Romera e il costruzionismo culinario

30 06 2008

l\'Esguard

Questo (rapido) post lo scrivo dopo un fine settimana piuttosto faticoso (ho ripreso a lavorare come cameriere nel weekend) e lasceró tutto lo spazio agli articoli da cui attingo le informazioni che mi interessano. Il motivo del post ha il suo perché: cucina e Spagna. Cucina perché arrivo adesso accaldato e sudato dalle cucine del bagno al mare; Spagna perché voglio omaggiare la vittoria della Spagna negli europei 2008 e lo faccio parlando del protagonista del presente articolo: Miguel Sanchez Romera ovvero l’unico caso vivente di neurologo e cuoco professionista al mondo…parliamo di un soggetto che ha rivoluzionato il concetto di gastronomia contemporanea, un artista, un vero creativo…e per questo importante per me. Ecco.

Chi. Nato in Argentina, dove ha studiato Medicina e Belle Arti, Miguel Sànchez Romera ha lasciato il paese sudamericano negli anni più bui della dittatura militare e si è stabilito definitivamente in Spagna.
Esercita la professione di neurologo, specialista in neurofisiologia clinica e da dieci anni è chef e proprietario del ristorante “L’Esguard” di Sant’Andreu Llavaneres (Barcellona). Dal 1998 è professore di Scienza e Tecnologia Culinaria all’università di Vic a Barcellona. E’ considerato uno degli chef più innovativi d’Europa ed è noto in tutto il mondo per il suo stile colto ed elegante. Ha scritto La Cocina de los sentidos (la cucina dei sensi) e Total Cooking. (fonte)

“Io considero la cucina come uno ’spazio totale’ che necessita di una solida base di conoscenze ferme. La cucina non è più, o non è solo, un atto di piacere, ma è sopratutto un atto di trasmissione delle conoscenze.[…] Il punto è che come neurofisiologo posso solo presentare poche spiegazioni plausibili per molte delle questioni legate al gusto. In neurofisiologia il canale sensoriale più conosciuto è la vista, ma ben poco ancora è noto in merito all’olfatto e al gusto, per tacer del fatto che in merito a sentimenti ed emozioni ogni neurofisiologo ha una sua propria teoria. E quindi il dibattito è ancora aperto.”

Cosí é come si esprime il neuro-cuoco in un’intervista con Daniele Paolini. Ma se non sapete che cosa cucina lo chef spagnolo non potete capire di certo…

Cosa. Mangiare al Barcellona Esguard non é certo come pranzare dal piadinaro dietro casa, ma non é neanche cosí spaventosamente caro: il menú offre una doppia scelta secondo la lunghezza della degustazione, corta a 65 euro, completa a 80 euro. Citando a caso:

  • Cocotte di tartufo nero con mousseline di zenzero e cocco con tuorlo d’uovo;
  • Cappesante in infusione agrodolce di alghe marine con maionese calda di cioccolato bianco e purea di pomodoro;
  • Foie gras di oca alla piastra con purè di tartufo nero e pasta fresca affumicata;
  • “Omnium” di cereali (12 cereali in piccoli mucchietti cotti a vapore, posizionati a corona con al centro la salsa) con olio di oliva (picual, cultivar locale) e salsa vellutata al tandoori, oliva nera e tartufo;
  • Filetto di baccalà confit in olio di oliva (hojiblanca) nappato in vellutata di uova di baccalà e purè di pomodoro glassato e fungo nero in decorazione;
  • Filetto di cervo con mosaico di 48 spezie, tatin di mela con soppressata e sugo di cassis in salsa (buono, classico, reso entusiasmante nella scacchiera dei puntini colorati delle varie salse piccanti.
  • Chocogel di cacao criollo del Venezuela con mela tandoori, cocco, arancia rosa, caffè con latte e una base di gelatina madreperlata;
  • Madeleine fondente di cioccolato bianco con tartufo di cacao trinitario di Grenada e purea di fragole (fonte)

E cosí via…

Particolaritá. Non é semplice descrivere con le parole qualcosa che viene creato per essere assaporato e vissuto coi sensi (vista, olfatto e gusto) e – in piú – é impossibile per me parlare di qualcosa che non ho ancora avuto l’occasione di provare. Fatto sta che la cucina dell’amico Romera – mi hanno detto – ha la particolaritá di presentarsi al cliente sotto forme completamente inusuali: forme cubiche, composizioni originali, associazioni di colori e sapori bizzarri, l’uso di elementi come l’agar agar o l’azoto liquido, ovvero prodotti insapori ma che consentono la modellazione plastica del cibo per ottenere forme fuori dal comune.

