S’èl stë Disàin?!?

20 10 2009

Ormai chi mi segue lo sa: se non scrivo per lunghi periodi significa che sono indaffarato in qualcosa poiché ho sempre qualche argomento interessante (almeno per me) di cui mi va di parlare. In questo periodo ho ricominciato a lavorare sodo (per il pane, l’affitto e poco altro) e a progettare parecchio. Ultimamente poi sto preparando la mia prima esposizione personale (dal titolo “S’èl stë Disàin?!?” ovvero “Cos’é questo Design?”) che si terrà a Faenza presso il Fontanone dal 31 ottobre al 12 novembre.

Eccezionalmente mi è stata data l’opportunità di prolungare la durata dell’esposizione a ben due settimane, così potrò esporre molti più oggetti del previsto (dato che il luogo espositivo è molto carino ma di dimensioni contenute).

Patrocinato dal Comune di Faenza (che patrocina obbligatoriamente qualsiasi evento simil-culturale sul territorio) e gestito dal Rione Verde, il Fontanone Arte è uno spazio dalle antiche origini (architettura neoclassica) reso idoneo ad esposizioni artistiche, mostre ed eventi culturali a cui partecipano molto spesso artisti del circondario romagnolo. Nella cerchia degli artisti faentini, seppur non goda di chissá quale prestigio, il Fontanone costituisce ormai in una tappa quasi obbligatoria per farsi conoscere in ambito locale.

L’inaugurazione della mostra avverrà sabato 31 ottobre a partire dalle ore 18.30 e verrà offerto anche un piccolo buffet, perfetto per l’orario dell’aperitivo, ovviamente in linea con l’ideologia che sta dietro ai miei oggetti-progetti (proggetti quindi).

Sarò lieto di mostrare e spiegare a chiunque voglia partecipare tutta la storia e l’ideologia che sorregge la Sostenibile Pesantezza dell’Avere e, per la prima volta, il progetto Erasmus-Kit 2.0 che è stato recentemente pubblicato sul libro “LESS is NEXT, dal cucchiaio alla realtà, design e sicurezza alimentare nell’epoca della crisi” che verrà anch’esso presentato ufficialmente a Firenze il prossimo 5 e 6 novembre.

Di seguito qualche informazione tecnica in più:

“S’èl stë Disàin?!?” (“Cos’é questo Design?”) a cura di Alex Rivoli

Inaugurazione: Sabato 31 Ottobre ore 18.30

Luogo: Fontanone Arte c/o Rotonda Giovanni da Oriolo, Faenza

Durata: dal 31/10 al 12/11

Orario di visita

Sab – Dom 18.30 – 21.30

Lun – Ven 17.30 – 20.00 (preferibilmente su prenotazione visto che…fa freddo ;) )

Genere: Esposizione di oggetti d’arredo reinventati e demixati per l’uomo contemporaneo in tempo di crisi.
Saranno esposti i progetti S.p.A. (la Sostenibile Pesantezza dell’Avere) ed Erasmus-Kit 2.0 (Progetto di tesi ISIA 2009) realizzati con tecniche d’artigianato fai-da-te secondo i principi del riciclo e del riuso all’insegna di una “creatività sostenibile e culturale” alla portata di tutti.
Nella seconda settimana (dal 7 al 12 novembre) saranno esposti nuovi oggetti (causa esiguità degli spazi) e presentata la recente pubblicazione di Erasmus-Kit 2.0 sul libro “LESS is NEXT, dal cucchiaio alla realtà, design e sicurezza alimentare nell’epoca della crisi”.





Il caso Freitag

6 08 2009

Non c’è molto da dire sull’azienda Freitag per chi già la conosce. Per chi non la conosce ecco un breve riepilogo:

Con sede a Zurigo, Freitag produce e vende in tutto il mondo borse ricavate dai teloni usati di autocarri, dalle cinture di sicurezza usate delle automobili e dalle camere d’aria usate delle biciclette, fin dal 1993.

