L’Astrologia e lo scetticismo

13 09 2006

Personalmente affronto il tema dell’astrologia con più serietà e interesse da due anni a questa parte, grazie alle lunghe chiacchierate fatte con un’amica di mia madre che di professione, in Brasile, fa l’astrologa e appoggia i più illustri psicologi che a loro volta lavorano per grosse aziende dello stato. Solo parlando con un professionista ho potuto frenare quello scetticismo che mi sono sempre portato appresso ogni volta che sentivo parlare di alieni, fantasmi e oroscopi…un po’ come voi del resto, ammettetelo. Bene, sarebbe interessante che ognuno di voi facesse una prova e poi creasse il proprio, nuovo giudizio a riguardo. Provate ad andare sul sito più autorevole in materia (www.astro.com), registratevi gratuitamente e inserite tutti i dati importanti per poter identificare il vostro profilo: non tanto il vostro nome, ma il giorno, l’ora e il luogo esatto dove siete nati (vi sorprenderete di quanto sia preciso il localizzatore geografico)…dopodichè andatevi a leggere di che segno siete, ma anche qual’è il vostro ascendente e la vostra luna! Sì perchè per decifrare un po’ meglio un oroscopo qualsiasi (che sia quello di Barbanera sul quotidiano o di Sorrentino su Italia 7) in realtà bisognerebbe leggersi tutti quelli corrispondenti a questi 3 influssi, perchè – a detta degli astrologi stessi – leggere gli oroscopi giornalieri del proprio segno zodiacale ha valore nullo, in quanto altamente impreciso. Io, per esempio, sono Ariete, ascendente Cancro e luna in Acquario e infatti, quando ne ho voglia, leggo gli oroscopi di tutti e tre questi segni.Ora, a parte i giochini che possono essere divertenti o meno, è interessante parlare della serietà di questa pseudoscienza: l’astrologia ha origini antichissime, io direi che è contemporanea dell’astronomia e fin qui non ci piove. Perchè mai dovrebbero essere solo una serie di cialtronate semi-divinatorie? Personalmente mi sono fatto un’idea in merito e ritengo che, se è vero che il movimento rotazionale terrestre, la rivoluzione attorno al sole, l’orbita della luna e il continuo spostamento di tutti i pianeti nel sistema solare hanno influsso sulla natura (vedi le maree e le coltivazioni), non vedo perchè non debba averlo anche sull’uomo. A parte che biologicamente é scientificamente provato l’influsso della luna sul ciclo mestruale e sulla crescita di peli, capelli e unghie. Abbiamo un sistema nervoso, parliamo di elettricità quindi ed anche, che é tranquillamente influenzabile sotto questi punti di vista astronomici. Credo quindi che sia plausibile un’attinenza anche con l’Astrologia che, attenzione, non si propone di vedere nel futuro ma di presentare un quadro completo e comprensibile della persona e del suo potenziale basato sull’oroscopo natale, ovvero la “fotografia” di come stava messo il cielo al vostro zenith nell’esatto momento in cui siete nati. Astrologia, quindi, come mezzo per capire un po’ meglio l’origine di certe abitudini mentali, di certe tendenze, di certe paure immotivate, timori e tensioni a cui non avete mai saputo dare un significato. Forse. E sempre che ve lo siate mai chiesto. Ma anche per capire se quello che state facendo è giusto, se avete fatto scelte sbagliate finora, osservando le relazioni tra le case, come nel tema natale qui sopra. Sarà perchè mi piace lasciarmi affascinare o perchè sono disposto a cambiare idea – a ragion veduta – ma penso che valga la pena fare almeno una prova (gratis, tra l’altro), tutto qui. Dedicato ai miei amici, ad alcuni dei quali ho già abbondantemente attaccato la pezza a riguardo…

Ah, se volete leggere un oroscopo settimanale simpatico e brillante leggete quello di Rob Brezsny che lavora per il noto settimanale Internazionale, non rimarrete delusi.