“Io considero la cucina come uno ‘spazio totale’ che necessita di una solida base di conoscenze ferme. La cucina non è più, o non è solo, un atto di piacere, ma è soprattutto un atto di trasmissione delle conoscenze”. In parole povere non si mangia con il gusto bensì con il cervello, a parere del medico-chef. “La cucina è pertanto un’esperienza sia mentale che digestiva – prosegue Sánchez Romera – prima che con il gusto si degusta un ambiente, la luce, il colore, certo anche l’aspetto esteriore del piatto, quindi ci sono i profumi, i sapori, le sensazioni e le emozioni via via più profonde”. (articolo)

Quando ci andró ne faró un resoconto approfondito, ci potete contare ;-)

Link: Sito ufficiale Miguel Sanchez Romera (Esp – Eng)





Gli americani (1)

23 06 2008

Prejudices against americans. Pregiudizi, pregiudizi…gli americani sono spocchiosi: sempre a farsi piú grandi e piú forti degli altri paesi. Gli americani sono la potenza economica: dichiarano guerra nei paesi dove “non c’é democrazia” e “combattono il terrorismo” immischiandosi negli affari politici e religiosi altrui, mirando chiaramente a un (grosso) ritorno economico. Gli americani sono notoriamente ignoranti, meglio dire uneducated, nel senso che non conoscono nient’altro che il loro paese (se va bene) ignorando qualsiasi cosa del resto del mondo. Gli americani sono liberali, si puó dire tutto ció che si vuole in pubblico poiché la libertá di parola é prevista dalla Costituzione. L’America é il regno delle opportunitá, in tutti i sensi ma principalmente in quello economico e lavorativo. Ok. Dibattito aperto: é vero? Non é vero? É vero in parte? Si puó fare di tutta l’erba un fascio?

(Dato che non voglio riempire il post di noiosi video, cliccate su questo link per assistere ad altre “simpatiche” interviste a cittadini americani…tema: Parigi)

The Resident. Lori Harfenist é un’esperta di media-comunication, laureata con lode alla Pace University di NYC. É una ragazza americana ed é fiera di esserlo anche se sa bene di queste dicerie sugli americani. Dal 2000 cura un programma di attualitá fatto per la TV ma diffuso soprattutto via web: The Resident.

Citando dal sito: “The Resident” is dedicated to cleaning up today’s dirty media by doing what no other mainstream media show has the cojones to do: state the obvious about topics you thought you were the only one that cared about. One of the Best Internet Personalities* according to Yahoo!, The Resident (Lori Harfenist) investigates topics relevant in today’s complicated world with a fresh viewpoint.”

Sul sito ufficiale sono disponibili interviste sugli argomenti piú svariati, ma io mi sono interessato a questa intervista fatta per le strade di New York agli americani d’adozione, e il tema dell’intervista mi sembra piuttosto coerente col tema proposto dal mio post:

Il tema é molto interessante e scriveró altro a riguardo prossimamente.

Link:





Felice anniversario, blog!

21 06 2008

Oggi relaxdesign ha raggiunto le 50 mila visite! Altre diecimila e potró dire che (un numero di visitatori corrispondente a) tutta la mia cittá ha letto i miei post…;-)

Breve storia. Il mio primo post l’ho scritto il 23 dicembre 2005, ricordo anche dove: ero in aeroporto a Parigi (Charles de Gaulle) e aspettavo di rimpatriare…al tempo avevo aperto il mio primo blog su piattaforma Blogger (ora di Google) all’indirizzo relax-design.blogspot.com e intitolato The Future. Lasciai tutto com’era, senza scrivere nient’altro fino al 3 luglio 2006, giorno in cui ho ripreso la scrittura con una certa frequenza, alternandola peró a un altro blog che avevo aperto, intitolato |Q|rio|si|ta|tem| all’indirizzo q-riositatem.blogspot.com . The Future aveva l’intento di occuparsi solo di design e affini mentre |Q|rio|si|ta|tem| aveva quello di occuparsi di tutto ció che m’interessava ma che non riguardasse il design. Inutile dire che la scrittura si fece ben presto alternata e discontinua sul primo per concentrarsi sulle curiositá (molto piú frequenti) del secondo. Quando scoprí WordPress aspettai di capire come funzionasse e poco dopo (circa 2/3 settimane) feci il grande salto su una piattaforma che considero molto piú completa, nonché complessa e funzionale, che mi ha permesso di riunire in un unico posto tutti i vecchi post (alcuni pubblicati come doppioni sui due precedenti) e fare un po’ d’ordine, sia logistico che mentale!

