Parla come mangi

24 08 2009

Quante lingue parli? Quanti idiomi conosciuti hai inserito nel CV? Quanta dimestichezza hai nel comunicare con gli altri?

Sebbene viviamo in tempi di consumo e comunicazione il problema del “farsi capire” rimane ancora uno scoglio ingombrante per molti. Personalmente l’ho imparato durante i viaggi di questi ultimi anni…e facendo parecchie domande ai malcapitati interlocuori con cui ho avuto il piacere di intrattenermi. Tra un pasto e qualche birra s’intende ;) Giá, perché capita sempre piú spesso di fare domande mirate e arrivare, a volte, al cuore di certe questioni centrali…come gli stereotipi ai quali ho dichiarato guerra molto tempo fa. Tuttavia devo ammettere che la questione politica, al di fuori di alcuni casi isolati, é sempre il biglietto da visita con cui, ormai, si attacca bottone o si allaccia una conversazione animata. Almeno cosí mi é sempre capitato nelle varie conversazioni con francesi, tedeschi, inglesi, neozelandesi, spagnoli, portoghesi, brasiliani, argentini, uruguaiani, colombiani, polacchi, israeliani, russi, ucraini, bulgari, nigeriani, tunisini, algerini, egiziani, angolani e almeno un’altra decina di stranieri di cui ora non ricordo la provenienza. Conversazioni molto meno “proficue” (ovvero dalle quali non ho imparato granché per una certa ignoranza o menefreghismo da parte dei miei interlocutori) le ho avute – ahimé – con americani, canadesi e australiani.

Input. Ultimamente ho visto il film “The Interpreter” di Sidney Pollack, in cui la protagonista (Nicole Kidman) é, appunto, un interprete simultanea proveniente dal Sudafrica che lavora presso le Nazioni Unite ed é specializzata il lingue africane. A quel punto ho cominciato a chiedermi quante lingue e quanti dialetti vengono parlati in Africa al giorno d’oggi. Tuttavia ho scoperto che il Ku (di cui si parla nella pelicola) non esiste, si tratta di una lingua creata appositamente per il film (come del resto anche la storia stessa é fittizia) basata sul Bantu. Ciononostante il film non é neanche male, suvvia.

Un altro stimolo per la questione delle lingue é stato il sito di Miss Universo. Aldilá del fatto che ci sono ragazze bellissime provenienti da tutto il mondo e che gli occhi vogliono la loro parte, ho potuto notare due cose distinte:

  • Nome
  • Paese di provenienza
  • Etá
  • Lingue parlate
  • I lineamenti delle concorrenti asiatiche sono effettivamente differenti: provate a confrontare il viso di una cinese, una giapponese, una vietnamita, una tailandese, una singaporese e cosí via. Non é porprio vero che “sono tutti uguali” e questo apre un discorso molto interessante da approfondire prossimamente nella mia rubrica “Stereotipi e pregiudizi” :)

Le lingue. Oggi peró la questione di cui vorrei parlare é un’altra: quante lingue si parlano nel mondo? O meglio: quante lingue ancora sopravvivono e vengono parlate? Citeró l’introduzione al libro “Alpi – Una grammatica del vedere ad alta quota” di Paolo Paci (Ed. Feltrinelli, 2003) che recita:

“Una lingua è un dialetto con un passaporto e un esercito.” Noam Chomsky

Esistono nel mondo 6700 lingue diverse. Ma nel momento in cui leggerete queste pagine il numero sarà già diminuito: infatti il 30 per cento delle lingue attualmente in uso è parlato da comunità di appena mille persone. In pratica, grossi condomini. Il 10 per cento può contare su un centinaio di parlanti e per una cinquantina di lingue sopravvive un solo parlante. Ci sono nonni, in Siberia, che per comunicare con il nipotino hanno bisogno di un traduttore simultaneo.
Lingue o dialetti? La domanda dal punto di vista scientifico è insignificante. Anzi, affermano i linguisti, esisterebbe una lingua (o dialetto, è uguale) per ognuno di noi. La distinzione tra lingue, per comodità, la facciamo quando le differenze sintattiche, fonetiche e lessicali iniziano a essere evidenti. Se nel dialetto lombardo di Parabiago e San Giorgio su Legnano, paesi che distano tra loro non più di cinque chilometri, la differenza si limita alla pronuncia della “a” più o meno aperta (indovinate come suona a Pârâbiâg?), tra Issime e Fontainemore, due villaggi nella Val di Gressoney che distano anch’essi cinque chilometri, c’è un vero abisso linguistico, storico, culturale. Quasi quanto tra Francia e Germania. Allora, quante lingue si parlano in Italia? […]“

Inoltre, apprendere nuove lingue non é certo un atto da burgeois annoiati, bensí una sorta di dovere per come la penso io. Non a caso l’Unione Europea caldeggia vivamente l’apprendimento di nuove lingue, ma non solo:

“L’Unione europea incoraggia attivamente i propri cittadini a imparare le altre lingue europee, sia per motivi di mobilità personale e professionale all’interno del mercato unico, sia come incentivo ai contatti interculturali e alla comprensione reciproca. L’Unione promuove anche l’uso delle lingue regionali o minoritarie, che non sono lingue ufficiali dell’UE ma sono parlate da non meno di 50 milioni di abitanti degli Stati membri e, come tali, fanno parte del nostro patrimonio culturale.
La capacità di capire e di comunicare in più lingue – che ormai rappresenta una realtà quotidiana per la maggioranza degli abitanti della terra – è un’abilità utilissima per tutti i cittadini europei. Imparare e parlare le lingue straniere ci aiuta ad aprirci agli altri, a culture e mentalità diverse; acuisce le capacità cognitive e rafforza la padronanza della lingua madre; infine, ci consente di mettere a frutto la libertà di lavorare o studiare all’estero.
Come emerge da un recente sondaggio Eurobarometro, la metà dei cittadini dell’Unione europea è in grado di tenere una conversazione in almeno una lingua diversa dalla propria lingua madre. Le percentuali variano da un paese all’altro e secondo le categorie sociali: il 99% dei lussemburghesi, il 93% dei lettoni e dei maltesi e il 90% dei lituani conoscono almeno una lingua straniera, mentre la maggioranza degli ungheresi (71%), dei cittadini britannici (70%) e della popolazione spagnola, italiana e portoghese (64% ciascuna) dominano solo la loro lingua madre. La conoscenza delle lingue straniere è più diffusa tra gli uomini, i giovani e gli abitanti delle città che non tra le donne, gli anziani e la popolazione rurale.”
(Fonte: Portale delle lingue d’Europa)

Ovviamente non ho potuto fare a meno di consultare my beloved Wikipedia e scoprire quanto segue: Leggi il seguito di questo post »





Stereotipi e pregiudizi parte 6: La sfiga

6 03 2009

Prima o poi un post su questo stereotipo bisognava che lo scrivessi pure io. E dire che di materiale interessante in giro per il web ce n’è parecchio…tuttavia questa storia della sfiga (formalmente “sfortuna” o “jella” in italiano) ha parecchie spiegazioni interessanti che, si capisce,  affondano le radici nella storia dell’uomo. Quando si parla di sfortuna si finisce sempre con lo schierarci o dalla parte dei superstiziosi o dei non-superstiziosi, sentendoci più intelligenti – quasi “superiori” – nel secondo caso. Il superstizioso viene considerato un po’ un credulone, concentrato sulle proprie fissazioni e stando attento a calcare il suolo col piede giusto di primo mattino o a buttarsi il sale dietro le spalle, una volta rovesciato per disgrazia. E i non-superstiziosi invece? A cosa crede chi non crede in nulla? Su cosa si concentra? Forse a scrivere post sulla sfiga…

Totò lo jettatore nellepisodio La patente in Così è la vita diretto da Luigi Zampa (1954)

Totò lo jettatore nell'episodio "La patente" in "Così è la vita" diretto da Luigi Zampa (1954)

Ma cominciamo con ordine. Il solito ordine sparso:

Le domande

  • Numeri: perchè il 17 porta sfiga in alcuni paesi, il 13 in altri? Perchè venerdì 17 viene considerato di male auspicio?
  • Cibo: perchè versare sale, pepe o olio porta sfortuna e versare il vino porta bene? Perchè l’aglio tiene lontano Dracula? Perchè le lenticchie a Capodanno sono di buon auspicio?
  • A tavola: Perchè non va bene incrociare le posate a tavola? Perchè mai, se cade una forchetta, vuol dire che un uomo verrà a far visita?
  • Fenomeni fisici: Perchè rompere uno specchio porta ben 7 anni di sfortuna (alla faccia…)? Perchè se ci fischia l’orecchio sinistro significa che qualcuno sta parlando/pensando male di noi e se ci fischia quello destro il suo contrario?
  • Gestualità: Fare le corna, toccare ferro, toccare legno, toccare…gli ammennicoli. Ma perchè?!?
  • Animali: Perchè il gatto nero che attraversa la strada da sinistra verso destra porta una sfiga tremenda?
  • Amuleti: Perchè, per difendersi dalla sfortuna, si usano oggetti bizzarri come corna, peperoncini, gobbetti, ferri di cavallo, trecce d’aglio oppure impietose zampine di coniglio o di lepre?

Alcune risposte
So bene che è improbabile riuscire a risalire alle origini delle superstizioni con certezza scientifica. Tuttavia è possibile azzardare qualche ipotesi logica e sensata, soddisfacente per chi non si ritiene superstizioso.

Diciassette. 17 o XVII anagrammato diventa VIXI, che in latino è un verbo al tempo perfetto e tradotto in italiano vuol dire vissi (cioè implica “adesso sono morto”). Il diluvio universale, secondo l’Antico Testamento, iniziò il 17° giorno del secondo mese (ma si concluse lo stesso giorno del settimo mese, quando Noé raggiunse l’Ararat.). Secondo Plutarco i pitagorici avevano orrore del numero 17, perché intermedio tra 16 e 18, gli unici due numeri che rappresentano contemporaneamente la superficie e il perimetro di uno stesso quadrilatero, essendo 16 = 4 × 4 e 18 = 3 × 6.

