Il Palio del Niballo

5 06 2008

Ieri sera sono andato a cena presso il mio rione e ho incontrato tante vecchie conoscenze. S’é parlato di Palio, di grandi e piccole squadre, di coppie, di singoli, di musici…ma per chi non é faentino questi termini non fanno squillare alcun segnale!

Cos’é il Palio. Vale la pena, quindi, spendere un post per parlare di questa tradizione assolutamente locale e della quale pochi italiani conoscono l’esistenza. Secondo solo a quello di Siena – in termini d’importanza – il Palio del Niballo di Faenza risulta essere tra le giostre italiane a cavallo piú ardue: i cavalieri dei cinque rioni (Nero, Rosso, Bianco, Giallo e Verde) cavalcano su cavalli (sellati) anglo-arabi-sardi sfidandosi a coppie e a rotazione, fino ad aver ultimato i rispettivi gironi. La sfida consiste nel colpire per primi il bersaglio (a immagine di Saraceno a braccia aperte) affinché il braccio meccanico colpito per primo si alzi decretando il rione vincitore della tenzone. Ad ogni vittoria il rione vincitore guadagna uno scudo coi colori dell’avversario. Vince, ovviamente, il rione che ha piú scudi avversari. La posta in gioco é, appunto, il Palio: un drappo rosso finemente ricamato e decorato, preparato ogni anno per l’occasione. Al secondo posto va una porchetta e al terzo un gallo. Da noi si usa dire che anche l’ultimo rione in classifica vinca qualcosa: le chiavi per chiudere il campo del campo sportivo che ospita l’evento.

Storia. “I tornei assunsero tutti gli attributi di grande spettacolo specialmente nel periodo della Signoria Manfrediana, epoca in cui memorabili giostre furono eseguite in onore di alte personalità ed epoca durante la quale venne codificata, negli Statuti faentini del 1410, la regolamentazione del palio.

“…Hebbe per antichissima consuetudine questo nobile pubblico di proporre ogni anno un premio per invitar la gioventù ad esser assai presta nelli atrezzi cavagliereschi…… Al qual effetto si faceva piantar sulla piazza il saracino ovvero ANIBALLO et correre longa un carrera di cavalli….”.

[…] Il consiglio degli anziani richiese l’autorizzazione a stanziare la somma di scudi 200 Bolognesi dagli assegnamenti ordinari del comune per finanziare la disputa di due palii: la corsa dei Berberi per il 29 giugno, giorno di San Pietro patrono della città, ed una quintana, che i nobili faentini disputavano per antichissima consuetudine, nel periodo di carnevale. Per la prima delle richieste non vi furono difficoltà, per la quintana del Niballo, invece, disputandosi in carnevale, festa di chiara derivazione pagana, si ebbe un iter burocratico più lungo. Il Cardinale Aldobrandini concesse comunque il benestare ed il 12 febbraio 1596 venne esposto il bando; era la nascita ufficiale del Palio del Niballlo. Un cronista faentino, il canonico Peroni, afferma che questo palio del Niballo si corse fino all’anno 1786. Il Palio moderno verrà ripreso, dopo anni di oblio il 29 giugno del 1959 con scopi naturalmente ben diversi da quelli che avevano i rampolli delle nobili casate.” (fonti Palio del Niballo e Rione Rosso)

Io stesso non ci potevo credere ieri sera: ho potuto assistere alla proiezione di vari Palii storici (per lo piú anni ‘80…nell’83 sfilavo anch’io come paggetto!) tra cui – incredibile – la prima edizione del 1959! Sono rimasto sbalordito per vari motivi, nell’ordine:

  1. Qualcuno ha ripreso con la cinepresa alla fine degli anni ‘50 (ci volevano dei soldi e le riprese non durano poco, si tratta di un servizio di almeno 20 minuti);
  2. Il filmato é a colori!
  3. Il filmato (accuratamente riversato su supporto ottico) é incredibilmente in buono stato, per cui é possibile notare anche certi particolari del tempo altrimenti impossibili da ricordare. Hanno fatto fede i commenti dei vari 50-60enni presenti alla proiezione che esclamavano “Mooo! C’avevo neanche 7 anni! Mo pensa te…!”;
  4. Il corteo storico dei rioni contava complessivamente al massimo 30 figuranti (gli organizzatori spesero un mucchio di soldi per l’acquisto dei primissimi costumi, tamburi e bandiere e – inoltre – la cittadinanza coinvolta era pari a zero…figuratevi, erano gli ultimi anni del dopoguerra…);
  5. La finitura dei costumi era stranissima (ad opera di Caterina Fucci Calderoni): nessuna ricerca storica, motivi uguali per tutti i rioni (cambiavano solo i colori)…sembravano le carte da gioco del film “Alice nel paese delle meraviglie”…geniale;
  6. Una volta arrivati allo stadio B. Neri ci fu una sfilata di automobili (?!?) in stile Millemiglia con signori e ragazze che salutavano il pubblico…un vero mistero;
  7. Ma soprattutto: “Per quel primo anno ogni cavaliere corse singolarmente contro il “Niballo” nel cui braccio destro teso era posto un dischetto come bersaglio. Ad ogni tornata questo bersaglio veniva sostituito con uno di diametro inferiore; il Cavaliere che non centrava il bersaglio era destinato ad una abbondante annaffiata. Infatti sopra il Niballo era posto un serbatoio contenente circa 50 litri d’acqua che si rovesciavano sull’imperito Cavaliere. Finita la contesa i rioni sconfitti consegnavano a quello vincente i loro stendardi, rimanendone privi fino alla competizione dell’anno successivo.” (sito ufficiale).

Giá! Per un faentino é impensabile un Palio del Niballo diverso da quello odierno, mentre invece la prima giostra (vinta dal Rione Bianco) consisteva in questa diavoleria meccanica che scattava se il cavaliere sbagliava il centro del bersaglio, piú piccolo ad ogni tornata. Ogni appassionato del Palio dovrebbe vedere quelle immagini per farsi un’idea. A breve ne otterró una copia e, se riesco, la metteró su YouTube. É un must.

Le contese. I rionali si detestano tra loro, soprattutto durante la famosa Settimana del Palio. Negli anni, oltre alla giostra a cavallo, sono aumentate le sfide e i premi assegnati durante questa manifestazione (che dura, in tutto, ben 3 settimane). Tutte si svolgono in Piazza del Popolo: il Torneo delle Bandiere (piccole e grandi squadre di sbandieratori, gare in coppia e singolisti), il Torneo dei musici (giudicati sempre in occasione dell’esibizione di piccola e grande squadra degli sbandieratori), miglior tamburino (che accompagna il singolista e la coppia), miglior figurante storico (giudicato durante il corteo storico che precede la tenzone a cavallo), la dama piú bella e via discorrendo. Non vincendo la gara piú importante (il Palio) é possibile consolarsi con uno (o piú) di questi altri premi che consistono – neanche a dirlo – in oggetti vari realizzati in ceramica.

Classifiche, chi ha vinto cosa. Ne avevo parlato in un post di quasi 2 anni fa e ne approfitto ora per rinfrescare le classifiche a tutto il 2007 al 2008. Tuttavia non vorrei tediare piú di tanto chi legge, per cui la metteró giú in forma discorsiva:

Maggior numero di palii vinti(dal 1959): Rione Rosso (27), Rione Nero (15), Rione Bianco (6), Rione Verde (5), Rione Giallo (1).

Maggior numero di grandi squadre (dal 1973): Rione Bianco (25), Rione Nero (7), Rione Verde (3), Rione Rosso (1), Rione Giallo (0).

Maggior numero di piccole squadre (dal 1972): Rione Bianco (19), Rione Nero (8), Rione Verde (4), Rione Giallo (3), Rione Rosso (3).

Maggior numero di coppie (dal 1964): Rione Bianco (26), Rione Nero (10), Rione Verde (6), Rione Giallo (2), Rione Rosso (2).

Maggior numero di singoli (dal 1971): Rione Bianco (25), Rione Nero (8), Rione Rosso (5), Rione Verde (1), Rione Giallo (0).

Maggior numero di Trofei Musici (dal 1986): Rione Bianco (15), Rione Nero (8).

Maggior numero di trofei tamburino coppia (dal 1994): Rione Nero (8), Rione Bianco (5), Rione Rosso (1).

(fonti Rione Bianco, Rione Giallo e Rione Rosso)

Dando un’occhiata sommaria é possibile capire perché, sebbene l’astio esista tra tutti i rioni rivali, tutti ce l’abbiano in particolar modo col Rione Bianco :-)

Bene, se passate da Faenza vi consiglio di fermarvi in occasione del Palio del Niballo e gustarvi almeno il corteo storico perché ritengo sia uno spettacolo unico in cui – aggiungo – sono vincitori tutti i rioni visto il notevole lavoro di ricerca e manodopera espressi nella realizzazione dei costumi. Ispirato da dipinti e affreschi rinascimentali italiani penso che il corteo storico faetino non abbia praticamente rivali se confrontato con le altre giostre italiane, comprea quella di Siena – che sará certamente entusiasmante per i rionali ma piuttosto deludente dal punto di vista folklorstico.