I teloni vengono tagliati in fase di lavorazione, in modo che le stampe o il logo dell’azienda non siano più riconoscibili. Freitag assicura: i teloni non vengono utilizzati per altri scopi o rivenduti a terzi. Freitag usa sostanzialemente solo teloni usati di autocarri destinati all’allestimento di veicoli industriali, con un tessuto di fondo estremamente robusto e un rivestimento in PVC di almeno 600 g/m2). (freitag.ch)

In breve, Freitag è uno di quei casi che esemplificano come sia possibile per un accessorio o un capo d’abbigliamento superare le barriere del tempo e, quindi, della moda passeggera: il marchio Freitag è diventato un must, un simbolo “buono” perchè unisce la mentalità del riciclaggio creativo (ecosostenibilità) con quella della moda personalizzata (radical chic) e dell’oggetto unico (emotive design). Ecco perchè tutte le borse (e gli accessori) sono così maledettamente care.

Continua su DesignedBy

Note: L’immagine all’inizio del post è stata realizzata da Relaxdesign – 2009 ed è concessa sotto Licenza Creative Commons 2.0.





Playmo’ World

27 05 2009

Impossibile non segnalare e non farsi due risate guardando il lavoro svolto da 091 su Flickr…così come per i Lego, nutro molta simpatia anche per i Playmobil. Ma questo fotografo (professionista? Amotore?) ragazzo o ragazza che sia (l’unica cosa certa è che sia giapponese, almeno credo visti i pittogrammi) dimostra di averne molta più di me…

Date un’occhiata al resto della raccolta di immagini su questi Customize Playmobil provenienti da tutto il mondo, oltre che fare un giro nel mondo giocoso di 091





Moleskine fai-da-te

13 05 2009

Dando un’occhiata qui a fianco, nei “post piú letti”, mi accorgo con piacere che il vecchio post “Copertina libro fai-da-te” sta andando forte ultimamente.

Beh, ultimamente anch’io – fra le millemila cose che sto portando avanti, sto confezionando degli ottimi taccuini artigianali e personalizzati. Per fare un buon lavoro di rilegatura e rifinitura ho prima spulciato nella rete in cerca di qualche tutorial o corso breve per carpire le nozioni fondamentali. Poi, mi sono dato da fare.

Michael Shannon. Ho trovato quest’ottimo tutorial corredato di fotografie che vanno nel dettaglio, che vi consiglio caldamente. Il tutorial in questione si chiama “Make Your Own Moleskine-Like-Notebook” ed é stato confezionato da Michael Shannon, un professionista che si occupa di Human interaction design. É un problem solver e si propone come consulente per aziende e agenzie. Insomma, un lavoro intraducibile in itagliano, visto che non esiste manco un nome per questa professione.Questo tutorial é consigliato a tutti in generale.

Trumpetvine.com. Questo secondo tutorial (anch’esso zeppo di foto) é consigliato invece agli “artisti” ovvero coloro che hanno notato che dipingere nelle pagine delle Moleskine non é una buona idea visto che il colore giallognolo delle pagine é il risultato di un trattamento chimico – che scompare alla prima passata di gomma…Si tratta dunque di un tutorial per “hackerare” la propria Moleskine giá acquistata. Il post s’intitola “Moleskine Reloaded…or, How to Rebind a Moleskine Notebook : Make a Custom DIY Sketchbook!” ed é concesso gentilmente da Trumpetvine.com, di cui non so nulla se non che si occupa di riempire le proprie Moleskine di disegni ad acquerello e altro.

Cosa aggiungere…Ah! Buon divertimento!

P.S. Se vi interessano le Moleskine allora date anche un’occhiata al sito ‘Skine Art dove troverete centinaia di schizzi, disegni, minuscoli dipinti realizzati proprio tra le pagine delle adorate moleskine…





La moda delle Shopping Bag

25 03 2009

Una buona idea é semplice e d’impatto, proprio come la trovata dello shopping mall turco YKM. Un oggetto semplice che costa esattamente come tutti gli altri sul mercato, ma che ha quel valore aggiunto che fa la differenza…

Ne esistono anche molte altre versioni, ognuna adatta al proprio scopo comunicativo: Leggi il seguito di questo post »





The etymologist | rubrica aperiodica (Nerd & Co.)