La fama iettatoria del numero 17 si sarebbe rafforzata, in epoca moderna, con la sfortunata vicenda del mancato re Luigi XVII che, in piena Rivoluzione francese, non salì mai al trono e morì in carcere, nel 1795 ammalato e moribondo, incarcerato nella prigione del Tempio, che peraltro fu in precedenza luogo sacro dei Templari. Quando poi, con la restaurazione della monarchia, diventò re lo zio, questi assunse prudentemente il nome di Luigi XVIII. Leggi il seguito di questo post »





Stereotipi e pregiudizi parte 5: all’insegna dell’equilibrio culturale

12 01 2009

stereotipi_e_pregiudizi

Che poi non si é ancora capito bene cosa sia quest’equilibrio. Cerco-un-centro-di-gravitá-permanente. Io non sono mica poi tanto d’accordo col Battiato…

Ma partiamo dall’inizio, tipo: che lingua si parla in Spagna? Lo spagnolo? Formalmente sí, nella pratica no visto che per lengua española ci si riferisce alla grammatica del castellano…ma che dire del catalano, del valenciano, del gallego, del basco e di quell’altra manciata di vere e proprie lingue (guai a chiamarle dialetti onde rischiare veri e propri incidenti diplomatici) che si parlano di regione in regione, difese con quell’orgoglio che da noi in Italia rimane solo ai sardi (al sud) e ai fautori del ladino, al nord…e a pochi altri.

Los idiomas de España

Los idiomas de España

E l’italiano? Non é forse il volgare che si parlava nella regione Toscana e reso immortale dai versi di Dante e Petrarca? E che ne rimane di tutti gli altri dialetti regionali che, a occhiometro, saranno almeno un paio di centinaia? Per noi italiani é tutto piuttosto normale, la sappiamo bene questa cosa dei dialetti…sebbene raramente riusciamo a distinguere una parlata molisana stretta da una variante campana, una parlata in dialetto abruzzese di Pescara dalla sua variante de L’Aquila e così via. Noi romagnoli, che stiamo cosí simpatici (piú o meno) a tutti gli altri italiani, veniamo fin troppo spesso imitati con l’accento “alla bolognese”…che suona altrettanto diverso dall’accento modenese, reggiano e parmense per giunta! Valentino Rossi é di Tavullia, quindi geograficamente é marchigiano, ma parla con un’accento assolutamente romagnolo (mezzo riminese e riccionese per precisione). Ma…vallo a dire a un americano…gli americani pensano che l’italiano sia quel pastrocchio di siculo-inglese che s’ode a pezzi ne “Il Padrino”…!?!?…I’m not jocking people. Leggi il seguito di questo post »





Gli americani (1)

23 06 2008

Prejudices against americans. Pregiudizi, pregiudizi…gli americani sono spocchiosi: sempre a farsi piú grandi e piú forti degli altri paesi. Gli americani sono la potenza economica: dichiarano guerra nei paesi dove “non c’é democrazia” e “combattono il terrorismo” immischiandosi negli affari politici e religiosi altrui, mirando chiaramente a un (grosso) ritorno economico. Gli americani sono notoriamente ignoranti, meglio dire uneducated, nel senso che non conoscono nient’altro che il loro paese (se va bene) ignorando qualsiasi cosa del resto del mondo. Gli americani sono liberali, si puó dire tutto ció che si vuole in pubblico poiché la libertá di parola é prevista dalla Costituzione. L’America é il regno delle opportunitá, in tutti i sensi ma principalmente in quello economico e lavorativo. Ok. Dibattito aperto: é vero? Non é vero? É vero in parte? Si puó fare di tutta l’erba un fascio?

(Dato che non voglio riempire il post di noiosi video, cliccate su questo link per assistere ad altre “simpatiche” interviste a cittadini americani…tema: Parigi)

The Resident. Lori Harfenist é un’esperta di media-comunication, laureata con lode alla Pace University di NYC. É una ragazza americana ed é fiera di esserlo anche se sa bene di queste dicerie sugli americani. Dal 2000 cura un programma di attualitá fatto per la TV ma diffuso soprattutto via web: The Resident.

Citando dal sito: “The Resident” is dedicated to cleaning up today’s dirty media by doing what no other mainstream media show has the cojones to do: state the obvious about topics you thought you were the only one that cared about. One of the Best Internet Personalities* according to Yahoo!, The Resident (Lori Harfenist) investigates topics relevant in today’s complicated world with a fresh viewpoint.”

Sul sito ufficiale sono disponibili interviste sugli argomenti piú svariati, ma io mi sono interessato a questa intervista fatta per le strade di New York agli americani d’adozione, e il tema dell’intervista mi sembra piuttosto coerente col tema proposto dal mio post:

Il tema é molto interessante e scriveró altro a riguardo prossimamente.

