradizione, sia dal punto di vista culturale, sia da quello economico fino a quello alimentare. Anche in Giappone il fenomeno del junk-food è andato diffondendosi sempre più, però la reazione generale non si è fermata alle lamentele da bar.

Shokuiku. La parola Shokuiku può essere parzialmente tradotta con educazione alimentare ma si tratta di un concetto leggermente più raffinato: si tratta di un processo mentale che invita a riesaminare le proprie abitudini alimentari e che si basa sulla filosofia “sei ciò che mangi”. In questo modo la cultura giapponese ha cercato di reagire al dilagare dell’alimentazione pericolosa tra i giovani insegnando loro l’importanza di una scelta consapevole del cibo e di un accurato processo di trasformazione in fase di cottura. In questo modo i bambini cresceranno sapendo come vivere sani, sia mentalmente che fisicamente.

E noi, quindi? Siamo tutti ciccia e brufoli? ;-)

Link:





C’est incroyable…

18 06 2008

Devo ammettere che questi Europei 2008 mi stanno appassionando piú del previsto…e a ragion veduta! Sará – forse – per il fatto che la Nazionale é l’unica Italia che – assieme alle sofferenze – ci dá soddisfazioni…;-) no?

Resta un’Olanda super carica e aggressiva che ha saputo giocare con sportivitá, senza giochetti strategici per rendersi piú…”semplice” il torneo.

“L’Italie s’est qualifiée mardi pour les quarts de finale de l’Euro-2008, grâce à son succès (2-0) sur la France, éliminée, comme la Roumanie, battue (2-0) par les Pays-Bas. Les Italiens, champions du monde en titre, rejoignent les autres qualifiés: le Portugal et la Turquie (groupe A), la Croatie et l’Allemagne (groupe B), les Pays-Bas (groupe C), et l’Espagne (groupe D). Ils affronteront en quart de finale l’Espagne, dimanche (18h45) à Vienne. Leggi il seguito di questo post »





LSD r.i.p.

2 05 2008

Ben quattro mesi fa, 1280 Km fa, meno 17 gradi rispetto ad ora e in tutt’altro mood mentale avevo promesso in questo post che avrei parlato dell’LSD. “L’hai provato e ne vuoi parlare, eh?” vi sará venuto in mente malignamente…la risposta é “No”; peccato aggiungo, perché la veritá é che ne sarei curioso e visto che il meglio della letteratura/arte/musica del ‘900 (in particolare il vintage rock, prog rock, psychedelic rock anni ‘60 e ‘70) é nato sotto effetto di sostanze allucinogene. Per chi non é d’accordo consiglio di informarsi un po’ meglio, inclusa mia madre…;-) Giusto per dare un piccolo esempio: tra gli scrittori che usavano regolarmente l’LSD per la propria ispirazione c’erano Allen Ginsberg, J.G. Ballard, William Burroughs, Abbie Hofmann, Hunter S. Thompson e Philip K. Dick (tutti scrittori e poeti anglofoni dei quali, onestamente, non ho mai letto nulla…ma forse dovrei).

Visto che in questi giorni ho un po’ di tempo cerco di dare fondo alla massa di appunti accumulati nell’ultimo anno (ecco perché magari non ho scritto per un mese e mezzo e poi, di colpo, mi ritrovo a scrivere 3/4 post al giorno…d’altronde “aperiodicitá” significa, appunto, questo) cosí posso, finalmente, buttare via un po’ di carta :-)

Albert Hofmann. Scopro oggi che il soggetto principale di questo post – il chimico svizzero Albert Hofmann, inventore dell’LSD – é deceduto solamente quattro giorni fa (fonte: sito ufficiale)…prenderó questa casualitá come un suo richiamo discreto per non dimenticare il primo tra i cento cervelli piú influenti del pianeta (tra i quali compare, peraltro, un solo italiano: Dario Fo, settimo in classifica).