3 08 2008

Cos’hanno in comune Bill Gates, Milhouse Van Houten e Steve Urkel? A parte essere tutti di origini americane ed essere comparsi per diversi motivi in TV (l’ormai ex-presidente della Microsoft, il migliore amico di Bart Simpson e l’insopportabile vicino pasticcione del serial “Otto sotto un tetto”), la risposta esatta è: sono dei nerd.

Bene. Ma cos’è un nerd?

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Objectified: documentario sul design

29 07 2008

A volte il suffisso del titolo di questo blog sembra perdersi…”design”. “Design” cosa? Ma cosa disegni?!?

Ho scritto anche un post su questo argomento, tuttora attualissimo, andatevelo a (ri)leggere se vi va. Insomma, anche se non scrivo cosí spesso di design industriale non vuol dire che non mi interessi (piú) e che non continui a tenermi aggiornato. Nientaffatto.

A questo proposito scrivo questo post per comunicare a tutti gli interessati che sta per essere ultimato un film-documentario che tratta proprio di design industriale, dal nome “Objectified” a cura di Gary Hutswit, un produttore americano indipendente (mai sentito prima) interessato al giro dei documentari di nicchia. Il suo film-documentario precedente é un must per i grafici e gli appassionati di Visual Design visto che s’intitola “Helvetica” ed é stato proiettato in piú di 200 sale nel mondo escludendo i broadcast americani e inglesi (in Italia nulla ovviamente).

La prima del film é prevista per gli inizi del 2009, non vedo l’ora. Per ora mi accontenteró di scaricare “Helvetica” (acquistabile legalmente da iTunes) e di leggere le notizie fresche dal sito/blog ufficiale del documentario: Objectifiedfilm.com.

Via Swissmiss.

Mi chiedo se esista un servizio web 2.0 come aNobii progettato per la catalogazione dei film visti/posseduti…magari con dei trial di anteprima per chi non si ricorda se un titolo l’ha giá visto o meno e che funzioni coi metatag, utili per qualsiasi ricerca personalizzata…in questo caso tocca segnarsi su un foglio i film-documentari a tema sul design e architettura: io ne ho visto solo uno per ora (“Sketches of Frank Gary” di Sidney Pollack) ma so che ne esistono di molto interessanti quanto difficili da reperire. Per esempio:

  • “The uncommon beauty of common things” documentario composto da vari corti ad opera di Charles Eames in persona (qualche notizia qui);
  • “Ask me, I’m here to help” di Milton Glaser (nientemeno), 1982 – 57 min;
  • “Ich schreibe über das denken, das aus dem machen kommt” (“Scrivo sul pensiero, il quale deriva dal fare”) di Otl Aicher (1991, 45 min).

Tutti e tre trasmessi durante un’interessantissima rassegna universitaria tedesca che ho (purtroppo) dovuto mancare. Se avete notizia di questi documentari (prestito – vendita – soffiata) fatevi vivi per favore. ;-)

Ma a proposito di Charles Eames, guardate un po’ come fu il lancio promozionale della classica Eames Lounge Chair and ottoman trasmessa dalla NBC nel 1956 qui. ;-)





Romera e il costruzionismo culinario

30 06 2008

l\'Esguard

Questo (rapido) post lo scrivo dopo un fine settimana piuttosto faticoso (ho ripreso a lavorare come cameriere nel weekend) e lasceró tutto lo spazio agli articoli da cui attingo le informazioni che mi interessano. Il motivo del post ha il suo perché: cucina e Spagna. Cucina perché arrivo adesso accaldato e sudato dalle cucine del bagno al mare; Spagna perché voglio omaggiare la vittoria della Spagna negli europei 2008 e lo faccio parlando del protagonista del presente articolo: Miguel Sanchez Romera ovvero l’unico caso vivente di neurologo e cuoco professionista al mondo…parliamo di un soggetto che ha rivoluzionato il concetto di gastronomia contemporanea, un artista, un vero creativo…e per questo importante per me. Ecco.