Link:





Stereotipi e pregiudizi (parte 4)

6 06 2008

Eccomi di nuovo tornare su un argomento a me sempre molto caro, ovvero i confronti tra culture. Il motivo principale per questo mio interesse é la curiositá (avevate dubbi?) e la finalitá é…il mio mestiere. Inoltre man mano che questa societá evolve e muta (piú o meno rapidamente in relazione alle posizioni geografiche dei paesi in evoluzione) ritengo che la conoscenza – seppur basilare – non sia piú un hobby bensí un obbligo morale.

Branco di ignoranti. Non é veramente piú possibile tollerare misconoscenze e superficialismi del tipo “giapponesi e cinesi…son tutti uguali” oppure pensare che i turchi siano la stessa cosa che gli arabi. Parlo soprattutto dell’Italia nel quale vige un’ignoranza e un menefreghismo a dir poco immorale, tutelato ancora da certe scuse imbarazzanti quali la “poca istruzione”…certo, quando sono gli stessi ragazzini dei licei a fare certe figure e a dare lo scandalo maggiore, aggiunti alle scene a sfondo razzista, sessista e classista che accadono quotidianamente un po’ lungo tutto lo stivale. Ora, non voglio scendere in polemiche e considerazioni troppo personali, sto solo dicendo che nel duemila non é piú possibile pensare con la testa del novecento (o del trecento), a prescindere dalla propria fede politica. Il motivo di questa arretratezza mentale diffusa trova le sue radici – secondo me – in una sorta di campanilismo anacronistico per alcuni, in una buona dose di pigrizia mentale per altri e in una commistione dei due elementi per altri ancora. Si odia e si teme ció che non si conosce. Fine dell’introduzione.

Germania VS Cina. Visto che nella “prima puntata” di questa aspirante rubrica avevo segnalato l’ormai noto cartone animato realizzato in Flash dallo studio di Bruno Bozzetto, il quale mostra in forma molto ironica – e reale – le differenze di buon costume tra l’Italia e il resto d’Europa, ne approfitto questa volta per segnalare un’operazione simile pubblicata da Tim Johnson nel suo blog, giornalista americano sempre in viaggio tra Cina e Stati Uniti. Questo tipo di operazioni, che tanto piacciono all’estero anche se fatte spesso con altrettanta superficialitá, possono causare due reazioni (quasi) completamente opposte: alimentare l’ignoranza tra popoli o aprire le porte per una migliore comprensione tra essi. Il motivo per cui ne riporto qualche esempio qui é sempre il secondo, o almeno ci provo.

Nota (1): Da notare lo stile grafico essenziale, chiaro e diretto, tipicamente tedesco, il quale – non a caso – ha sempre eccelso nella comunicazione visiva (vedi Otl Aicher e Gerhard Koksch che idearono i simboli delle Olimpiadi di Monaco del 1972, solo per fare un esempio). Visto il forte rapporto economico tra Germania e Cina – risalente agli ultimi dieci anni, forse qualcosa in piú – non é strano che si sia sviluppato anche un certo approccio e legame reciproco che giustifica un’analisi sociale del genere, espressa in termini grafici.

Nota (2): Da notare quel po’ di somiglianze tra italiani e cinesi, maggiori che quelle tra italiani e tedeschi…;-)

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Stereotipi e pregiudizi (parte3)

1 12 2007

Spunto per alcune riflessioni:

Quando un tedesco non sa una cosa…LA IMPARA.

Quando un americano non sa una cosa…PAGA PER SAPERLA.

Quando un irlandese non sa una cosa…CI BEVE SOPRA.

Quando un inglese non sa una cosa…CI SCOMMETTE SOPRA.

Quando un francese non sa una cosa…FA FINTA DI SAPERLA.

Quando un italiano non sa una cosa…LA INSEGNA.

Cosa ne pensate?

Fonte: il Cacofonico n.46La vendita” (sezione Cacobarze)

Immagine: Sergio Castellitto in “O’ professore, fiction tv per Canale 5.





Stereotipi e pregiudizi (parte2)

23 11 2007

* ATTENZIONE, questo post è lungo! Ti consiglio di leggertelo con calma…o di stamparlo ;-) *

Avevo già dichiarato il mio amore per le culture del mondo e le loro relazioni in un post di Aprile scorso (“Stereotipi e pregiudizi parte 1“) e mi ero già fatto grasse risate leggendo le (ancora?) attuali leggi stupide vigenti in tutto il mondo (“Leggi stupide nel mondo”). Fatto sta che da molto più tempo ho certi dubbi globalizzazione linguistica che mi tormentano…ma credo che anche a qualcuno di voi sarà capitato di domandarsi:

 

 

