Fra 7 anni.

2 04 2008
L’Expo 2015 é stata assegnata a Milano, ormai ne parlano tutti e dappertutto in Italia. “E chissenefrega” mi sembra di aver udito silenziosamente nella testa di molti italiani: “…con tutti i problemi che abbiamo chi ha tempo di pensare a un evento che ci sará fra sette anni a Milano, che tra l’altro é una cittá schifosa e carissima”. Concordo su tutto tranne sul “chissenefrega”. Prima di tutto bisogna capire che significato ha ospitare un evento della portata di un Esposizione Internazionale. Uno tra i primi che si ricordano nella storia (degni di nota) é sicuramente quello tenuto a Parigi nel 1900: si trattó di un’Esposizione Universale (c’é un po’ di differenza) e per l’occasione si sventró mezza cittá per costruire la prima linea della metropolitana (Ligne 1, da cui presero vita le famosissime entrate create apposta da Hector Guimard tra il 1899 e il 1905), la Gare de Lyon, la Gare d’Orsay (l’odierno Museo d’Orsay per la cronaca), il Grand Palais, il Petit Palais e altri edifici/monumenti…insomma la metá delle cose che si visitano normalmente quando si va in viaggio turistico a Parigi. Lo stesso anno esplose anche il fenomeno cinema, visto il successo dei fratelli Lumiére.
BIE. Il Bureau International des Expositions (l’ente ufficiale approvante i progetti proposti) consente 3 tipi di esposizioni: universale, internazionale e specializzata. Il caso di Milano é il secondo. Questo vuol dire investimenti un po’ piú contenuti (anche perché se costasse piú dei 4,12 miliardi di euro stanziati vorrei sapere che scuse troverebbero per giustificarli davanti a un popolo giá in*azzato per tutta la situazione economica e politica italiana) ma il giro di denaro previsto é il seguente:
  • 3 228 000 000 € per le infrastrutture (evidentemente si prevede di costruire molto altro…sentivo parlare dell’allungamento ulteriore della linea rossa della metro per esempio);
  • 892 000 000 € per l’organizzazione;
Il denaro verrá finanziato in parte dal Governo italiano (1,486 miliardi), in parte dalla Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano (851 milioni) e in parte dal settore privato (891 milioni). Si prevede inoltre un rientro di 219 milioni da parte degli sponsor e circa 522 milioni dalla vendita dei biglietti. Numerini insomma…
“Le esposizioni internazionali e specializzate sono solitamente più piccole ed economiche sia per il comitato ospitante che per le nazioni partecipanti, perché i costi architettonici sono inferiori e si devono solo affittare gli spazi dal comitato organizzatore, solitamente con strutture prefabbricate già complete. Alcuni sostengono che questo porta ad un migliore contesto creativo, in quanto più soldi possono essere spesi in quest’area.Le esposizioni specializzate ed internazionali sono simili in quanto il comitato organizzatore fornisce gli spazi alle nazioni partecipanti, oltre agli edifici in se, che sono di norma prefabbricati. Le nazioni hanno l’opzione di “aggiungere” i loro colori, grafica, ecc..all’esterno della struttura prefabbricata, e riempire l’interno con i propri contenuti. Un esempio di ciò è la Cina, che invariabilmente ha scelto di aggiungere un arco cinese di fronte ai propri padiglioni prefabbricati, per simboleggiare la nazione (Expo ‘88, Expo ‘92, Expo ‘93).” (Wikipedia-Esposizione Universale)
Le esposizioni internazionali sono solitamente unite da un tema comune: il tema presentato da Milano (e che ha spazzato via la proposta presentata da Smirne, Turchia) é “Nutrire il Pianeta, energie per la vita“.
Dunque, visto che hanno giá parlato di 70 mila nuovi posti di lavoro (vedremo poi…) e visto che il nuovo centro fieristico progettato da Fuksas é giá stato testato abbondantemente (quindi non c’é bisogno di costruirne uno nuovo -anche perché 200 ettari sono piú che sufficienti visto che si girano male anche con la navetta…) mi chiedo che intenzioni abbia il Comune di Milano. Abbiamo intenzione di mantenere cosí com’é la linea della metro, ovvero indecente e poco funzionale? Abbiamo intenzione di lasciare Rho completamente sprovvista di strutture a misura di cittadino, salvo quelle fornite all’interno – chiaro – che propongono i soliti “prezzi da fiera”? Inoltre: QUALI sono i posti di lavoro di cui si parla?
L’Expo 2015 é e rimane un’ottima opportunitá per il nostro Paese (aldilá della pubblicitá italiana nel mondo, che ultimamente é l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno…si parla giá cosí tanto di noi lá fuori, e non granché bene) in termini economici e d’impiego. Ora l’unico problema é che, se facciamo gli “itagliani” come al solito, prenderemo a lavorare un mucchio di aziende estere (vuoi perché sono piú economiche, vuoi perché lavorano piú velocemente, meglio e meglio strutturate) e allora la nostra situazione rimarrá cosí com’é e ci ritroveremo a maledire questo e quell’altro per aver consentito di buttare (investire) tutti quei soldi.
E allora “hai voglia” di sentirti “fiera di essere cittadina italiana” cara Letizia.
Vediamo un po’ cosa succederá nei prossimi 7 anni. Sperando che nessuno di loro abbia rotto qualche specchio…
Fonti:

Azioni

Informazione

4 risposte

3 04 2008
Daneel Olivaw

Storicamente, prima di Parigi 1889 (la seconda edizione) non si può dimenticare la prima, a Londra nel 1851 ;)
Queste manifestazioni sono strettamente legare agli inizi della storia del design e del prodotto industriale.

Per quanto mi riguarda ritengo che al giorno d’oggi l’esposizione internazionale/universale non abbia più l’importanza di una volta, quando non esisteva televisione, internet, ecc e bisognava trovarsi in un posto fisico per conoscere prodotti e stringere accordi commerciali.

E’ certamente una grossa possibilità di investimento, certamente spero che chi abbia la gestione sia in grado di gestire. Io attendo e osservo. Non mi illudo che i risultati saranno sconvolgenti, che cambierà tutto.

L’innovazione non è sempre proporzionale ai numeri.

3 04 2008
alex

Credo che dal punto di vista delle aspettative non cambierá proprio niente, concordo con te: certamente é tutto molto cambiato da 109 anni fa. La mia riflessione voleva analizzare qualche perché di questo Expo in relazione alla situazione attuale italiana e in virtú delle numerose cretinate architettoniche costruite senza criterio sia a Milano che nel resto d’Italia…l’innovazione oggigiorno é prettamente scientifica (biologia, neuromedicina…la ricerca insomma) dunque considero scorretto parlare di innovazione in campi come l’architettura, il design e piú in generale il marketing. Non stiamo certo vivendo nell’era dell’innovazione oggigiorno, bensí in quella che trae benefici e si inventa necessitá, grazie proprio alle innovazioni portate nel secolo scorso. Se considerassimo l’Expo importante solo dal punto dell’innovazione allora non l’avrei neanche presa in considerazione, visto che – appunto – neanch’io mi aspetto un briciolo di contributo in piú alla nostra realtá. Piuttosto, forse, un insieme di soluzioni, un “pacchetto” che potrebbe funzionare, soprattutto in relazione al tema stesso.
Ti ringrazio della precisazione sul primo Expo a livello storico, anche se la seconda edizione (Parigi) fu numericamente un evento di proporzioni incomparabili anche per le edizioni successive, pertanto viene considerata – diciamo cosí – piú importante. ;-)