Chi. Nato in Argentina, dove ha studiato Medicina e Belle Arti, Miguel Sànchez Romera ha lasciato il paese sudamericano negli anni più bui della dittatura militare e si è stabilito definitivamente in Spagna.
Esercita la professione di neurologo, specialista in neurofisiologia clinica e da dieci anni è chef e proprietario del ristorante “L’Esguard” di Sant’Andreu Llavaneres (Barcellona). Dal 1998 è professore di Scienza e Tecnologia Culinaria all’università di Vic a Barcellona. E’ considerato uno degli chef più innovativi d’Europa ed è noto in tutto il mondo per il suo stile colto ed elegante. Ha scritto La Cocina de los sentidos (la cucina dei sensi) e Total Cooking. (fonte)

“Io considero la cucina come uno ’spazio totale’ che necessita di una solida base di conoscenze ferme. La cucina non è più, o non è solo, un atto di piacere, ma è sopratutto un atto di trasmissione delle conoscenze.[…] Il punto è che come neurofisiologo posso solo presentare poche spiegazioni plausibili per molte delle questioni legate al gusto. In neurofisiologia il canale sensoriale più conosciuto è la vista, ma ben poco ancora è noto in merito all’olfatto e al gusto, per tacer del fatto che in merito a sentimenti ed emozioni ogni neurofisiologo ha una sua propria teoria. E quindi il dibattito è ancora aperto.”

Cosí é come si esprime il neuro-cuoco in un’intervista con Daniele Paolini. Ma se non sapete che cosa cucina lo chef spagnolo non potete capire di certo…

Cosa. Mangiare al Barcellona Esguard non é certo come pranzare dal piadinaro dietro casa, ma non é neanche cosí spaventosamente caro: il menú offre una doppia scelta secondo la lunghezza della degustazione, corta a 65 euro, completa a 80 euro. Citando a caso:

  • Cocotte di tartufo nero con mousseline di zenzero e cocco con tuorlo d’uovo;
  • Cappesante in infusione agrodolce di alghe marine con maionese calda di cioccolato bianco e purea di pomodoro;
  • Foie gras di oca alla piastra con purè di tartufo nero e pasta fresca affumicata;
  • “Omnium” di cereali (12 cereali in piccoli mucchietti cotti a vapore, posizionati a corona con al centro la salsa) con olio di oliva (picual, cultivar locale) e salsa vellutata al tandoori, oliva nera e tartufo;
  • Filetto di baccalà confit in olio di oliva (hojiblanca) nappato in vellutata di uova di baccalà e purè di pomodoro glassato e fungo nero in decorazione;
  • Filetto di cervo con mosaico di 48 spezie, tatin di mela con soppressata e sugo di cassis in salsa (buono, classico, reso entusiasmante nella scacchiera dei puntini colorati delle varie salse piccanti.
  • Chocogel di cacao criollo del Venezuela con mela tandoori, cocco, arancia rosa, caffè con latte e una base di gelatina madreperlata;
  • Madeleine fondente di cioccolato bianco con tartufo di cacao trinitario di Grenada e purea di fragole (fonte)

E cosí via…

Particolaritá. Non é semplice descrivere con le parole qualcosa che viene creato per essere assaporato e vissuto coi sensi (vista, olfatto e gusto) e – in piú – é impossibile per me parlare di qualcosa che non ho ancora avuto l’occasione di provare. Fatto sta che la cucina dell’amico Romera – mi hanno detto – ha la particolaritá di presentarsi al cliente sotto forme completamente inusuali: forme cubiche, composizioni originali, associazioni di colori e sapori bizzarri, l’uso di elementi come l’agar agar o l’azoto liquido, ovvero prodotti insapori ma che consentono la modellazione plastica del cibo per ottenere forme fuori dal comune.

