Il vero figo

30 01 2008

Visto che mi sono sentito bacchettare per il mio uso folkloristico e – spesso – abusato dell’aggettivo “figo” è giunta l’ora di farvi un esempio di chi è un figo come lo intendo io.

Quest’affermazione assume volontariamente (e palesemente) toni ironici e scherzosi anche se il tema trattato mantiene la consueta serietà.

Il figo non è per forza bello ma ha fascino e gran carisma. E’ cool. E molto probabilmente è anche un po’ birro. Ma non è antipatico e sa usare con molta intelligenza l’autoironia in modo da non risultare spocchioso e sa bilanciare bene la sua coolness con la sua divertente goffaggine. Il personaggio che fa esattamente al mio caso per completare questa descrizione è Snoop Dogg, vero nome Calvin Broadus, 37 anni, rapper americano affermato proveniente da Long Beach California, famoso per il suo atteggiamento più da pappone che da gangster…anche se la vita da gangster l’ha vissuta fin dagli ultimissimi anni della High School: dentro e fuori di prigione circa una trentina di volte per spaccio, detenzione di cocaina o armi, ha saputo contemporaneamente farsi strada nel Rap Industry americano sfornando almeno un album ogni due anni circa dal 1993. C’è da dire che, come molti suoi colleghi purtroppo, ha riempito la sua (e la mia) discografia di veri flop fino a quando è riemerso negli ultimi anni collaborando con (anche lui, sì) Timbaland e Pharrel (con quella bomba di “Drop it like it’s hot”) e poi con artisti pop: Justin Timberlake, Pussycat Dolls e Mariah Carey per citare i più conosciuti.

Fino ad arrivare all’ultimo singolo con cui sta cavalcando sempre tra i primi 5 posti delle classifiche pop mondiali: “Sexual seduction” (o “Sexual eruption” nella versione dirty). A parte i primi 10 secondi – in cui non riconoscevo la sua voce e mi sembrava Cher, (“ancora lei, maledetta, con quello schifoso effetto vocoder stra-abusato!”) – questo singolo è una genialata commerciale che rivela la sua intraprendenza non solo come artista ma anche come business-man. E mi piace.

Ora, probabilmente a voi sembreranno vaneggiamenti, ma quello che dico ha un senso. Snoop ha modellato la sua immagine prendendo spunto da tutti i veri fighi della cultura afroamericana cinematografica, cioè dai suoi idoli (e non solo) degli anni ‘70, gli eroi della Blaxploitation. Su questo modello ha strutturato la sua carriera di rapper a cui era meglio stare alla larga se non si aveva intenzione di fare affari…a L.A. non gliene è mai fregato niente dei discorsi sui Wack MC’s come a New York…la mentalità della West Coast aveva già le idee chiare a cominciare dai N.W.A. e Compton Most Wanted. Mentre invece a Oakland il filone pappone era promosso da Too Short.

Insomma, a parte la storiografia del rap afroamericano, sappiate che sono personaggi come Shaft e Dolemite ad aver ispirato lo Snoop Dogg sempre attorniato da splendide b*tches nei video e, in questo caso specifico, quel gran cocainomane di Rick James è stato il riferimento a questo clima anni ‘80 mixato a un ritmo dance facilmente mescolabile con del buon Miami Bass o con qualche ruvido “Yeeaahh” Southern Hip-Hop.

Dimostrazione che un buon artista dalle innegabili radici street non deve rimanere legato tutta la vita alla figura hardcore ma può (e deve visto che si tratta di Hip-Hop) aprirsi a nuove sonorità e rimescolare passato e presente.

Ecco spiegato perchè – anche Snoop Dogg, cari miei – è proprio un gran FIGO.


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3 risposte

30 01 2008
T-Monk

davvero Drop It Like It’s Hot è di Timbo? Straconvinto fosse una produzione Pharrell…non si finisce mai di imparare

30 01 2008
alex

No no, hai assolutamente ragione tu! E’ che ho scritto il post di getto e ho dimenticato di scrivere “e Pharrel” dopo Timbaland. Grazie per la precisazione, l’ho corretto subito! ;-)

30 01 2008
T-Monk

Figurati…è che mi è capitato di passare e mi aveva incuriosito il particolare :)

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