  1. Perchè si dice Insalata russa? E perchè Montagne Russe?
  2. Perchè la crema si chiama catalana? E in Catalogna come si chiama quel dessert (che è diverso anche nel sapore dal latte portoghese)?
  3. Perchè in Emilia-Romagna è famosa la Zuppa Inglese che non è affatto una zuppa liquida ma un dessert di crema, crema di cioccolato fondente e biscotti in Alchermes?
  4. Vorrei sapere come lo chiamano in Spagna il Pan di Spagna
  5. Il bagno turco come si chiama in Turchia? E perchè si dice fumare come un turco?
  6. Il quadro svedese è stato davvero un’invenzione svedese? (Magari Ikea?)
  7. Perchè in lotta greco-romana la posizione di penalità viene chiamata greca e consiste nel mettersi a carponi per terra (a pecora direbbero alcuni)?
  8. Da cosa deriva il fatto che, notoriamente, in alcuni paesi europei si sia fatta ironia e scherno dei popoli “taccagni”: tutti ce l’hanno con gli ebrei, gli inglesi ce l’hanno con gli scozzesi, i brasiliani ce l’hanno coi portoghesi e gli italiani coi genovesi? Leggi il seguito di questo post »




L’India ha un presidente donna

3 08 2007

pratibha_ok.jpg

L’India ha un presidente donna. Pratibha Patil, candidata di Sonia Gandhi, succede al padre del programma missilistico indiano. Settantadue anni, ha vinto le elezioni del 19 luglio con un margine elevato sul concorrente, Bhairon Singh Shekhawat, diventando il tredicesimo presidente della storia, il primo donna.

fonte: Il Cacofonico (scarica tutti i numeri in .pdf!)

Articolo originale: “Pratibha sworn in as India’s first woman President” The Hindu New’s update.





A batucada da boa…

16 07 2007

Photo by Rodrigo Rosse

So che tutti l’avete ballata almeno una volta nella vita, quantomeno a qualche capodanno partecipando al trenino mezzi ubriachi…e non appena si parla del Brasile non può far altro che saltarvi alla memoria “la la la la la la la-laaaa….”. Ecco, vediamo un po’ di chiarire un po’ come funziona, ecco il testo del medley che gira per i capodanni da 28 anni a sta parte (ha la mia età ;-) :

“Pe pe pe pe pe pe
Pe pe pe pe pe pe
Pe pe pe pe pe pe
Pe pe!
Pe pe pe pe pe pe
Pe pe pe pe pe pe
Pe pe pe pe pe pe
Pe pe!”
(questa parte è estratta dal brano originale “Taj Mahal” di Jorge Ben Jor – 1972)

“Upa neguinho na estrada
Upa pra’ la e pra’ ca’
Virgem que coisa mais linda
Upa neguinho començando a andar
Començando a andar
Començando a andar”
(questa parte è estratta dal brano originale “Upa, Neguinho” di Edu Lobo – 1964 circa)

“Zazueira
Zazueira
Zazueira
Zazueira”
(questa parte è estratta dal brano originale “Zazueira” di Jorge Ben Jor – 1963)

“A-e-i-o-u ipsilon
A-e-i-o-u ipsilon
A-e-i-o-u ipsilon”
(sto ancora cercando la fonte originale da cui è estratto questo pezzo)

“Fio maravilha nos gostamos de voçê
Tetetetetetete!
Fio maravilha faz um pra gente ver
Tetetetetetete!”
(questa parte è estratta dal brano originale “Fio Maravilha”, sempre di Jorge Ben Jor – 1972)

“Brigitte Bardot Bardot
Brigitte beijou beijou
Na fila do cinema todo mundo se afogou!
(questa parte sembra sia tratta dal brano “Brigitte Bardot” di un tal Miguel Gustaud di cui non si trovano notizie…1/1/2009 grazie a Letizia ho trovato la versione di Dario Moreno del 1961, guardate qui)

Ay ay caramba (Oho)
Ay ay caramba
Ay ay caramba
Ay ay caramba

(questa parte è estratta dal brano “Caramba…Galileu da Galiléia”, sempre di Jorge Ben Jor - 1972)

“Moro num pais tropical
Ambençoado por Deus
E bonito por natureza mais que beleza, em fevereiro, em fevereiro tem carnaval, tem carnaval, tenho um fusca e um violão, sou Flamengo e tenho uma nega chamada Tereza”

(questa parte è estratta dal brano “Paìs Tropical”, sempre di Jorge Ben Jor – 1969) Leggi il seguito di questo post »





Stereotipi e pregiudizi (parte1)

12 04 2007

Con questo post dichiaro la mia curiosità estrema verso le culture del mondo ma soprattutto per la relazione tra esse. Fa parte del mio lavoro, dunque fa parte dei miei interessi.Sicuramente facilitato da un’educazione “doppia” (nel senso che essere figlio di stranieri nel proprio paese consente di crescere e maturare una concezione un po’ più ampia del mondo rispetto a chi riceve un’educazione monoculturale) la mia curiosità di conoscere a fondo cosa succede altrove – ma soprattuttocome pensano gli altri – non si è assolutamente esaurita, anzi.Questo è il motivo per cui riporterò in questo e nei prossimi post gli esiti delle mie ricerche telematiche, condotte in modo impegnato ma non troppo serioso…questo perchè non è mia intenzione appesantire il blog di dati e nozioni che faranno parte invece di una ricerca personale più approfondita. L’invito quindi è esteso a tutti quelli che, leggendo, sentiranno di voler contribuire, magari con segnalazioni di siti e publicazioni sull’argomento, i quali sono certamente molti.