“Io considero la cucina come uno ‘spazio totale’ che necessita di una solida base di conoscenze ferme. La cucina non è più, o non è solo, un atto di piacere, ma è soprattutto un atto di trasmissione delle conoscenze”. In parole povere non si mangia con il gusto bensì con il cervello, a parere del medico-chef. “La cucina è pertanto un’esperienza sia mentale che digestiva – prosegue Sánchez Romera – prima che con il gusto si degusta un ambiente, la luce, il colore, certo anche l’aspetto esteriore del piatto, quindi ci sono i profumi, i sapori, le sensazioni e le emozioni via via più profonde”. (articolo)

Quando ci andró ne faró un resoconto approfondito, ci potete contare ;-)

Link: Sito ufficiale Miguel Sanchez Romera (Esp – Eng)





Palla conta-palleggi

15 06 2008

Mentre cercavo un altro bel gadget apposta per i calciofili (categoria alla quale non appartengo ma di cui sono simpatizzante) mi sono imbattuto in altro, come spesso accade, senza trovare quel che cercavo…comunque: avete presente le innumerevoli gare di palleggio fin da quando eravamo pulcini? E quando poi ci si ritrovava a farsi battere per un solo palleggio, quell’ultimo stiracchiato che salvava la palla poco prima che cadesse a terra…insomma ame capitava di vincere per quel solo palleggio ridicolo…e si parla di 20-30 palleggi al massimo :-)

Questo pallone invece é fatto apposta per coloro che di palleggi ne fanno centinaia e perdono il conteggio (anche perché spesso contare deconcentra il palleggiatore):

Virtual Soccer Ball é dotato di piccolo schermo LCD e di software interno con duplice funzione: conta quanto tempo la palla sta per aria e – ovviamente – conta quanti palleggi vengono effettuati. Per soli 24.95 $ é vostro, potete ordinarlo via web presso Discovery Store. Ah, ovviamente esiste lo stesso dispositivo applicato a palle da basket, da football, palline da baseball e da tennis…manco a dirlo.

Via Oh, Gizmo!

Una simpatica kitcheria, dai ;-)





la Sostenibile Pesantezza dell’Avere

28 05 2008

Eccoci qua finalmente! Chiedo scusa ma ho avuto parecchio da fare in questo fine settimana appena trascorso…ero arrivato appena in tempo per finire il mio allestimento in occasione degli Open Studio Faenza e del Festival dell’Arte Contemporanea. Perché?

Il contrattempo. Da bravo Antonello Fortunello ho esperito un bel guasto all’aereo Easy Jet che doveva partire da Berlino a Venezia alle 11.25… Leggi il seguito di questo post »





3 giorni di cultura…speriamo

22 05 2008

É online il programma di Open Studio al quale partecipo anch’io quest’anno. Lo potete trovare cliccando su questo link, c’é anche una breve anteprima degli artisti che esporranno presso lo studio Rava e Piersanti.

Vi ricordo che le esposizioni saranno visitabili venerdì 23 – sabato 24 – domenica 25 maggio dalle 20,00 alle 23,00, ingresso piazza XI Febbraio, 18 (piazzetta del vescovado, il portone di legno a fianco del parchimetro).

Spero che la manifestazione abbia successo perché sarebbe molto bello averla come evento annuale fisso. Anche se sono sempre scettico quando si sbandierano ai quattro venti termini come “cultura” e “arte contemporanea”…vorrei davvero che ci fosse cultura, mentre spesso vedo solo esposizioni enigmatiche e pavoneggiamenti in giro per le mostre italiane…Ma, ok, fine del momento “critiche”. Vi aspetto piú numerosi che potete domani, sabato e domenica!





Eigenart n.69

12 05 2008

Mentre ero a Berlino ho cercato di tenermi impegnato anche in campi extra-didattici e ho collaborato con il magazine universitario della UdK (Universität der Künste Berlin).

Storia. Questa testata, sebbene universitaria, contava ben 68 uscite…da metá anni ‘80 per capirci. Le ultime 10 edizioni che mi mostrarono, prima di cominciare i lavori per la stampa del numero 69, erano tutte molto belle…i tedeschi e la grafica tipografica sono sempre andati d’accordo del resto. Anche le tirature sono sempre state notevoli: 1000 copie, a volte 1500. Questo tipo di attivitá é gestito da un consiglio studentesco idipendente previsto, costituito e finanziato dall’universitá stessa (AstA UdK). Diciamo che i fondi a disposizione (sebbene parliamo di cifre non esagerate certamente) c’erano e ci sono sempre stati. Insomma, esattamente come nel mondo universitario italiano…Il termine eigenart si puó tradurre con “arte propria” o “arte di ognuno” piú o meno…essendo l’UdK un’universitá esclusivamente della arti (pittura, scultura, architettura, design, moda, musica e canto) la rivista non poteva scegliere nomi troppo distanti da questo campo. C’é da dire, peró, che il nome della rivista non piace al 90% dei ragazzi con cui ho parlato. Vabbé.