L’LSD venne sintetizzato per la prima volta nel 1938 nei Laboratori Sandoz di Basilea da Albert Hofmann. Hofmann stava effettuando ricerche sugli alcaloidi presenti nella scilla marina e nella segale cornuta nel tentativo di ricavare sostanze utilizzabili come farmaci. Le sue proprietà psichedeliche non vennero però riconosciute fino al 1943, quando Hofmann ingerì casualmente pochi microgrammi della sostanza rimasti sulle sue dita. Questa esperienza lo condusse a testare personalmente gli effetti psicoattivi dell’LSD […]. L’ingestione dell’ergot o della segale cornuta o di prodotti che da essa derivano causano la cosiddetta “febbre del pellegrino”, o ergotismo, i cui sintomi sono deliri allucinatori e forti dolori alle gambe. […] Leggi il seguito di questo post »





Il ViaKGSra e la violenza culturale. (Tocchiamo legno…)

27 01 2008
Chiedo scusa in anticipo per la qualità dei miei ultimi post, ma veramente non ho avuto mai tempo. Nel senso, quello che rimaneva delle mie giornate (poche ore) le ho usate per dormire, credo che mi sia concesso. Stasera ho finalmente concluso uno dei due (grossi) lavori di cui mi sto occupando e – caso strano – non ho ancora sonno per andarmene a letto. Questo non significa che abbia la carica necessaria per scrivere un post impegnativo per cui mi soffermerò su ciò che ha attirato la mia attenzione quando ho controllato la mia posta elettronica.
Lo spamming. Come succede a tutti coloro che usano servizi come Yahoo! e Hotmail anche a me la brava funzione Anti-Spam risparmia di dover cancellare a mano quella decina di pubblicità spazzatura che ricevo quotidianamente. Devo anche ritenermi fortunato perchè conosco persone che ne ricevono centinaia, ma diciamo che io ho adottato anni fa un paio di astuzie per cercare di sfuggire il più possibile a questa forma di violenza commerciale
Fatto sta che – non so voi – ma io ogni tanto mi metto anche a controllare lo spam (non si sa mai che qualche mail importante ci vada a finire per sbaglio) eliminando diligentemente tutte le varie mail che mi scrivono quel centinaio di ragazze dai nomi inglesi e americani (Lauren Ryan, Mollie Ashby, Courtney Yeager, Linz Twyman, eccetera) che mi chiamano per nome e sanno che io, a 28 anni, sono proprio un assiduo utilizzatore di viagra. Che carine.
Viagra. Quasi quasi… Ho splulciato un po’ di queste mail così premurose nei miei confronti e non ho potuto fare a meno di morire dalle risate, tanto che vale la pena riportarle qui per intero, non si sa mai che vadano perdute…eheheh, delle vere chicche d’italiano:
L’opinione del nostro cliente:

Lazione fantastica! Non potevo in nessun modo tenere 5 anni la mia erezione durante il coito e sono diventato effettivamente timido. Avevo anche un problema con leiaculazione prematura. Inoltre soffro del diabete. Una volta ho preso la quantita di 50 mg del Viiaaaaagra… e dormivo tra 2 ore con la donna di 22 anni. Poco tempo prima delle carezze preliminari il mio pene E diventato rigido e non potevo neppure credere in cio. Avevo il sesso durante questa notte tre volte (ah, beh) ed di piu non cerano nessun problemi. Non si riusciva in nessun modo a terminare. Sono ora luomo felice. Achmet, 52 anni.
Non mancate nulla alla vita e sentirete che i nostri clienti confermano!”
Io sono nell’estasi completa. Sono di 50 anni e che mi rammarica quello fa un anno che cio che la solidita costante del mio amico si perde al momento risolutivo (?!?!?). Ma ora tutto E nuovamente come ai migliori tempi. Basta 10 mg per il weekend ALLEGRO (?). Di nessun effetti secondari – nonostante una mialgia il giorno dipoi (meraviglioso…). Ma scompare grazie all’addestramento sufficiente ;-) )
Avete, infine, nuovamente il piacere della vita”"Credo che finora fossi felici (tocchiamo legno!), poiche finora non sapevo ancora mai gli effetti secondari di Viiaaaaagra… – eccetto pene E robusto come un bastone.Vivete soltanto una volta – perche non provare qualcosa nuovamente?”

e infine quest’ultimo che mi ha veramente convinto: Leggi il seguito di questo post »





Ogni faccia un viaggio…

11 01 2008

Non avevo mai ragionato bene sul fatto che tutte le sostanze dopanti (o stupefacenti) hanno in comune il fatto di ottimizzare le prestazioni del fisico in un rapporto +energia-sforzo: il doping in ambito sportivo equivale a una pasticca o a un cartone il sabato sera…non in rapporto all’effetto allucinogeno, certo, ma per le energie usate per smaltirlo. Inoltre bisogna considerare che, sotto effetto allucinogeno, sia i sensi che il cervello vengono sollecitati ad alti livelli: aumenta la percezione, aumentano i pensieri e la loro velocita’ d’intreccio. Il corpo e’ sottoposto a un notevole sforzo. E infatti, spesso, ci si rialza stanchi e affaticati…

Ora ha assunto un senso per me la frase “Ti brucia il cervello”

“‘E’ come sentire IL freddo, ma non sentire freddo…”

P.S. A breve un post sull’LSD…eheheh, non fatevi brutte impressioni ;-) l’intento e’ innocente!