 

L’argomento interessante riguarda veramente un po’ tutti:

 

Gli stereotipi dei vari paesi tra i vari paesi.
Cosa ne pensa veramente la gente? Qual’è lo stato attuale dell’informazione generale e della cultura popolare nei paesi, cosìddetti, civilizzati?

 

Penso che il tema, più passano gli anni più sia di grande interesse poichè in continuo cambiamento…di pari passo al cambiamento sociale e alle (più o meno lente) metamorfosi strutturali nelle abitudini personali. Direi che tutti avremmo qualcosa da dire, è anche vero che non è sempre tempo di parlare. Personalmente prima di dilungarmi in prolisse considerazioni personali cercherò di accumulare più notizie possibili, anche per non rischiare di riportare errori, imprecisioni o considerazioni avventate e non verificabili. Si tratta di un tentativo, non certo di una missione, per cui sarà l’onestà e la franchezza il faro conduttore di questa serie di post tematici.

 

Per cominciare in leggerezza guardatevi questo video realizzato in flash (che non spicca certo per l’estetica) qui o su YouTube realizzato da Bruno Bozzetto (il disegnatore delle mitiche scenette animate che accompagnavano molti dei servizi trasmessi dal vecchio e popolare “Quark” di Piero Angela negli anni ‘80) in collaborazione con Roberto Frattini, che cura i suoni. Fatevi due risate, un po’ amare alla fine…





l’indolenza e l’indifferenza

9 11 2006

Si vede che stasera mi va di scrivere..appena tornato da una “serata film” con amici (“Il calamaro e la balena” di Noah Baumbach) e mi torna in mente un argomento che viene spesso a distrarmi: la gente di faenza che non ti saluta pur conoscendoti. Non so se capita spesso fuori da questa città (anzi, paesone lo definisco di solito) ma qui è frequente mancare il saluto.Da ragazzini ci si salutava tra maschi con un’alzata di mento e uno sguardo sicuro, uppure con un ““, “Ueilà“, “Oh“, “E“. Adesso tra amici ci scappa un “ehilà“, “bella“, “allora?”…qualche volta anche “Ciao“. Però se ti capita adesso di incrociare per strada qualcuno e per caso qualche vecchio compagnio d’infanzia o dell’adolescenza…non ci si saluta, si volta la testa dall’altra parte o si fa finta di niente. Il bello è che in realtà ci si riconosce subito…ma è passato così tanto tempo che – boh, capita solo qui, ne sono convinto – si ha un’autorizzazione a non rivolgere più il saluto. Poi, in realtà, se capita di essere il primo a forzare il saluto si viene corrisposti. E anche subito…da tempi comici, veramente.

E’ questo che non capisco: è chiaro che ci si conosce e che ci si ricorda l’un l’altro, però il primo che “cede” perde! Non so quanto possa comprendere questo comportamento anomalo una ragazza…sono “cose da uomini” queste…da bambini cresciuti.

Poi ci sono le scritte per i muri della città. Manco avessero una bella grafia dico io…quattordicenni infottati – come me alla loro età – pigliano su la bomboletta e di fianco alla propria tag scrivono pure invettive politiche…a 14 anni non ne capivo una mazza di politica (ricordo che uno dei miei primi testi rap aveva una strofa in inglese che diceva “I don’t even know what is Ku Klux Klan“). Non che adesso ci capisca molto di più…ma mai mi sarei azzardato a lordare i muri con nient’altro che la mia tag.
Più che disprezzo o disgusto io ritengo che sti bambini siano confusi, e un bel po’. Non posso fare a meno di pensare a chi li ha educati. E come. E quanto spesso più che altro.

Non ne ho proprio voglia di scrivere lamentele facili a pensarsi…noiose a scriversi. Ognuno la pensa un po’ come vuole, fatto sta che se si vuole parlare di vandalismo e aerosol art bisogna fare le dovute distinzioni. Però non è l’argomento di questo post.

L’indolenza la vedo in ’sti bambini, più piccoli di me ma che non sai dargli un’età…alcuni già sembrano miei coetanei. Non importa quello che sembrano (e sembrano veramente tutti uguali) perchè fra un po’ sembreranno altro…una volta essere un “metallaro“, un “punk“, un “rapper” faceva veramente la differenza. Non eri qualcuno ma eri qualcun’altro.
Adesso che tutto ha contaminato tutto non importa se vesti i baggies: potresti ascoltare i Linea 77 e i Finley assieme a 50 Cent e Fibra. “Punkabbestia” che di Punk hanno ereditato solo il cane. Ma forse non solo…

No, pensandoci bene l’anarchia del “Fuck the System” aveva almeno un valore: essere contro i valori. I bambini di adesso sono “Fuck everything” e neanche loro sanno spiegarti il perchè. Perchè è come si sentono. Poi, però, si rifugiano tutti nelle canzoni d’amore scritte dai giovani cantautori e se ne fanno solido scudo se vengono accusati di essere una generazione dispersa…Vabbè, mi sto avvicinando troppo al ruolo del vecchio che bofonchia “Ai miei tempi era meglio…“. Non era meglio, ma era più avvicinabile.

