TED: Vale la pena diffondere le idee

7 12 2007

Sarà giusto un paio di mesi che sono venuto a conoscenza di tale incontro annuale dei migliori cervelli del mondo invitati a parlare in pubblico e a buttare pensieri, ragionamenti e idee. Questa iniziativa si chiama TED e sta per Technology, Entertainment, Design.

Cos’è. L’iniziativa è nata nel 1984 e consiste in una conferenza ufficiale tenuta ogni anno a Monterey, California. Sono invitati esperti da ogni angolo della Terra (primo, secondo e terzo mondo) e per 4 intere giornate è possibile ascoltare circa 50 interventi, da 18 minuti ciascuno, in cui ogni invitato (ingegneri, filosofi, manager, ambientalisti, politici, designer, architetti e così via) ha la possibilità di parlare al pubblico – e al mondo – in modo chiaro su questioni ritenute importanti, partendo dall’analisi del proprio lavoro, ovvero dal proprio punto di vista. Questi interventi costituiscono un validissimo spunto di riflessione personale utile a chiunque, dall’uomo qualunque al genio presente in sala. Le conferenze TED riscuotono ogni anno un successo strepitoso tanto che i biglietti vengono esauriti sempre un anno prima della conferenza successiva. Da aprile 2007 gli organizzatori hanno ben pensato di rendere fruibile a chiunque, gratuitamente, i filmati di tali apparizioni. Lo scopo principale dell’evento è diffondersi sempre più ma, soprattutto, diffondere le idee (Our mission: spreading ideas).

The toilet-brush maker does the talk. Dopo questa presentazione d’obbligo è interessante assistere all’intervento del nostro caro ed acclamato Filippo il Forte, il designer superstar per eccellenza. Salta subito all’orecchio il suo inglese baguettizzato che non manca di scusare ogni tanto…Philippe è un oratore che sa tenere bene la scena, sa fare humour e sa intrattenere il pubblico anche senza alcuna scenografia d’aiuto. Apprezzo la sua onestà (già manifestata in altre interviste) nel dichiararsi inutile, anzi “il designer è un mestiere inutile al giorno d’oggi”, visto che viviamo in un periodo di buio, di shadòw…e in quanto super-monkèys dovremmo tornare “à la politique, à la lutte, au radicalisme…” insomma, anche lui pensa che questa società superomistica di illusi uomini-dio dovrebbe pensare a concludere quest’era e spianare la strada ai propri figli e nipoti, cosicchè possano inventare per proprio conto la loro storia, anzi, il proprio futuro…il proprio romanticisme.

A parte l’inglese scandaloso (ma divertente) i ragionamenti di Philippe sono condivisibili. A volte la forma semplicistica è opinabile, ma il succo è chiaro (e anche un po’ scontato). D’altronde con quel facciotto sorridente, mezzo strafottente e simpatico come si fa anon volergli un po’ bene? E, comunque, rimane il fatto che, lui, la carriera ormai l’ha fatta…non è vero Filippo? ;-)

 

Ogni intervento è veramente interessante, se masticate l’inglese ve li consiglio. Io me ne guarderò circa uno al giorno ;-)

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Una risposta

29 03 2008
Il Design é morto « * * * * °

[...] di Filippo tenuto in occasione  dell’ultimo TED: in quei 18 minuti (a cui potete assistere linkandovi al mio precedente post) si ha un’idea di quale percorso mentale abbia poi portato Filippo il Pentito ad esprimersi [...]

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