Redazione e struttura. La redazione per Eigenart n. 69 era composta da soli latini: io e altre 3 ragazze spagnole oltre alla capo-redattrice, tedesca almeno lei. Tra i collaboratori (illustratori e giornalisti) c’erano ungheresi, peruviani, olandesi e pure qualche tedesco. Il materiale da pubblicare (articoli, fotografie e illustrazioni) é stato raccolto in un mese e mezzo mentre la rivista l’ho preparata in una settimana (ho lavorato come grafico e Art Director) di intenso lavoro assieme all’editrice…visto che stavo lavorando su un prodotto in tedesco senza conoscerne sufficientemente la lingua.

Obiettivi. Il mio obiettivo é stato porre rimedio all’unico vero problema della rivista: sebbene molto curata esteticamente, molti studenti non la conoscevano e solo pochi l’apprezzavano; molti ne avevano sfogliato qualche pagina senza capire che fosse una rivista universitaria. Sicuramente un punto a sfavore era la quantitá enorme di parole contenute…Dovevo fare in modo che attraesse l’attenzione, che piacesse da subito…insomma, che gridasse “prendimi!” agli studenti/lettori.

Premio. Beh, del numero 69 ne sono state stampate ben 2500 copie, le prime 1700 sono andate esaurite in meno di dieci giorni (la UdK conta ben 10 edifici diversi sparsi per tutta Berlino). Una settimana fa ho ricevuto una e-mail dalla capo-redattrice la quale comunicava che Eigenart n.69 é stata selezionata tra le prime 8 riviste universitarie tedesche (su 40 testate partecipanti), come rivelano i risultati del MLP Campus-Presse Award 2008. Non immaginate che soddisfazione, soprattutto per i ringraziamenti ricevuti dai ragazzi dell’AstA

Invito. Ecco, non sono solito pubblicare notizie che riguardano le mie attivitá perché ritengo che non debba essere un blog il posto giusto per farlo, bensí un sito personale, peró mi faceva piacere scrivere due righe in merito a questa esperienza divertente, faticosa e – certamente – molto istruttiva e stimolante per me. Se volete dare un’occhiata al file .pdf dell’intero magazine potete scaricarlo liberamente a questo link…tutti i crediti sono nella penultima pagina ;-)





Enfisema? Alla tua!

9 05 2008

Ma a quanti di noi capita di buttare la cenere delle sigarette per terra? E a quanti capita di improvvisare un posacenere con un recipiente usato qualsiasi? Questo design involontario (non-intentional design piú propriamente) sta alla base di una certa corrente progettuale, il cui risultato puó generare un risultato come questo:

Vi piace? Anche a me ;-) Se volete acquistare Bottle Top Ashtray (posacenere universale per colli di bottiglia di varie misure, realizzato in alluminio) sganciate poco meno di 6 dollari a questo sito





Brainy games

8 05 2008

Siete anche voi appassionati giocatori da tavolo? Cosa preferite: le carte, i giochi di gruppo come Trivial o Pictionary oppure quelli di sfida in coppia come il tris, battaglia navale oppure dama e scacchi?

Se trovassi questo fighissimo gioco del tris a specchio lo acquisterei senza esitare, guardate un po’:

Peccato che la pubblicitá risalga a un sito russo…e non riesco neanche a decifrare quanto costi :-(

Se invece anche voi preferite, come me, il gioco degli scacchi fate un salto in questa paginetta virtuale e sfidate la Thinking Machine (versione 4): la particolaritá di questo gioco virtuale é che potete sfidare solamente il computer, peró quando é il suo turno vi mostrerá tutte le possibili giocate possibili in relazione alle vostre mosse. Come? Per mezzo di collegamenti visuali!