Qui, man mano che passano gli anni la situazione si complica sempre più: faccio fatica io a 27 anni a capire certe dinamiche giovanili di ragazzi che hanno non più di 7/8 anni in meno di me, non immagino che tragedia possa essere per un genitore quasi quarantenne…ed è di fronte a certi problemi – secondo me – che si reagisce con l’indifferenza.

Evitare è meglio che curare.

Per questo i ragazzini continuano ad essere indolenti e insolenti. E che i miei vecchi amici d’infanzia non mi salutano più.

 





leggi stupide nel mondo

7 07 2006

Sono vari i motivi per cui mi interessano le varie differenze culturali nel mondo. Innanzitutto, essendo figlio di madre brasiliana, in una doppia cultura ci sono cresciuto. Poi però fin da piccolo ho cominciato a notare le differenze tra i due paesi, separarle e un po’ classificarle, cercando di dargli un senso e, forse, una corrispondenza logica. Anche se a volte non è facile per niente, non tanto imparare una nuova lingua dal nulla, quanto farlo ed entrare contemporaneamente nella cultura e nella mentalità del Paese d’interesse…è ancora molto affascinante per me ammirare le differenze e la storia tra paesi. Eppure, a sostegno del discorso che non è facile, risulta improbabile non mettersi a ridere leggendo alcune leggi ancora in vigore nei vari codici civili e penali del mondo…ci sono ancora leggi vecchissime di metà ‘800 o prima fino a quelle studiate apposta in periodi in/felici dagli anni 40 fino ad oggi (ovvero le leggi anti-terrorismo).

Vi ripropongo un elenco già tradotto in italiano tratto interamente dal blog rosacrux.

Ringrazio il mio amico Marco S. per avermi linkato questo sito.


ARABIA SAUDITA
· È illegale baciare uno straniero.
· Le donne non possono avere la patente.
· È considerata un offesa che una donna appaia in pubblico se non è accompagnata da un parente di sesso maschile o da una guardia del corpo
· È illegale qualsiasi pratica religiosa al di fuori dell’Islam
· I dottori non possono esaminare le donne, e le dottoresse non possono esaminare gli uomini

AUSTRALIA
· Puoi far salire in macchina quante persone ti pare, e partire, purché almeno cinque di esse indossino la cintura di sicurezza.
· I bambini non possono acquistare le sigarette, ma possono fumarle.
Victoria:
· Solo gli elettricisti con la licenza possono cambiare una lampadina. La multa per chi non ha licenza è 10 sterline.
· È illegale indossare degli short rosa la domenica dopo mezzogiorno.

CANADA
· Alla radio, ogni cinque canzoni trasmesse, una deve essere stata composta da un cittadino nato in Canada.
· Non è possibile pagare soltanto con penny qualcosa che costa più di cinquanta centesimi.
Alberta:
· Se sei rilasciato dalla prigione, ti deve essere dato un fucile carico e un cavallo, in modo che tu possa cavalcare fuori della città.
Nuova Scozia:
· Quando piove, non puoi inaffiare il giardino.
Ontario:
· Il limite di velocità per le macchine è 80 km/h, ma le biciclette hanno il diritto di precedenza.
Etobicoke:
· Non più di 3.5 pollici di acqua sono consentiti nelle tubature del bagno.
Gananoque:
· Sei tenuto a spalare la neve della strada di fronte casa tua.
Kanata:
· Il colore della casa deve essere intonato a quello del garage, e alcune combinazioni sono proibitie (ad esempio una porta rossa comporta una multa).
Oshawa:
· È illegale arrampicarsi sugli alberi.
Ottawa:
· È illegale mangiare il gelato di domenica sulla Bank Street.
Toronto:
· Non si possono dipingere le scale perché se la vernice è fresca diventano scivolose.
Quebec:
· La margarina deve avere un colore diverso da quello del burro.
Montréal:
· L’Hotel Regina Elisabetta deve nutrire i tuoi cavalli con fieno in abbondanza se affitti una camera.
· Non si può affiggere un annuncio “Saldi” sui veicoli in movimento.
· Le macchine parcheggiate in luoghi pubblici non possono avere i finestrini aperti più dell’altezza media di una mano.
· Non puoi fare un giuraramento in francese.
· Non puoi sputare in pubblico.

CINA
· Non puoi avere più di un figlio, atlrimenti devi pagare una multa.
· Per andare all’Università devi essere intelligente.