50 mila visite in un anno e…17 giorni! Il conteggio delle 50 mila visite, dunque, é partito da quando ho scritto il primo post su piattaforma WP, il 4 giugno 2007. Ne sono molto contento, non c’é che dire, e ringrazio tutti coloro che seguono le mie piccole ricerche quotidiane le quali, per quanto brevi, cercano di essere oneste e consapevoli…di cosa? Del fatto che un post non puó certo rispondere alle domande di chiunque né fornire un’informazione completa, ma é proprio per questo che – come chiunque altro – cerco di fornire sempre le fonti di ció che scrivo e i link di riferimento.

Knowledge is power. Ci sono temi leggeri e temi piú impegnativi in questo blog…ma io cerco di trattarli con la stessa serietá e curiositá. Ci sono migliaia di temi interessanti di cui parlare e su cui scrivere…e il bello é che molti lo hanno giá fatto! Tuttavia il mio invito finale é quello di spingere il lettore a continuare per proprio conto la ricerca dell’argomento di proprio interesse…e magari scrivere poi un commento che aiuti anche me ad espandere la mia conoscenza, con consigli sui libri giusti da leggere o altri link da visitare…insomma, ampliamo la rete di conoscenza e conoscenze!

Spero che l’afflusso di lettori continui ad essere cosí cospicuo e posso solo augurarmi che aumenti nel tempo…mentre io continueró con le mie piccole ricerche e i miei post, molto utili non solo per la mia cultura generale ma anche per il mio lavoro. A presto, e grazie di nuovo. :-)





Bad translations: cattive traslazioni

21 06 2008

Anche se non siete addicted di action figures e pupazzetti in vinile vi sfido a non esaltarvi per le riproduzioni di Drugo e Walter, rispettivamente con le palle da bowling in mano…20 cm d’altezza ciascuno, sono venduti in coppia a 40 bigliettoni (39,99 $) su Entertainment Earth.

Curiositá (1). Nel film Il grande Lebowski in lingua originale Drugo si chiama Dude (Jeffrey ‘The Dude’ Lebowski), che é l’appellativo tipico tra gli hyppies, i figli dei fiori. Anche nel film Easy Rider (in lingua originale) Dennis Hopper e Peter Fonda si chiamano spessissimo “dude” tra loro; questo indica l’estrema diffusione del termine negli USA anni ‘70. Un po’ come il modo di dire “ci sta” ultimamente in Italia insomma…

Curiositá (2). Sapevo che i fan del successo cinematografico dei fratelli Cohen erano a migliaia, ma non sapevo dell’esistenza di un’ordine filosofico-religioso d esso ispirato! Giá, “Dudeism” é la filosofia ispirata al personaggio interpretato da  Jeff Bridges, Dude appunto. Per capire di cosa si tratta – é semplice – basta capire il significato di “Just take it easy, man”…se invece volete saperne di piú andate direttamente sul sito ufficiale e spulciate tra i vari ordini, il manifesto, il forum, eccetera su Dudeism.com.