Come scelgono i propri partner le donne

24 12 2007
Il dilemma delle donne che non capiscono gli uomini e degli uomini che non capiscono le donne è un fatto consolidato in tutto il mondo. Qui in Germania ho trovato addirittura una serie di libri comici ispirati ai dizionari che parte proprio da “Deutsch-Frau/Frau-Deutsch” (Tedesco-Donna/Donna-Tedesco) per continuare in un’altra serie di improbabili confronti.
Mentre il fantomatico “superuomo tra gli uomini” Chuck Norris (di cui avevo postato più di un anno fa ancora sul vecchio blog “I dogmi di Chuck Norris”) si è stufato di essere preso in giro e ha querelato la Penguin Books perchè dice che il titolo del libro (“La verità su Chuck Norris: 400 fatti sul più grande essere umano del mondo”) farebbe pensare ai lettori che i fatti riportati siano veri (fonte Yahoo!News e Reuters) si può notare come anche lui abbia ceduto alla moda dei V.I.P. americani e si sia sottoposto a un lifting atroce che ha fatto sparire la sua aura da duro e virile giustiziere…
Ora infatti parliamo un po’ di che effetto fa sulle donne la mascolinità e la femminilità dell’uomo.




This is not a porno-blog!

22 12 2007

Negli ultimi due mesi non avete idea di cosa viene scritto nel box di ricerca qui a fianco: i topic “Siti porno europei”, “Siti porno spagnolo”, “porno olanda”, “cose più porno del mondo” (?), “porno amatori” hanno raggiunto share non vertiginosi (per fortuna) ma per me preoccupanti…

Ragazzuoli!!! Questo non è un blog pornografico e, normalmente, non tratto il sesso se non da un punto di vista curioso o di argomento su cui discutere…non troverete immagini osè in questo blog ad eccezione dell’unica immagine di Linda Lovelace che usai per un vecchio post…!

¿¡¿Ma avete proprio bisogno di cercare in questo blog informazioni sul porno e la pornografia?!? Non sapete che basta digitare “sesso”, “fuck” e parole del genere su Google e vi appaiono (centinaia di) migliaia di siti apposta per voi famoni?

Comunque, visto che non sono scemo* nè tanto meno ipocrita (nel senso che non sto qua a fare il puritano e il moralista, ci mancherebbe) ho deciso di fare un regalino a tutti gli svogliati - sarà il natale… – e quindi butterò giù un paio di informazioni per coloro che – nel 2007 (…ma si potrà?!?) – si trovano ancora sperduti nel mare del sesso. Va da sè: 1. scrivere un post apposta è divertente e 2. voglio anche vedere se aumenterà l’audience con tutte queste parolacce ma 3. sono convinto che l’utilizzo incontrollato delle immagini legate al sesso e, in particolare, alla pornografia sia pericoloso, nel senso che non aiutano la lotta contro il maschilismo. Fatto sta che il mercato della pornografia non sembra certo avere grossi problemi e il mestiere di attrice e attore porno è una libera scelta. Anticipo che non sono un esperto in materia, nel senso che conosco – si e no – una ventina di nomi e avrò visto altrettanti dvd a casa…ho amici invece che vantano una notevole erudizione in materia e anche grazie a loro ho voluto approfondire (non fate ironia please…) la mia (in)formazione personale chiedendo loro nomi e pareri. Onestamente credo che, tra amici, ognuno faccia così. L’importante è sempre la tranquillità e la naturalezza con cui si affronta questo argomento che – ovviamente – non ha nulla di morboso in sè ma assume aspetti esagerati e (spesso) ridicoli se trattato come una mania o un’ossessione. Purtroppo questo accade ancora troppo spesso. Leggi il seguito di questo post »





Se ti vedessi coi miei occhi…

15 12 2007

 