DANIMARCA
· Prima di avviare il motore della tua macchina, devi controllare le luci, le cinture di sicurezza e i freni. Devi anche guardarti intorno e assicurarti che non ci siano bambini nascosti sotto la macchina. Se tutto è ok, puoi partire, ma solo se c’è qualcuno che agita una bandiera per avvertire tutti i conducenti di carri trainati da equini che c’è un motoveicolo in avvicinamento.
· Se un cavallo che stra trainando un carro si innervosisce alla vista della tua macchina, devi fermarti e lasciarlo passare. Se il cavallo resta nervoso e non c’è modo di ammansirlo, devi coprire la macchina con un telone per nasconderla alla sua vista.

FRANCIA
· Tra le otto di mattina e le otto di sera, il 7O% della musica trasmessa dalla radio deve essere di compositori francesi.
· È illegale baciarsi sui binari.
Antibes:
· È illegale fotografare poliziotti o macchine della polizia, anche se compaiono solamente sullo sfondo.

INGHILTERRA
· È proibito vendere ortaggi di domenica, con l’eccezione delle carote
· Tutti i maschi inglesi oltre i 14 anni devono praticare almeno per due ore alla settimana il tiro con l’arco.
· È illegale ubriacarsi in un pub.
· È illegale per due uomini avere un rapporto omossessuale nella casa di una terza persona.
· Non si possono far pendere i letti fuori delle finestre.
· È illegale che una signora mangi cioccolata in pubblico.
· I ragazzi sotto i dieci anni non possono guardare i manichini nudi.
· È illegale lasciare i bagagli incustoditi.
· Impossessarsi di un bagaglio incustodito è un atto di terrorismo.
· Non puoi possedere nessun CD ROM di America On Line.
Chester:
· Se incontri un gallese dopo mezzanotte entro le mura della città, è legale colpirlo con una freccia.
York:
· Se incontri uno scozzese è legale colpirlo una freccia, tranne la domenica.
Londra:
· Gli uomini liberi possono condurre con sé oche, e se vengono condannati a morte, hanno il diritto di essere impiccati con una corda di seta.

IRLANDA
· Chiunque studia le scienze occulte o pretende di poter esercitare la stregonia, deve essere imprigionato per un anno.

ISRAELE
· Per andare in bicicletta, ci vuole la patente.
· È vietato allevare un maiale, neanche come animale domestico. Se lo fai, la punizione è: dovrai uccidere tu stesso il maiale.
· Non puoi metterti le dita del naso di domenica (è considerato un “lavoro”).
· Sei hai trasmesso per più di cinque anni da una stazione radiofonica illegale, la stazione radiofonica viene legalizzata.
Tel-Aviv:
· È vietato camminare fuori di casa senza calze.

ITALIA
· È illegale praticare la professione di ciarlatano.

MESSICO
Aguas calientes:
· È proibita qualsiasi forma di nudo artistico.

OLANDA
· La prostituzione è legale, ma le prostitute devono pagare le tasse.

SCOZIA
· Non si può pescare di domenica.
· È illegale essere ubriachi se si possiede un bue.
· È legale calpestare la mano di qualcun altro.
· Per certi crimini, sei presunto colpevole finché non viene dimostrata la tua innocenza.

SINGAPORE
· Non puoi masticare un chewingum in metropolitana. Se lo fai sei punito con una multa, o con la galera, o con entrambe.
· Gli omosessuali devono andare in esilio.
· Il sesso orale è illegale a meno che non sia praticato come una forma anticoncenzionale.
· La pornografia è illegale. Non puoi aggirarti nudo in casa tua: è considerato pornografia.
· Dopo aver usato un bagno pubblico, devi usare lo sciaquone. La multa è di 200-1000 dollari di singapore.
· Non ti è permesso attraversare la frontiera se porti con te delle sigarette.

SVIZZERA
· Non puoi stendere i panni di domenica.
· Non puoi lavare la macchina di domenica.
· Non puoi potare l’erba del giardino con un macchina tranciatrice di domenica.
· È illegale usare lo sciacquone dopo le dieci di sera se risiedi in un appartamento.
· Sebbene sia illegale produrre, conservare, vendere e commerciare “absinth” (uno speciale tipo di alcool), è legale consumarlo
· Se dimentichi le chiavi dentro la macchina, e la lasci aperta, sarai punito.

TAILANDIA
· Se ti beccano sputare una gomma da masticare per strada, devi pagare 600 dollari, altrimenti vai in galera.
· Non pui guidare la macchina se non indossi una maglietta.
· Non puoi uscire di casa se non indossi le mutande.

In realtà sono leggi tradotte a loro volta prese per intero dal sito dumblaws.com in inglese in cui vengono fornite le leggi con tanto di citazione da Gazzetta Ufficiale corrispondente. Sti qua del sito hanno raccolto le info e spiegano il perchè nelle FAQ del sito, sebbene avvertano che non possono sapere se sono a tutt’oggi vigenti, in quanto non sono avvocati e soprattutto per mancanza di tempo per aggiornarsi spesso.

A voi i commenti e, se nel caso, avete la possibilità di commentare o postare direttamente a riguardo.