Drugo e drughi. La particolaritá sta nel fatto che dude é un termine asessuato, ovvero si puó usare tranquillamente per uomini e donne. La traduzione sta per “tipo” o “tipa” e non ha niente a che fare con la traduzione italiana, figurarsi. Ad essere pignoli neanche i drughi di Arancia Meccanica (che sono in realtá i thugs, ovvero teppisti) sono stati tradotti degnamente. Questo secondo voi perché? Io credo che la libera interpretazione di “Dude” e “Thugs” non porti per forza a coniare un nome che ricorda vagamente – e guarda caso – la droga. Vabbé che effettivamente i personaggi sopracitati non ne nascondono di certo l’uso e l’abuso:

“Sai, questo… questo è un caso molto, molto complicato, Maude. Un sacco di input e di output. Sai, fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido per mantenere la mente, diciamo, flessibile.” (Drugo in Il grande Lebowski)

” Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pete, Georgie e Dim. Ed eravamo seduti nel Korova Milk Bar, arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova Milk Bar vende latte+, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto, e disposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza.” (Alex De Large in Arancia Meccanica)

Incredulitá. Non ci potevo credere che l’associazione di doppiaggio del tempo (inizio anni ‘70) si fosse lasciata influenzare dalla lontana assonanza e – soprattutto – da una marcata vena inquisitoria (in quegli anni, gli anni della V legislatura, vigeva il Governo Andreotti in Italia, fonte Governo.it). E infatti una spiegazione piú sensata esiste: il linguaggio Nadsat. Leggi il seguito di questo post »





Progettare…

20 06 2008

“Chi non progetta accetta di essere progettato.”

Giulio Carlo Argan

(Roma 1909 – Torino 1992)

Storico e critico d’arte, politico italiano.

Link:





Aggiunte foto in SpA

19 06 2008

Ho messo un po’ a posto SpA, la sezione dedicata al mio progetto. Ho aggiunto la sezione “Links” e ho allungato le “FAQ” oltre ad aver rimesso mano a un po’ della grafica generale e ad aver aggiunto una vetrina di slide delle foto scattate durante l’Open Studio di Faenza 2008. Sono tuttora in cerca di collaborazioni e luoghi dove poter esporre durante quest’estate…se siete interessati e se avete conoscenti (tipo baristi, gestori di locali, proprietari di showroom ed esposizioni) vi pregherei di far circolare la mia disponibilitá ad esporre anche per brevi periodi, tipo i weekend.

Support Open Source Design! ;-)





Nuova interattività e Trashware

19 06 2008

Anche l’interattività è un chiaro sintomo di questa nuova contemporaneità: l’home computing, l’alta tecnologia mobile, la TV interattiva (SKY o digitale terrestre)…ma quale sarà il prossimo passo?

Quando ero a Londra (un mesetto fa) ho sentito odore di gesture based technology, vale a dire – per capirci – la tecnologia che funziona come nel film Minority Report, ricordate? Esistono già alcuni siti (in beta) che utilizzano questa tecnologia, la quale necessita di una semplice webcam integrata nel computer per “interpretare” i nostri gesti eseguiti in aria…i vantaggi offerti sono principalmente legati all’usura molto più prolungata dei mezzi tecnologici: non toccandoli se ne preserva l’integrità nel tempo e si contrasta quel processo di obsolescenza forzata a cui siamo costretti per scopi economici.

Il tuo computer dovrebbe durare tuttora dai 10 ai 12 anni (!) senza batter ciglio, mentre sei ormai rassegnato all’idea di cambiare computer dopo appena 2-3 anni. A questo proposito segnalo le attività di Trashware¹ e Retrocomputing² che vengono già praticate un po’ dappertutto (anche in Italia per fortuna) e che rispondono, anche se solo in parte, alla domanda: “che fine fanno tutti questi computer invecchiati e inutilizzati così in fretta?”. Per esempio: ma il Giappone, che sta sempre 10 anni avanti rispetto al resto del mondo per quanto riguarda tutta la tecnologia personale e di ricerca, come smaltisce tutta la monnezza che produce?

So che esistono attività al limite del legale le quali prevedono la raccolta di vecchio materiale tecnologico presso enti e aziende del primo mondo per poi mandarle in blocco al terzo mondo e farlo smontare tutto in modo da separare e conservare quelle piccolissime quantità di metallo prezioso (oro e argento) contenute in ogni scheda madre. Sì, ecco…una raccolta differenziata per mezzo dello sfruttamento…

Anche il concetto di buoni e cattivi si sta mescolando in questa contemporaneità…