Thinking Machine é stato realizzato con Processing, programmino potentissimo che ho usato anch’io per il progetto berlinese, e poi scritto in Java 1.1. L’obiettivo é mettere a disposizione un vero campione degli scacchi e renderne fruibili anche i processi logici di risposta al gioco. É in fase di sviluppo la versione 5 che prevede di fare giocare (sempre virtualmente direi) due sfidanti contemporaneamente. Andate sul link e fatevi una partita!

P.S.: La mia pedina preferita rimarrá sempre l’alfiere…é l’unico che puó fare il doppio gioco: dama e scacchi. ;-)

Via R. Daneel Olivaw.





100 modi per ripensare la vita

7 05 2008

Come avrà notato qualcuno dall’occhio fine l’header del mio blog cita “Il design farà cagare ma almeno serve a qualcosa”. La storia di questo piccolo motto/slogan (che sto per riutilizzare) risale a tre anni fa: realizzai il timbro e timbrai un intero rotolo di carta igienica per poi regalarne i singoli fogli come biglietto da visita in occasione del Salone del Mobile 2005…quando la fiera di Rho era ancora a metà lavori e quando i miei (ormai ex) compagni di corso dell’ISIA vinsero il premio del pubblico come miglior stand sotto il nome di Dorothy Gray.

Dicevo: sto per riutilizzare il mio vecchio slogan, e non solo su nuova carta da c**o bensì per i miei oggetti che esporrò in occasione del Festival Arte Contemporanea (C YOU in Faenza, 1′ edizione) che si svolgerà nella mia città durante il weekend del 23-25 maggio. Se ne volete sapere di più andate sul sito ufficiale: l’evento è su scala nazionale visto il prestigio di molti degli artisti invitati mentre la formula proposta dall’organizzazione (gestita da Goodwill e Moto d’Idee) esce un po’ da quegli schemi tradizionali che si osservano durante i soliti Festival di Arte italiani. Visto che questa è la prima edizione credo sia facile andare incontro a qualche delusione organizzativa (anche se dal programma presentato e dalle voci di corridoio non sembra) ma rimane il fatto che la “Faenza culturale” ci prova e continua a spingere, e per chi sta dentro a questo campo non è poco.

Pertanto siete tutti invitati alla mia esposizione personale di oggetti d’arredo dal titolo “SpA: la Sostenibile pesantezza dell’Avere” presso lo studio di architettura Rava e Piersanti, P.zza XI Febbraio 18 (chiostro interno, piano terra) dal 23 al 25 maggio, ore 20.00-23.00. Ci saranno anche un sacco di miei amici e conoscenti che espongono sparsi qua e là tra gli studi della città, vi invito a procurarvi la guida di “C” oppure quella di Open Studio Faenza, disponibili presso la Pro Loco sotto la Torre dell’Orologio in Piazza del Popolo.

In questi giorni sto lavorando sodo in laboratorio, ovvero al DO | Nucleo Culturale (di cui anch’io son diventato membro) in collaborazione con i ragazzi di RESIGN. Se volete avere un’anteprima della filosofia che sta dietro all’iniziativa date un occhio a questo video in cui Magno e Giò danno una chiara (?) spiegazione divertente/divertita. Personalmente sposo la causa al 100% ma poi è chiaro che stili e gusti possono (e devono) cambiare da persona a persona. ;-) Questo video (realizzato e montato da Riccardo Gambi, ex-studente ISIA) è la testimonianza dell’evento “Incursioni Urbane” organizzata dall’ISIA Faenza i giorni 15 e 16 giugno 2007; l’evento prevedeva la performance “Oggetti liberati” (input di progettazione comune in giro per Faenza, ideata e realizzata da Giò e Magno) e la “sfilata di moda metropolitana” che partì da P.zza del Popolo usando come lunghissima passerella l’intero Corso Mazzini fino alla Loggia degli Infantini, luogo in cui l’evento si concluse con un party pubblico allietato da finger food, buon vino e soft cocktail. Buona visione!