Di nuovo Hera e le campane di raccolta …

13 09 2006

Tempo fa avevo postato un articolo che riguardava le mie perplessità rispetto alla scelta improvvisa dell’azienda Hera di trasformare le campane gialle (un tempo dedicate esclusivamente alla plastica) in contenitori di raccolta differenziata – si – ma congiunta, vale a dire che adesso ci si può buttare dentro contenitori in vetro (bottiglie, barattoli e vasi), contenitori in metallo (lattine, bombolette, barattoli e scatolette in alluminio) e contenitori in plastica (bottiglie e flaconi, vaschette, buste e sacchetti). Rimasi perplesso perchè sapevo che la cittadinanza NON era stata avvertita per tempo, così da ritrovarsi tale cambiamento di abitudini repentinamente, col rischio di non capire (come me) e magari comportarsi in maniera scorretta (metti che uno ci butta una lampadina…già non va più bene…). Insomma, questa settimana mi arriva a casa il magazine (eheheh..) Herapiù – periodico di informazione per i clienti (giunto già al terzo numero) che annuncia – finalmente – in un articolo a pagina 7 cosa é successo da maggio 2006. Dall’articolo (Tutti in campana! – mamma che titolo…) si evince che la mossa strategica mira a ridurre l’impatto estetico sul suolo pubblico (con meno campane) e semplifica notevolmente la vita ai cittadini, che possono così buttare tutto nello stesso posto…Bell’insegnamento ai nostri (non miei) bambini! Così, invece di insegnargli a separare gli si insegna a buttare senza criterio, ad accumulare immondizia! So che il problema in realtà é legato ai costi di separazione e smaltimento…Hera evidentemente spende meno a separare in sede usando contenitori unici – viene facile pensare che lo facessero anche prima con campane di diverso colore, per colpa della lascività cittadina in materia di raccolta differenziata…Ma ritengo che comunque questa soluzione – vantaggiosa per i single come me, dato che vengono attribuiti sconti in bolletta in base al peso della monnezza prodotta – sia utile in termini economici e non etici. La gente continuerà a comportarsi con estrema superficialità e noncuranza delle proprie azioni quotidiane in relazione all’ambiente.

Quindi piove sul bagnato: Faenza è ignorante, in quanto ignora i giusti comportamenti. E tra l’altro puzza da morire…ci credete che, facendo una ricerchina sul web, non sono ancora riuscito a trovare informazioni riguardo alle industrie che inquinano l’aria di Faenza, soprattutto in periodo Autunnal-Invernale? Molto strano…qua in città si narrano sempre le stesse leggende metropolitane citando nomi a caso: Bucci, l’Omsa, la Cisa, Tampieri, La Faenza, la Cerdomus, Morini dei polli…eppure nessuno ha la certezza di chi sia il vero responsabile. Qualcuno sa darmi una risposta?





Ci spiano:paghi e leggi informazioni personali

13 09 2006


Provate ad andare sul sito americano Intelius.com anche se non siete americani: registrandovi e pagando piccole somme si possono ottenere un sacco di informazioni su praticamente chiunque negli States. 7,95 $ per sapere se il soggetto é sposato e ha figli…ben 49,95 $ per sapere se ha la fedina penale a posto. Altro? Dove vive, quanto guadagna…non è una questione di spionaggio segreto ma il fatto che tutti pagano con carta di credito anche la pizza d’asporto sotto casa…tutte le informazioni sono collegate. E poi i formulari elettronici da compilare in caso di transazioni economiche come Paypal o i pagamenti on-line di biglietti aerei…gli americani sono completamente scoperti sotto questo punto di vista. Il sito conta più di 30 milioni di utenti al mese. E te lo dico..

fonte: Repubblica delle Donne (09 set 2006)




L’auto ecologica: c’è ma non si usa…perché?

13 09 2006
Questa sì che é una bella domanda, e chi non ci ha ancora pensato é invitato qui a riflettere un attimo. Intanto va detto che la prima auto ecologica al mondo precede la messa in produzione della prima utilitaria per eccellenza, parlo della celeberrima Tin Lizzie, ovvero la Ford Model T – quella grazie alla quale si può parlare oggi a livello mondiale di un sistema lavorativo che si basa in pieno sull’Organizzazione del Lavoro (é stata la prima vettura prodotta in serie, cioé per mezzo di catena di montaggio). Bene, la Ford T, che funzionava a benzina, venne prodotta per 20 anni, dal 1908 al 1928. Eppure l’auto elettrica viene pensata e realizzata a metà ‘800 (nel 1834 M.H. Von Jacobi costruisce il primo motore elettrico avente un uso pratico in Germania)!
Assieme alle carrozze a vapore presentava dei vantaggi nella trazione del motore rispetto a quello a benzina, che aveva il difetto di essere più rumoroso e sporco. Poi avvennero un paio di fatti cruciali: 1. la scoperta dei giacimenti di petrolio (il primo pozzo venne scavato con successo in Pennsylvania nel 1859, ma il primo a investire nel petrolio é John Rockfeller a partire dal 1880); 2. l’invenzione della gomma vulcanizzata (per mano di Charles Goodyear nel 1839) e 3. il perfezionamento del motore a combustione interna.

L’auto elettrica
Insomma, l’auto elettrica é molto più vecchia dell’auto a benzina…il motivo per cui non se ne usano molte fu giustificabile solo al tempo, visto che la capacità delle batterie era molto limitata – anche negli anni ‘70 quando tornò prepotente l’allarme inquinamento e vennero riproposte le auto elettriche. Tuttavia é stato usato molto nei trasporti pubblici, come i treni, la metropolitana, i tram e i filobus. Comunque oggi le cose sono cambiate notevolmente, esistono accumulatori migliori e ottimizzati, le vecchie batterie al piombo/acido sono state sostituite con modelli al nichel/cadmio…anche se l’autonomia di un’auto elettrica si aggira ancora attorno ai 100 Km. E il mondo non ci sta. Anzi l’America non ci sta. Questo é il problema: per promuovere l’auto elettrica l’industria americana ritiene necessario raggiungere almeno i 200 Km di autonomia. Ecco qua, adesso é diventato un problema di burocrazia.