¹ il Trashware è la pratica di recuperare vecchio hardware, mettendo insieme anche pezzi di computer diversi, e di renderlo di nuovo funzionante ed utile. Parte integrante del trashware è l’installazione di software libero sul sistema, ad esempio il sistema operativo GNU/Linux, per portare avanti lo spirito di libertà dell’iniziativa. Il materiale informatico così ottenuto viene consegnato o regalato a persone ed enti che ne abbiano bisogno, in particolar modo legandolo ad iniziative che tentano di colmare il divario digitale (digital divide), ossia la differenza di mezzi a disposizione tra chi è informaticamente alfabetizzato e chi ancora non lo è. Il trashware si differenzia dal retrocomputing che è pratica simile, ma finalizzata a scopi prettamente culturali e ricreativi. (Trashware – Wikipedia)

² Con il termine retrocomputing si indica una attività di “archeologia informatica” che consiste nel reperire, specialmente a costi minimi, computer di vecchie generazioni, che hanno rappresentato fasi importanti dell’evoluzione tecnologica, ripararli se sono danneggiati, metterli nuovamente in funzione e preservarli. [...] Ci sono diversi filoni che dividono gli appassionati di retrocomputing, a seconda del tipo di computer collezionati: chi ad esempio ama collezionare home computer anni 80 (Commodore 64, Sinclair ZX Spectrum, Atari ST, Amstrad CPC, MSX), chi i vari PC IBM compatibili, chi le workstation utilizzate come server nelle sale macchine e nei grossi centri elaborazione dati. [...]
Il retrocomputing si differenzia infine dal trashware, che è pratica simile ma finalizzata al recupero per utilizzi pratici. (Retrocomputing – Wikipedia)

Links:





Il fumo passivo in pubblicitá

19 06 2008

La fondazione anti-cancro-ai-polmoni di Roy Castle (The Roy Castle lung cancer foundation) ha chiesto all’agenzia inglese CHI and Partners di fargli una bella campagnetta promozionale. Sono stati di parola: un esempio di come non sia necessario far vedere finti polmoni di gomma sezionati e riempiti di catrame per comunicare al pubblico che il fumo passivo fa male: uccide 5 persone al giorno.

Messaggio chiaro, grafica essenziale, simbologia efficace. Semplicemente perfetto anche se non molto allegro il tema, ok…

Via 2wenty4our

Guarda anche queste campagne:





C’est incroyable…

18 06 2008

Devo ammettere che questi Europei 2008 mi stanno appassionando piú del previsto…e a ragion veduta! Sará – forse – per il fatto che la Nazionale é l’unica Italia che – assieme alle sofferenze – ci dá soddisfazioni…;-) no?

Resta un’Olanda super carica e aggressiva che ha saputo giocare con sportivitá, senza giochetti strategici per rendersi piú…”semplice” il torneo.

“L’Italie s’est qualifiée mardi pour les quarts de finale de l’Euro-2008, grâce à son succès (2-0) sur la France, éliminée, comme la Roumanie, battue (2-0) par les Pays-Bas. Les Italiens, champions du monde en titre, rejoignent les autres qualifiés: le Portugal et la Turquie (groupe A), la Croatie et l’Allemagne (groupe B), les Pays-Bas (groupe C), et l’Espagne (groupe D). Ils affronteront en quart de finale l’Espagne, dimanche (18h45) à Vienne. Leggi il seguito di questo post »





Indiana Scones alla ricerca del biscotto d’argento

16 06 2008

Dei film su Indiana Jones penso di essermi fermato all’ultima crociata. Sinceramente non sono un fan dei sequel…anzi, a dire il vero non sono un fan. Ragion per cui non ho ancora visto l’ultimo capitolo appena uscito nelle sale “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”. Ho letto qualche critica quá e lá e ho capito che Spielberg e Lucas si sono divertiti un mucchio a omaggiare i loro stessi film-culto con richiami e allusioni durante tutta la durata del film. Diciamo che non sono certo invogliato ad andare a vederlo ecco…

Per tamponare questa mia lacuna cinefila, allora, ho trovato in rete questo piccolo corto realizzato in stop-motion usando i mitici Lego. Rettifico: sono un fan dei Lego. ;-)

Questo tipo di produzioni sono chiamate Brick-films, meglio noti come Lego-movies e vanno piuttosto di moda negli utlimi anni, soprattutto grazie alle possibilitá tecnologiche a basso costo a disposizione. Esiste ovviamente – figurarsi – una community online che raccoglie i video realizzati e insegna come realizzare i propri a casa. Se volete entrare anche voi nell’Home Production e rispolverare i vostri vecchi Lego andate su Brickfilms.com. ;-)

Tempo fa (inizio 2007) segnalai il primo video del genere che attiró la mia attenzione: si trattava del video Elettro-Hip Hop del duo Jamie Kennedy and Stu Stone dal titolo “Circle Circle Dot Dot”. Se siete curiosi andate a guardarvelo!





