
Chi legge, anche sporadicamente, questo blog deve aver intuito che sono una persona curiosa, almeno un po’ via…infatti (altrettanto sporadicamente) mi prende voglia di fare luce sulle cose più…banali. Per esempio:
Etimologia:
- Da dove derivano le espressioni “Ok” e “Fuck” ormai diffuse in tutto il mondo, che non hanno mai bisogno di traduzioni?
- Che origine ha il Golf? (Cosa c’entra il golfino?)
- Perchè la Jeep l’hanno chiamata così?
- Perchè in Spagna il nome Pepe era così diffuso (ricordo la marca Tio Pepe)? E, pensandoci bene, anche in Italia si usa Beppe come diminutivo di Giuseppe…perchè? Cosa c’entra?

Dunque, va detto che in realtà alcune spiegazioni le sapevo già, ma ho voluto riunirle qui per dare un senso al post e poi perchè lette insieme sono più interessanti…;-) Approfondendo le ricerche, però, ho anche scoperto che certe “mitiche” spiegazioni erano sbagliate poiché prive di fondamento storico…alcune curiosità sono state soddisfatte mentre altre rimangono ancora – un po’ – nell’ombra.
OK e Fuck.
Le leggende metropolitane. Queste che seguono sono le spiegazioni per i termini “ok” e “fuck” che girano per la rete tradotte in tutte le lingue. Sono fantasiose, simpatiche, curiose e – volendo – anche convincenti, peccato però che non venga mai riportato uno straccio di fonte da cui poter confermarle o screditarle. O.K.: “Durante la guerra di secessione, quando le truppe tornavano agli accampamenti dopo una battaglia, veniva scritto su una lavagna il numero dei soldati caduti; se non c’erano state perdite, si scriveva “0 killed” (”zero killed”), da cui l’espressione OK nel senso di “tutto bene”; Fuck: “Nell’antica Inghilterra non si poteva fare sesso senza l’autorizzazione del Re. Quando si desiderava avere un bambino si doveva chiedere il consenso del Re che faceva consegnare agli interessati un cartello da affiggere alla porta di casa durante la pratica del sesso. Sul cartellone era scritto: “F.U.C.K.” (Fornication Under Consent of the King).”
La vera etimologia.
OK. In realtà l’etimologia di entrambi questi termini ha origini – forse – meno esaltanti: “Pochi americanismi hanno avuto più successo di ok, che sopravvisse alla campagna elettorale del 1840 che lo rese popolare. L’espressione perse rapidamente il suo significato politico e si evolse come verbo, avverbio, sostantivo e interiezione. L’espressione era già ben conosciuta nell’Inghilterra del 1880. Oggigiorno ok è riconosciuto e usato in tutto il mondo: viene usato in tutte le situazioni verbali e scritte in ambito informale.” L’origine dell’espressione è ben precedente alla guerra di secessione (di 21 anni). Fu usata per la prima volta in occasione della campagna elettorale dell’ottavo presidente nordamericano Martin Van Buren, conosciuto anche col soprannome Old Kinderhook, il nome del suo paese natale vicino a New York. Nacque il “Club OK” fondato per supportare tale campagna elettorale di ri-elezione. La sua popolarità, però, fu dovuta a un articolo pubblicato su un giornale di satira politica locale che chiedeva allo stesso Van Buren il significato dell’acronimo: lui – famoso anche per la propria cafonaggine ed essendo cresciuto parlando la lingua di famiglia, l’olandese – rispose alla domanda dicendo “Oll Korrekt”, che stava per “All correct” (Va tutto bene). Questa sua palese misconoscenza dell’ortografia inglese suscitò scherno ma aumentò anche la sua popolarità (e infatti poi venne veramente riconfermato presidente degli Stati Uniti).
Fuck. L’oscenità di questa parola inglese non si discute. Ciò che risulta discutibile è la tirannia di un Re/Sovrano che deve dare il proprio consenso a TUTTI gli abitanti della contea che vogliono divertirsi – giustamente – con la propria donna. Non si capisce nè come possa fare, nè chi sia stato questo super-sovrano e soprattutto non è chiaro perchè i villani dovessero dare spiegazioni al re in merito alla propria attività sessuale quando si sa dell’esistenza di centinaia di postriboli abusivi e del fatto che la prostituzione fosse cosa diffusa e mal regolata. Si intuisce, dunque, la poca attendibilità dell’informazione. L’origine del termine, invece, ha radici latineggianti: la sua prima apparizione nota coincide con la stesura di una poesia satirica (anonima) risalente alla fine del XV secolo. Scritta in un misto di latino e inglese la poesia parla dei frati carmeliti di Cambridge e s’intitola “Flen flyys”, dalle prime parole d’apertura. La parte incriminata e oscena venne scritta in codice e recita così: “Non sunt in celi, quia gxddbov xxkxzt pg ifmk.” da leggere codificato “Non sunt in celi quia fuccant uuiuys of heli” che significa “They [the monks] are not in heaven because they fuck the wives of Ely [a town near Cambridge]” (I frati non sono in cielo perchè sc**ano le donne di Ely, un paesino vicino a Cambridge). Altri studi invece analizzano la somiglianza e la probabile derivazione da parole straniere: “fukka” (copulare in norvegese); “focka” e “fock”(copulare, spingere e pene in svedese); “ficken” (copulare in tedesco). Leggi il testo originale qui.