Essendo interessato alla creatività progettuale non mi è proprio possibile fare a meno di pormi domande del tipo “Cosa farei se fossi quel tale?” “Cosa me ne farei di quest’oggetto?” “Che reazione avrei di fronte a questa pubblicità/edificio/oggetto?” e così via. É il tipo di domande che si pone qualsiasi buon designer/architetto/grafico (chi lavora con la cretività e non si fa queste domande, di solito, è l’artista). Da bambino mi chiedevo spesso cosa pensano gli animali, a partire dai cani…con quei loro occhi così “umani” sembra che pensino esattamente come noi. Chissà quante volte ci sbagliamo e male interpretiamo i loro messaggi. Capita tra persone comune, figuriamoci…

Un’altra domanda bella curiosa (e tragica) è “Come vivrei se non fossi completamente sano?” inteso: partendo dalla paraplegia fino ad essere vittima di un’anomalia genetica. Ho trovato dunque molto interessante leggere le esperienze di varie persone affette da daltonismo.

“Il gene del daltonismo si trova sul cromosoma X; le donne (XX) sono daltoniche solo se entrambi i loro cromosomi X sono affetti dal gene difettoso, mentre gli uomini (XY) lo sono se ne è affetto il loro unico cromosoma X.” Il daltonismo è una malattia maschile quindi, con qualche rara eccezione. L’8% della popolazione mondiale maschile e lo 0,5% di quella femminile ne è affetta; tra Europa Occidentale, Stati Uniti e Giappone si contano un totale di 32,6 milioni di daltonici. Lo svantaggio si ripercuote un po’ in tutti i campi della vita, visto che il senso più utilizzato, si sa, è la vista seguito da udito, olfatto, gusto e tatto. Circa 150 professioni sono fuori della portata di un daltonico, soprattutto quelle legate alla sicurezza (ricordo una scena del film “Little Miss Sunshine” in cui, durante il viaggio il ragazzino muto scoppia di rabbia urlante quando scopre di essere daltonico poichè non gli permetterà di iscriversi all’università aeronautica e non gli permetterà di diventare pilota come vuole ardentemente).

 La forma di daltonismo più diffusa è quella legata ai colori rosso e verde, ma è necessario specificare che c’è differenza tra i vari tipi, divisi per deficit di colore:

  • Protanomalia, difficoltà nel riconoscere il rosso (1 uomo su 100);
  • Deuteranomalia, difficoltà nel riconoscere il verde (5 uomini su 100);
  • Tritanomalia, difficoltà nel riconoscere il blu (5 uomini su 100).

Ora, fate attenzione a come vede la foto qui sopra un daltonico affetto da ciascuno dei deficit appena elencati.

Protanomalia:

Deuteranomalia:

Tritanomalia:

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Dimmi come dormi e ti dirò chi sei

1 12 2007

Oggi mi interessa l’argomento sonno, analizzato in uno dei suoi aspetti. Colgo l’occasione per tradurre un articolo inglese che ho trovato, vedrete che ci sono cose interessanti. Ma, voi, in che posizione dormite? Io faccio il soldato. ;-)

“Analisi delle sei posizioni studiate dal professor Chris Idzikowski:

Il Feto (41%). Le persone che si arricciano in posizione fetale sono quelle “dalla corazza dura” ma sensibili di cuore. Possono essere inizialmente timide quando vengono a contatto con qualcuno, ma si rilassano in poco tempo. Questa è la posizione più comune, adottata dal 41% delle 1.000 persone che ha partecipato all’indagine. Quasi il doppio delle donne rispetto agli uomini tende a mettersi in questa posizione.

Il Palo (15%). Dormire su uno dei due fianchi con entrambe le braccia distese lungo il corpo. Queste persone sono tranquille, gente sociale a cui piace fare parte della compagnia e che si fidano degli sconosciuti. Tuttavia, corrono il rischio di essere un po’ credulone.

Il Desideroso (13%). Si dice che le persone che dormono su uno dei due lati con entrambe le braccia distese davanti siano aperte, sebbene possano essere sospettose e ciniche. Sono lente nel decidersi, ma una volta fatto non sono più disposte a cambiare idea.

Il Soldato (8%). Posizione supina con entrambe le braccia distese lungo i fianchi. Le persone che dormono in questa posizione sono generalmente calme e riservate. Non gli piace agitarsi se non per cose importanti (ad alto livello?).

Caduta libera (7%). Quando si dorme sulla parte anteriore con le mani intorno al cuscino e con la testa girata di lato. É la posizione che assumono spesso le persone socievoli e impetuose, ma che sotto si rivelano irascibili e sensibili. Spesso non gradiscono le critiche o le situazioni estreme.