Palla conta-palleggi

15 06 2008

Mentre cercavo un altro bel gadget apposta per i calciofili (categoria alla quale non appartengo ma di cui sono simpatizzante) mi sono imbattuto in altro, come spesso accade, senza trovare quel che cercavo…comunque: avete presente le innumerevoli gare di palleggio fin da quando eravamo pulcini? E quando poi ci si ritrovava a farsi battere per un solo palleggio, quell’ultimo stiracchiato che salvava la palla poco prima che cadesse a terra…insomma ame capitava di vincere per quel solo palleggio ridicolo…e si parla di 20-30 palleggi al massimo :-)

Questo pallone invece é fatto apposta per coloro che di palleggi ne fanno centinaia e perdono il conteggio (anche perché spesso contare deconcentra il palleggiatore):

Virtual Soccer Ball é dotato di piccolo schermo LCD e di software interno con duplice funzione: conta quanto tempo la palla sta per aria e – ovviamente – conta quanti palleggi vengono effettuati. Per soli 24.95 $ é vostro, potete ordinarlo via web presso Discovery Store. Ah, ovviamente esiste lo stesso dispositivo applicato a palle da basket, da football, palline da baseball e da tennis…manco a dirlo.

Via Oh, Gizmo!

Una simpatica kitcheria, dai ;-)





Avviso di servizio

14 06 2008

Ho dato una “rispolveratina” all’header, aggiunto il mio loghetto e messo a posto le luci…ho creato, inoltre, una sezione chiamata “RUBRICHE” dedicata a quei post che hanno il filone di appartenenza in comune (“L’etimologo”, “Stereotipi e pregiudizi”, “Meteore”). Credo sia piú interessante che cercare tag e termini nel box “cerca”. Avevo l’intenzione giá da tempo di trasformarli in una sorta di appuntamento a tema, ed eccoli qua ora! Ovviamente la sezione si troverá sempre qua su in alto insieme alle altre sezioni dedicate.

Ho anche creato i nuovi loghini che accompagneranno ogni post da rubrica d’ora in poi…spero vi piacciano!





Nessun trucco, nessun inganno…

12 06 2008

Un buon truccatore fa i miracoli, oltre a fare un mucchio di soldi…chiedetelo a Diego Dalla Palma, definito oltreoceano il profeta del make-up made in Italy. Ciononostante anche il caro Diego é d’accordo con me, nel senso che vede una certa insicurezza nell’eccesso di make-up.

“Quando una donna forse è eccessivamente coperta, con troppo trucco, probabilmente vuole mascherarsi. Non è detto che la donna acqua e sapone sia piú forte, però sicuramente si porge agli occhi con un’onestà fisica, senza nessun tipo di maschera. Può anche darsi che dietro l’eccesso di acqua e sapone si celi una fragilità diversa. Fragilità per esempio può essere anche non aver voglia di giocare con il trucco. Io credo che la regina del mondo sia quella che con o senza trucco stia bene, ma che sappia usare il trucco con ironia e solo come gioco. Se lo usa per mascherarsi è un disastro.” (intervista a Vanessa Bozzi del 31/05/01)

Sono pienamente concorde: la donna piú attraente é quella che sta bene con sé stessa in ogni occasione, truccata o struccata. Tuttavia i casi di eccessivo maquillage abbondano in TV e al cinema. Personalmente non lo ritengo un problema perché non guardo TV da almeno 4 anni e vado al cinema poco spesso…preferisco l’Home Video – spesso abusivo, come anche voi del resto. Leggi il seguito di questo post »





Morte in tubetto e Pizza Hawaii

11 06 2008

Oggi é uscito ufficialmente l’iPhone 3G che porta qualche miglioramento (soprattutto perché girerá su una banda piú ampia dell’Umts, il 3G appunto) e toglierá altri soldi dalle tasche dei fanatici. Sono un fanatico? No. Ma uso uno dei miei vecchi bidoni Nokia perché l’ultimo decente me l’hanno rubato, quindi avrei tutta l’intenzione di prenderne uno quando uscirá in Italia (l’11 luglio). I prezzi sono ancora da definire ma negli States l’8 Gb costa 199$ e il 16 Gb 299$. Vedremo.

