La cultura orientale mi affascina come penso accada a molti di voi. Nel campo della creativitá – tra l’altro – questo fascino non puó che aumentare visto che i giapponesi sono considerati il popolo “piú avanti” su diversi campi, tralasciando quello informatico e tecnologico, quali la moda e l’illustrazione.
Avevo giá dichiarato il mio amore per il lavoro di Kenya Hara, direttore artistico di Muji nonché architetto e designer giapponese, ed ora é il turno di un’altro idolo della creativitá: Nagi Noda. Classe 1973, nata a Tokio in una famiglia di artisti (poverina), frequenta diverse scuole d’arte poi inizia a lavorare come graphic designer, passa alla fotografia e infine approda al video. Lavora moltissimo, soprattutto in patria mentre in occidente ha curato due importanti video, uno per Tiga e uno per gli Scissor Sisters. Si fa notare al New York Film Festival nel 2003 e a Cannes nel 2004.
Ricercata per la sua bizzarria nella scelta di colori e forme, Nagi impressiona per le sue trovate visive. Alcuni la accostano allo stile di Michel Gondry (altro mito nella mia Top Five) sebbene non sia certo possibile – né giusto – fare dei paragoni. Sta per uscire (o é giá uscito?) un libro edito da GAS (n.22) su di lei e i suoi lavori. Tra quelli che mi hanno impressionato di piú non posso che citare “Hair Hats” dove le acconciature delle modelle si trasformano in vere e proprie sculture animali…incredibile.

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