L’orchestra del riciclo

focusensemble

E per continuare la serie “Alternative Music” ecco un altro progetto molto interessante e, ormai, abbastanza conosciuto nel panorama dello spettacolo…differente: The Car Music Project é un’orchestra composta da musicisti che suonano strumenti costruiti con parti di automobili usate e/o demolite. Il progetto nasce nel 1994 dall’idea del fondatore Bill Milbrodt che, deciso a non demolire la sua vecchia Honda con ben 200 mila chilometri percorsi, si rivolge al suo amico scultore di metalli dando nuova vita ai vari componenti della sua ex-auto.

…e come diceva Antoine Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” ;-)

Link:
“Building an ensemble out of car parts” (post su blog.makezine.com, ENG);
“Yes, Virginia, there really is a Ford Car Part Musical Ensemble” (articolo di Peter Kirn su createdigitalmusic.com, ENG)
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Informazioni su Alex a.k.a. relaxdesign

(ITA) Designer di prodotto, Grafico e Design thinker. Appassionato d'arte, architettura e design. Interessato ai confronti culturali, sociali e linguistici. Curioso per natura. Blogger dal 2005. (ENG) I'm a Product Designer, Graphic Designer and Design Thinker. I go for Arts, Architecture & Design. I'm much interested in comparing different cultures, mentalities and habits around the globe. I'm definitely a curious guy. I'm blogging since 2005.

  1. Questo ha a che fare in parte anche con il concetto di ecosostenibilità della produzione di oggetti… Ma lo sai che è proprio stimolante sta cosa? Ora mi metto a fare delle sedie con una lavatrice che ho da buttare (sono serio, che te pensi!)

  2. Negli anni ’70 in Nord Europa si diffuse come un vero e proprio “morbo” il fai-da-te. Non a caso aziende leader nell’hobbistica come OBI e Bauhaus e la stessa IKEA sono un perfetto esempio di quanto sia normale, qui al nord Europa, costruirsi il necessario con le proprie mani. Non ultimo c’é da considerare anche l’abituidine e la disciplina nel rispetto dell’ambiente…
    Possiedo un libro scritto (anzi, disegnato) proprio in quegli anni in Germania e poi tradotto quasi contemporaneamente in italiano (purtroppo non ce l’ho con me e non ricordo il titolo) che trattatava, appunto, di come costruirsi da soli “oggetti d’arredamento nomade” tra cui sedie, sgabelli, scaffali e un tavolino fatto proprio col cestello della lavatrice ;-)
    L’operazione del riciclo consapevole é ormai imprescindibile per un designer/progettista serio, tanto che concetti come il Life Cycle Assessment, Biotecnologie, Bioedilizia, Biopolimeri e Bioarchitetture ormai sono (quasi) il pane quotidiano. Almeno nella teoria. Poi, peró, ci sono ancora problemi (in Italia) legati a tonnellate di monnezza per strada, ahimé. Questa é un po’ una realtá…

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