Street Fighter II

28 07 2008

“A volte ritornano” suggerirebbe Stephen King…ma non si parla di letteratura noir e horror, bensì di videogiochi. In questo caso un vero e proprio classicone che ha cambiato il mondo del videogaming degli anni ‘90. Pluripremiato e stra-copiato, la saga Street Fighter II non ha avuto veri rivali a suo tempo, un beat’em-up che ha appassionato un’intera generazione (la mia) e ha dato il via a quell’esasperazione che ha caratterizzato e cresciuto la generazione a noi successiva. Ma rimaniamo sul tecnico:

La serie comincia con Street Fighter, (creato nel 1987, il quale non riscosse il successo del suo seguito, Street Fighter II) ovvero un torneo di arti marziali organizzato da Sagat, il mitico lottatore tailandese di Muay Thai. In questo primo esemplare di picchiaduro non era possibile scegliere i personaggi con cui combattere: l’unico protagonista controllabile è Ryu, leale ed onesto lottatore giapponese, molto abile nell’arte dell’Ansatsuken, allievo del maestro Gouken insieme al compagno americano, Ken Masters. La storia vuole che, nello scontro finale tra Ryu e Sagat, il giovane giapponese riesca a ferire al petto il gigante tailandese riuscendo a vincere il torneo. Ecco perchè Sagat compare con una vistosa cicatrice sul petto nella versione successiva.

Anche nella seconda serie un lottatore tailandese (il malvagio M. Bison con le solite velleità da conquistatore del mondo) organizza un torneo mondiale in modo da poter selezionare i combattenti più forti per assolvere ai suoi scopi di conquista (oltre che perseguitare Ryu per ereditare il suo corpo come dimora per la propria anima).

Sono uscite circa 26 versioni ufficiali (con riadattamenti, potenziamenti dei personaggi, possibilità, colpi, eccetera) senza contare le versioni non ufficiali e quelle piratate. Sono stati aggiunti numerosi personaggi e diverse modalità di gioco (anche in combinazioni di serie: per esempio X-Men VS Street Fighter, me lo ricordo bene!) e sono stati pubblicati fumetti, cartoni animati e persino un film dedicato. Insomma, tutta monnezza perchè l’unico vero Street Fighter II a cui sono rimasto affezionato è l’originale, ovvero quello in cui ho giocato decine di migliaia di lire da ragazzino. Questo video ve lo mostra, il giocatore usa Ryu e finisce il gioco in meno di 10 minuti battendo tutti i personaggi con dei perfect incontestabili:

Anche se non l’ho letto da nessuna parte, vedo con molta chiarezza l’ispirazione di videogiochi come Street Fighter e Mortal Kombat al mitico film “I tre dell’operazione drago” (titolo originale “Enter the Dragon” di Robert Clouse, 1973) interpretato dal maestro Bruce Lee. Tuttavia il tema della conquista del mondo è estremamente comune nei soggetti a fumetti giapponesi (vedi Ken il Guerriero, la Macchina del Tempo, il Mistero della Pietra Azzurra, eccetera) per cui non meraviglia molto la sua scelta come scheletro della storia attorno al quale ruotano i combattimenti.

Altre curiosità inerenti al Giappone in arrivo. ;-)

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3 risposte

30 07 2008
tito

che dire, questo beat’em up è stato il grande mito della sala giochi della nostra generazione…
ovviamente io ero scarsissimo, in quanto trovavo molto più utile spingere tutti i tasti a caso ripetutamente, piuttosto che imparare le varie combinazioni singole che davano le mosse più disparate.
ho avuto più pazienza solo con mortal kombat, forse perchè lo avevo nell’amiga 500 a casa e gratis…

30 07 2008
alex

Io non ho mai posseduto un computer fino al 2001, quindi ero di quelli “da salagiochi”, anche se passavo la maggior parte del tempo a guardare quelli veramente bravi che finivano i giochi (anche a costo di spendere decine di migliaia di lire in gettoni)…roba che uno sbarbo come me non poteva permettersi ;-)

30 07 2008
andrea

ti faccio un tatsumakkusempookiakku che ti faccio cadere i maroni sull’asfalto!!
ahahhah figata

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