Mentre ero a Berlino ho cercato di tenermi impegnato anche in campi extra-didattici e ho collaborato con il magazine universitario della UdK (Universität der Künste Berlin).
Storia. Questa testata, sebbene universitaria, contava ben 68 uscite…da metá anni ‘80 per capirci. Le ultime 10 edizioni che mi mostrarono, prima di cominciare i lavori per la stampa del numero 69, erano tutte molto belle…i tedeschi e la grafica tipografica sono sempre andati d’accordo del resto. Anche le tirature sono sempre state notevoli: 1000 copie, a volte 1500. Questo tipo di attivitá é gestito da un consiglio studentesco idipendente previsto, costituito e finanziato dall’universitá stessa (AstA UdK). Diciamo che i fondi a disposizione (sebbene parliamo di cifre non esagerate certamente) c’erano e ci sono sempre stati. Insomma, esattamente come nel mondo universitario italiano…Il termine eigenart si puó tradurre con “arte propria” o “arte di ognuno” piú o meno…essendo l’UdK un’universitá esclusivamente della arti (pittura, scultura, architettura, design, moda, musica e canto) la rivista non poteva scegliere nomi troppo distanti da questo campo. C’é da dire, peró, che il nome della rivista non piace al 90% dei ragazzi con cui ho parlato. Vabbé.
Redazione e struttura. La redazione per Eigenart n. 69 era composta da soli latini: io e altre 3 ragazze spagnole oltre alla capo-redattrice, tedesca almeno lei. Tra i collaboratori (illustratori e giornalisti) c’erano ungheresi, peruviani, olandesi e pure qualche tedesco. Il materiale da pubblicare (articoli, fotografie e illustrazioni) é stato raccolto in un mese e mezzo mentre la rivista l’ho preparata in una settimana (ho lavorato come grafico e Art Director) di intenso lavoro assieme all’editrice…visto che stavo lavorando su un prodotto in tedesco senza conoscerne sufficientemente la lingua.
Obiettivi. Il mio obiettivo é stato porre rimedio all’unico vero problema della rivista: sebbene molto curata esteticamente, molti studenti non la conoscevano e solo pochi l’apprezzavano; molti ne avevano sfogliato qualche pagina senza capire che fosse una rivista universitaria. Sicuramente un punto a sfavore era la quantitá enorme di parole contenute…Dovevo fare in modo che attraesse l’attenzione, che piacesse da subito…insomma, che gridasse “prendimi!” agli studenti/lettori.
Premio. Beh, del numero 69 ne sono state stampate ben 2500 copie, le prime 1700 sono andate esaurite in meno di dieci giorni (la UdK conta ben 10 edifici diversi sparsi per tutta Berlino). Una settimana fa ho ricevuto una e-mail dalla capo-redattrice la quale comunicava che Eigenart n.69 é stata selezionata tra le prime 8 riviste universitarie tedesche (su 40 testate partecipanti), come rivelano i risultati del MLP Campus-Presse Award 2008. Non immaginate che soddisfazione, soprattutto per i ringraziamenti ricevuti dai ragazzi dell’AstA…
Invito. Ecco, non sono solito pubblicare notizie che riguardano le mie attivitá perché ritengo che non debba essere un blog il posto giusto per farlo, bensí un sito personale, peró mi faceva piacere scrivere due righe in merito a questa esperienza divertente, faticosa e – certamente – molto istruttiva e stimolante per me. Se volete dare un’occhiata al file .pdf dell’intero magazine potete scaricarlo liberamente a questo link…tutti i crediti sono nella penultima pagina








Grande alex! Bel lavoro!
un ottimo risultato direi e non è detto che tu nel blog non debba parlare di queste cose, alla fine la differenza tra un blog e un sito personale e assai poca e soprattutto discutibile
Grazie Tito, apprezzo molto. Beh, a mio parere un blog é un posto interessante dove tornare spesso se ci si trova bene, mentre un sito é un vetrina. Insomma, é piú piacevole un barettino accogliente che una boutique luccicante…e io considero questo blog proprio come un bar…un po’ com’era una volta il Pesa, tanto per capirci…;-)