Le fonti di queste spiegazioni si leggono su Dictionary.com (OK – Fuck), Bartleby.com (OK – Fuck) e su Online Etimology Dictionary (OK – Fuck) i quali, aloro volta, fanno riferimento all’autorevole American Heritage Dictionary stampato su carta. Voto 10 (dai, ci sta…)
Il Golf.
Il Golf è uno sport ma è nato come gioco d’intrattenimento per ricchi snob. La prima partita di golf fu giocata a Edimburgo, Scozia, nel 1456 (Wiki). Visto che le donne non potevano assolutamente giocare e divertirsi, soprattutto mischiate ai facoltosi partecipanti, si decise di mettere le cose in chiaro da subito: “Gentlemen Only Ladies Forbidden”…G.O.L.F. Voto 10 (-2 per il maschilismo di un tempo);
La Jeep.
Intanto la prima vera Jeep originale è di marca Chrysler e viene considerato il primo SUV (Sport Utility Vagon) della storia. Siamo a metà degli anni ‘40, in piena Seconda Guerra Mondiale. Ci sono varie versioni sulla nascita del nome e non è possibile verificare con esattezza a chi appartenga la paternità del mezzo. “General purpose” does appear in connection with the vehicle in the WW2 TM 9-803 manual, which describes the vehicle as “… a general purpose, personnel, or cargo carrier especially adaptable for reconnaissance or command, and designated as ¼-ton 4×4 Truck”, and the vehicle is designated a “GP” in TM 9-2800, Standard Military Motor Vehicles [...]“. Jeep = Evoluzione fonetica della sigla G.P. (General Purpose). Voto 10;
Pepe e Paco.
Per questi due nomi (diminutivi) così diffusi in tutte le comunità ispaniche (dalla Spagna a tutto il sud America) esistono almeno due scuole di pensiero, una che tifa per le origini religiose e l’altra per una più semplice metamorfosi fono-linguistica che ha dato origine a dei veri e propri ipocoristici. Intanto si sa che Pepe è il diminutivo di Josepe (Giuseppe) e Paco il diminutivo di Francisco (Francesco). Leggendo vari forum di linguistica in lingua spagnola ho notato quanto la questione sia ampia e che non è possibile accertare alcuna teoria avanzata. Tuttavia rimane un buon modo per attaccare bottone se andate in Spagna o America Latina
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Pepe. In italiano viene piuttosto facile dedurre che Beppe o Peppe (Peppino) derivino dal nome Giuseppe che diventa Josè, Jose, Josep tra castigliano e catalano. Una versione spiega che nel Nuovo Testamento ci si riferiva a San Giuseppe anche col nome latino Pater Putatibus (padre putativo, presunto padre) in quanto non era il vero padre di Gesù. L’abbreviazione avrebbe conservato solo le due iniziali del nome latino (P.P.) che, lette in spagnolo, effettivamente danno origine al suono “Pepe”. Un’altra versione, invece, fa risalire la sua origine ai tempi di Napoleone: suo fratello Giuseppe Bonaparte (re di Napoli e, brevemente, re di Spagna > 1808-1816) venne soprannominato simpaticamente “Pepe Botella” (Beppe Bottiglia) derivante dalla sua decisione di togliere le imposte sugli alcolici. Si narra anche che fosse un discreto ubriacone
L’ultima versione, invece, fa risalire l’etimologia di Pepe a una semplice modificazione castigliana del nome italiano Giuseppe diffusosi anche in Spagna. Un po’ vago…Restano, però, molto interessanti le differenze tra castigliano a catalano, una storia senza fine. Vi consiglio di continuare a leggere qui.
Paco. Paco, Pancho, Panchico, Kiko e Curro sono ipocoristici (il modo di parlare dei bambini) ovvero storpiature del nome Francisco, derivante dall’italiano Francesco. La prima teoria, quella filo-religiosa, riconduce l’origine di Paco a S. Francesco d’Assisi, fondatore dell’ordine francescano e primo abate, detto anche Pater Comunitas (padre della comunità), da cui PAter COmunitas, Paco. La seconda teoria, un po’ più filologa e sgangherata, dice che – in passato – il nome Francisco si scriveva Phrancisco e che veniva abbreviato nella forma scritta in PHCO, diventato Paco per renderlo pronunciabile. Le curiosità aumentano se si aggiunge che: in Cile e in Bolivia chiamano Pacos los carabineros (poliziotti in uniforme) che deriverebbe dal termine p’aku (rosso) in Quechua (la lingua degli indios) e indicherebbe le antiche uniformi rosse dei gendarmi – che ora sono verdi – oppure sarebbe la contrazione del vecchio titolo Personal A Contrata de Orden y Seguridad…chissà; in Perù la parola Paco viene usata in termini poco lusinghieri riferita ai politici (congressisti, senatori, deputati) poichè essi servirebbero al popolo solo PAra CObrar (per chiedere soldi); in Spagna, durante la guerra civile del 1936-1939, i franchi tiratori venivano chiamati Paco, forse per un’assonanza onomatopeica con lo sparo del fucile. Voto 9 (Non pienamente soddisfatto ma ben documentato
)
Eheh, curiose ste spiegazioni, no? Questa serie di post continuerà senz’altro…nella prossima puntata parlerò invece di Simbologia. Ci sono altrettante spiegazioni per quei simboli a cui siamo abituati fin dalla nascita ma non sappiamo mai argomentare se qualcuno ci chiede “Ma perchè è così?”.
Fonti:
- De Chile.net (etimologie raccolte per Pepe e Paco);
- “Falsas etimologìas” (post di Buttercup, filologa e linguista di lingua ispanica tratto dal suo blog).
Gli altri miei post curiosi:







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