In realtá ció che fa veramente notizia, secondo me, é che il 4 maggio scorso é morto Fredric J.Baur. Se non sapete chi é (e vi sfido, visto che non lo sapevo neanch’io) sappiate che é stato l’inventore del tubo delle Pringles. Ok, ok…capisco che neanche qui ci sia niente di interessante, ma la cosa che fa un po’ strano é che s’é fatto cremare e ha fatto usare come urna cineraria proprio uno dei suoi tubetti!!! Giá…e in seguito s’é fatto seppellire presso lo Springfield Township in Ohio, nel cimitero Arlington Memeorial Gardens. An’vedi sto fanatico…

Breve storia delle Pringles. Nessun comune mortale s’é mai importato troppo di queste patatine americane che – in veritá – hanno segnato un’epoca grazie alla loro forma specifica (la quale si incassa precisamente nel palato pronta per essere frantumata e gustata) e alla confezione studiata appositamente per mantenerne intatta la forma (in barba ai sacchetti formato famiglia in cui se ne rompono la metá solo al supermercato) e la fragranza (con la chiusura ermetica di plastica). Non a caso queste trovate sono state (giustamente) brevettate e hanno decretato la fortuna di questo brand fin dal 1967, anno in cui sono state commercializzate. In Italia le Pringles sono commercializzate solo dal 1999. Ma la storia di queste patatine risale ai tempi della Grande Guerra e, come tutte le piú grandi invenzioni del XX secolo, sono state ampiamente testate sui soldati. Da qui si capisce anche l’esigenza di un involucro ben piú resistente di un semplice sacchetto di plastica.

L’inventore Fredric J.Baur invece ha trovato la sua fortuna brevettando, appunto, l’involucro a tubo e la pellicola salva-fragranza ma a lui si devono altre piccole innovazioni in ambito alimentare: ha inventato il gelato liofilizzato e un paio di olii speciali per friggere, tra cui quelli industriali. Ringraziate lui per l’avvento del junk-food á la McDonald’s quindi. Qui di seguito ecco uno degli spot originali degli anni ‘70 (1973/1974 direi):

Noi poveri sfigati italiani abbiamo conosciuto ben poco del ventaglio di scelte messo a disposizione da Pringles. Oltre ai tre gusti tradizionali (Original, Sour’n Cream e Paprika, rispettivamente color rosso, verde e giallo) ho visto che hanno girato – anche se per poco – i gusti Hot and Spicy (nero), Delight (la versione light – ovviamente – in 3 gusti: classico e aromatizzate al peperoncino e con feta greca…il tutto nel tubetto viola) e il flop nazionale: gusto Pizza (tubetto bianco col tricolore, buuuuu). Esistono in realtá almeno il triplo dei gusti (vedi immagine in fondo al post), nonché una versione apposta per raccogliere a mo’ di cucchiaio la salsa Pringles venduta separatamente, chiamata Pringles Dippers. Non a caso gli anglosassoni (inglesi, americani, australiani e neozelandesi) vanno matti per tutto ’sto junk food e solo da loro é possibile trovare tutta la selezione disponibile. Ho fatto un giro da poco a Londra e mi sono fatto una vaga idea… Leggi il seguito di questo post »





Continua il progetto S.p.A.

10 06 2008

Sebbene abbia un po’ di lavori/impegni tra le mani non tengo certo per secondo il mio progetto che ha esordito due settimane fa, la Sostenibile Pesantezza dell’Avere (S.p.A.). Sto realizzando altri oggetti che aggiungeró presto al catalogo virtuale giá online.

Lo Scomodino ha avuto un gran successo e ha trovato un’acquirente molto motivata (nonché entusiasta per l’acquisto), io non posso che esserne felice!

Vi prego di diffondere il link a chiunque crediate possa essere interessato tra i vostri amici, colleghi e conoscenti perché il progetto – non avendo la mera finalitá commerciale – puó continuare a crescere solo con l’entusiasmo delle persone e un vecchio e sano word of mouth