Sperando in un’annata bellissima come quella scorsa non mi resta che concludere con quel po’ di enfasi d’orgoglio faentino che rispunta fuori ogni anno: Forza Nero!!!

Fonti:


Azioni

Informazione

5 risposte

8 06 2008
Rione Bianco VS Rione Nero « * * * * °

[...] Leggi anche questo post: “Il Palio del Niballo” [...]

9 06 2008
tito

il sito del palio è l’immagine del palio stesso… non aggiornato, anacronistico, poco più di un hobby per una città che presuntuosamente ancora sputa su siena e sul suo palio…

9 06 2008
alex

beh…credo che – come dici tu – essendo poco piú che un hobby a Faenza ci siano ben pochi faentini che “sputino” su Siena e il suo palio. La differenza é sicuramente notevole e poggia tutta sulla tradizione: a Siena il Palio é un modo di vivere (ancor oggi certi matrimoni o relazioni sociali sono inibiti dall’appartenenza a una o l’altra contrada), é qualcosa di completamente radicato nella cultura e mentalitá senese…anche perché si disputa piú o meno dal 1659 e ha radici cristiane, quindi molto forti nel popolo.
Il palio del Niballo di Faenza é una mezza burattinata come lo sono – del resto – gli altri palii italiani allora, visto che riaffiorano un po’ tutti dal dopoguerra. Credo che l’importanza stia nella reale esistenza di un passato storico da cui prendere spunto poiché le motivazioni per disputare il palio – qualsiasi esso sia – non esistono piú in nessuna cittá italiana. Rimane quindi solo la voglia e il desiderio di vedere la cittadinanza unita in un giorno (o due o tre) all’anno cosí che col pretesto della rievocazione storica ci sia scambio e ore di intrattenimento. Non sono certo contrario ad alcuna riedizione storica di palii in Italia e ovunque abbia senso.
Capisco invece che lo spirito che sta intorno a questi possa essere vego, incerto o distorto proprio perché – e succede – i circoli rionali non riescono a conquistarsi il pubblico. Va inoltre ricordato che si basa tutto sul volontariato e anche questo non é un problema piccolo.

Ma se la questione fosse “aboliamo i palii in Italia e investiamo quei soldi per ricostruire un paese a pezzi” allora sarei d’accordo anch’io, alla grande. Invece…sappiamo bene come stanno le cose, per cui W il Palio.

17 08 2008
gabriella piolanti

cercavo se ci fosse qualche notizia sulla “rinascita ” del Palio faentino del 1959, ed ho trovato or ora per primo le otizie sul vs. blog. Non sono molto esperta di mail, blog, ecc. ma il video del 1° palio lo vedrei con grande piacere. Io c’ero, bambina di 10 anni in mezzo allo stadio o meglio ancora molto vicino alla ” tinozza” che si capovolgeva su cavallo e cavaliere allorchè veniva sbagliato il bersaglio. E …. il cavallo non reagiva affatto bene a questa improvvisa doccia: si impennava, si alzava sulle zampe disarcionando il cavaliere. Ricordo ancora oggi la scena di me, anni 10, che trovandomi molto vicina al Niballo, vidi ad un passo il cavallo che si impennava, il terrore degli istanti e lo spintone di mio babbo onde evitarmi il peggio. D’altra parte non sarebbe il Palio dell’acqua. scende aE fu a causa di ciò, che fu cambiato, e l’acqua, anzichè a scroscio ariva a zampillo.
Ora ,che siamo abituati a vedere i Palii per televisione, costumi bellissimi, innumerevoli, pensare al primo palio faentino ediz. moderna, fa sorridere, ma vi assicuro, che cinquantanni fa sembrava veramente qualcosa di grandioso, specialmente per me che, in casa, avevo assistito a tante discussioni per questo evento.
Grazie.

18 08 2008
alex

Un grazie a Lei per l’interesse e la testimonianza di “prima mano”! Materiale piuttosto raro di questi tempi ;-)
Per quanto riguarda il video credo che riusciró a mantenere la mia promessa entro il mese di settembre, le richieste per questo video sono state abbastanza :-)
A presto.

Lascia un commento