9 04 2008
merdith

ciao,
io non sono di Milano, ma ci vivo da molti anni e mi pare ingiusto perchè ingiustificato definirla una città schifosissima. Dubito tu abbia mai avuto occasione di viverla (cioè non di passarci qualche giorno, qualche volta) ed è difficile non notare un contrasto tra il tuo giudizio e la tua passione per il design di cui Milano è certo capitale italiana così come di capitale importanza per le tendenze europee e mondiali. E’ la città che meglio funziona in Italia, dove si produce il maggior PIL, la meno provinciale e quella che offre senza dubbio maggiori opportunità per chi ha talento indipendentemente dal campo specifico.
Il fatto che esista un cestino con posacenere ogni 10 metri, che la raccolta differenziata funzioni da anni, che i mezzi pubblici siano frequenti, puntuali e profittevoli, che ci siano concerti, teatri, cinema d’avanguardia, musei, mostre e importanti eventi e fiere internazionali la dicono lunga sulle possibilità che offre come città. Che sia costosissima è più che altro una leggenda perchè grazie alla concorrenza che permette, soprattutto nei negozi al dettaglio, i prezzi sono più bassi di città come Bologna o Padova.
Il discorso credo sia questo: chi non conosce Milano parla di una città costosa e schifosa manifestando il suo disinteresse per un evento che sente lontano nel tempo e nell’affinità. Chi Milano la conosce bene prova in genere disinteresse per il resto di Italia che ritiene (a ragione) provinciale, con strette vedute tanto da non accorgersi di lei, da non riuscire a fare considerazione su un evento importante che non avverrà dopodomani e da non poter nemmeno intuire quello che la città può offrire a un Paese oramai destinato al declino.
ciao
Meredith

10 04 2008
alex

Ciao Meredith,
hai ragione, io conosco Milano solo a spizzichi e bocconi di settimane alla volta e soprattutto durante il periodo delle fiere. Direi che le visite durante l’anno che faccio (in media dalle 3 alle 5) per andare a vedere mostre e inaugurazioni probabilmente non contano. Direi che i 5/6 amici che ho su a Milano e che ivi lavorano in vari campi (tra cui anche il design) e che, nonostante tutte le veritá da te espresse, mi confermano di detestare MIlano e di starci solo per le maggiori possibilitá nei rispettivi campi…insomma, si sbagliano. Direi che se non vengo ad abitare a Milano come te mai e poi mai sapró accorgermi con quanta superficialitá la si accusi ingiustamente di essere cara…
Insomma, niente di nuovo, son cose che sapevo anche prima. Quello che forse non sai tu – e che forse con l’espressione “schifosa e carissima” non era possibile esprimere – é che io mi riferisco all’estetica di MIlano che, proprio per essere la capitale del design italiano e l’epicentro industriale per eccellenza, manifesta quel forte contrasto: Milano é SECONDO ME una cittá orribile architettonicamente ed esteticamente parlando. Sará perché pur essendo mezzo romagnolo non ho mai apprezzato il razionalismo fascista (e infatti mi fa schifo pure Forlí) ma resta il fatto che la cittá di MIlano é tra le piú brutte del nord Italia. E per quanto riguarda le possibilitá…beh, cosa vuoi che ti dica se non che non mi aspetterei altro da una cittá di questa importanza, mi sembra il MINIMO. Ma visto che ci siamo, perché non parlare del giro culturale: credi che cittá come Bologna, Modena , Reggio Emilia, Padova, Verona, Mantova, Piacenza (solo per citare quelle emiliano-romagnole e venete piú grandi se no dovrei includere, tra le tante minori, anche la mia piccola Faenza) abbiano qualcosa da invidiare a MIlano in termini di qualitá? Non credo proprio.

Se il concetto di possibilitá é direttamente proporzionale non mi meraviglia che in grandi cittá ci siano piú possibilitá…nel senso: a Milano le belle serate saranno semplicemente piú frequenti, ma non venirmi a dire che sono “provinciali” quelle al di fuori di MIlano, suvvia…

In conclusione: non sono certo qui a proteggere il resto d’Italia e riconosco in pieno i meriti di Milano in quanto polo economico e strategico. Adoro le possibilitá che offre, a cominciare dalle fiere, ma conservo la mia libertá di opinione personale e ritengo che Milano sia veramente brutta, soprattutto se paragonata ad altri centri economici europei (altretanto importanti e prestigiosi) come Monaco, Berlino, Dublino e Londra, tra l’altro meglio organizzate e ben piú vivibili. Ma con questo non vorrei offendere troppo gli amanti milanesi e i protettori del “Bel Paese”.

Ci vediamo alla settimana del Design ;-)

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