Stella marina (5%). Posizione supina con entrambe le braccia intorno al cuscino. Dormono in questa posizione i buoni amici: ottimi ascoltatori che sanno offrire il proprio aiuto quando ce n’è bisogno. Non gli piace essere al centro dell’attenzione. Leggi il seguito di questo post »





Basta con le super-sventole per vendere…

27 11 2007

Siamo dei maiali. Ma da quant’è che, un po’ per moralismo da bar un po’ perché ci crediamo, che ci lamentiamo del fatto che non se ne può più di cotanta carne cruda a disposizione (“quale migliore occasione…” diceva un mc/dj old school a Bologna) nei programmi tv italiani, nelle pubblicità su riviste e quotidiani e in formato gigante sui manifesti per strada? Ora, lasciamo perdere che – in quanto uomo – è sempre un bel vedere, ma effettivamente anch’io rientro tra i tanti che sentono lesa – già da troppo tempo ormai – la propria intelligenza. In quanto amante della comunicazione devo comunque anticipare che sesso e morte saranno sempre fonte di attrazione per l’uomo che – per sua natura feticista – non potrà mai fare a meno di mostrare interesse, seppur minimo, per notizie e/o immagini ad esso inerenti. Ma un conto è usare l’immagine femminile, un conto è sfruttare il suo corpo per vendere e basta. Personalmente la interpreto anche come un modo velato e garbato di considerarle meramente oggetti e niente più…oggetti per la riproduzione un tempo, ora oggetti per la vendita. Insomma, non c’è bisogno di scoprire le donne per scoprire che siamo dei morbosi (noi uomini), lo sappiamo già, lo sanno tutti. Dunque basta. Leggi il seguito di questo post »





Foto aggiornate al diario…

22 11 2007

Il 1 Dicembre ricorre la giornata mondiale contro l’AIDS. Questo e molti altri manifesti tappezzano Berlino da circa un mesetto. Prevenzione e informazione da queste parti non mancano mai…

A proposito: ” Circa un terzo delle coppie italiane, ad esempio, pur non desiderando figli non fa uso di metodi contraccettivi o sceglie di ricorrere al coito interrotto, e le gravidanze indesiderate sono ancora troppo numerose.”  [continua articolo originale]

;-)





Anche il disimpegno è impegnativo…

6 10 2007

Riporto pari pari l’articolo letto su Yahoo! Salute:

Le relazioni non impegnate sono causa di stress

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore, 02/10/2007

Negli Stati Uniti si chiamano “friends with benefit”: sono quegli amici con cui si eccede nello scambio di effusioni, compreso il sesso, ma senza che si stabilisca una relazione. Per molti la (chiamiamola) gratuità con cui ci si scambia attenzioni, tempo e endorfine senza avere le implicazioni emotive di una relazione può essere un buon compromesso e, soprattutto, non si hanno ripercussioni in termini di stress da questo tipo di friendship.

Ma i friends with benefit non sono stress-free: una ricerca americana condotta presso la Michigan State University ha dimostrato che, alla fine, anche questo tipo di relazioni non funzionano perché comunque rappresentano un freno all’espressione di una emotività equilibrata. La notizia è apparsa sul New York Times.

La ricerca è stata condotta tra un gruppo di studenti della Michigan State University che hanno dichiarato di avere, o avere avuto, un friend with benefit: rispetto al campione considerato, in un caso su 10 le relazioni cominciate così si sono trasformate in una storia d’amore stabile, un terzo in amicizia pura senza più alcun approccio sessuale, un quarto nella rottura totale, il resto del campione continua ad avere relazioni di questo tipo.
Eccezion fatta per chi si innamora ed è ricambiato (che comunque da quel momento vivrà come se fosse sulle montagne russe), in tutti gli altri casi una relazione di questo tipo è fonte di sofferenza e stress: ci si può innamorare senza essere ricambiati, si può usare questo rapporto per evitare di impegnarsi con una persona, si può diventare dipendenti emotivamente da una persona a cui non si riesce a dare un ruolo definito nelle propria vita. Alla base, pare ci sia la paura di mettersi in gioco veramente. “Forse il risultato è viziato dal campione analizzato: probabilmente tra i giovani è più frequente questo tipo di indecisione e instabilità”, ha dichiarato uno degli autori dello studio. Viziato o no, il risultato più bello di questo studio è di aver sdoganato un termine che, a ben pensarci, è veramente evocativo: friend with benefit.

Fonte: Carey B. Friends with benefits, and stress too. New York Times 2007; 2 ottobre.

Emanuela Grasso