L’auto a idrogeno
Anche l’idea di usare l’idrogeno come carburante é più vecchia di quanto si pensi, già dagli anni ‘50, evolvendosi periodicamente fino ad elaborare delle pile a elettrolita polimerico (pile PEM) che usano, appunto l’idrogeno in stato gassoso per caricarsi. Il primo autobus a idrogeno risale al 1986.
Esempio di prestazioni del H2: l’azienda PIEL – divisione ILT Technology – ha realizzato vari prototipi partendo dalla Fiat Multipla e Doblò bi-power benzina/metano realizzando versioni bi-fuel benzina/idrogeno. Velocità; 160 Km/h a benzina, 130 Km/h a idrogeno; 30m3 di idrogeno pressato a 200 bar = circa 110 Km + 38 litri di benzina = 380 Km. Totale = dai460 ai 520 Km circa.

Anche questo sistema energetico presenta, però, le sue difficoltà: il peso. Le batterie pesano molto, e a pari peso della vettura l’energia fornita rispettivamente dai due combustibili si differenzia di molto. Farebbe eccezione l’idrogeno liquido, che pesa meno e decuplica quasi le prestazioni…e infatti é il combustibile degli Space Shuttle. Il problema dell’H2 liquido é che 1. é altamente infiammabile, 2. deve essere mantenuto a temperature inferiori a -250° C (e quindi comporta un botto di costi in più) e inoltre 3. evapora lentamente ma costantemente, quindi si consumerebbe anche se la macchina é parcheggiata. Quando si parla di auto a idrogeno oggi si intende H2 gassoso in bombole. Ci sono anche altri problemi legati all’Idrogeno: crearlo significa scindere l’acqua nei suoi due componenti (Idrogeno e Ossigeno) e indovinate un po’ come si fa? con altra energia fornita da idrocarburi ed energia elettrica…insomma ti inquino un po’ il mondo ora per inquinartelo meno poi.


L’auto ad aria compressa
Questa, per quanto ne so, é l’unica vera innovazione nel campo dell’innovazione dell’ecologia applicata alle vetture. Riporto parte di una lettera ricevuta per inoltro ( notizia del 28 febbraio 2006) via mail:

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la “Eolo” (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.”

Leggo, in realtà, che anche l’utilizzo dell’aria compressa come energia sfruttabile é molto antica, forse addirittura la più antica se si pensa alle catapulte ad aria compressa elaborate dagli ingegneri in età alessandrina
Eolo* (vedi foto in alto) sembra si trattasse di una vera e propria macchina in grado di sconfiggere la dipendenza dal petrolio, essendo capace di percorrere 100 Km al costo di 0,77 €; raggiungere i 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nel contesto urbano. Addirittura era possibile utilizzare il suo scarico (aria fredda a -20°C) per l’impianto di condizionamento. Si ricaricava in circa 6 ore collegando il compressore interno alla presa di corrente del garage e i costi di manutenzione (non essendoci sollecitazioni termiche né vibrazioni) erano simili a quelli per una bicicletta. Costi? L’ultima volta che s’è vista (nel 2001 appunto) il proposito era quello di stare dentro ai 18 milioni di lire, 9.296 € attuali. Da un punto di vista delle prestazioni è di poco inferiore alle auto elettriche contemporanee ma l’autonomia é ben superiore.
Bene, Eolo é sparita, non se ne sa più nulla, il sito ufficiale (www.eoloauto.it) è scomparso (ora é in vendita), i 90 dipendenti assunti da Eolo Italia sono in cassa integrazione e non ne hanno costruita ancora una.

Italiana peraltro…sarebbe stato fico essere i primi nel mondo a ridurre il nostro inquinamento urbano con macchine di nostra produzione.

L’auto ibrida
Ecco il nuovo termine con cui chiamare le bi-power. Benzina e metano in Europa, benzina/elettricità – benzina/idrogeno negli Usa (+139% delle vendite rispetto al 2005) e in Giappone. Arnold Schwarzenegger ha un Hummer modificato a idrogeno. L’innovazione é il motore Flexfuel che può utilizzare indifferentemente etanolo e benzina (e rispettiva miscela indiscriminata) senza battere ciglio. Questo è un po’ il futuro di adesso…una mezza via che vede i Paesi del primo mondo ammettere che gli idrocarburi inquinano e il petrolio si sta esaurendo, ma senza abbandonarli completamente…così nascono gli ibridi: anche perchè se ti compri un’auto che va solo a idrogeno – per esempio – non puoi rifornirti dovunque…lo stesso problema di mio padre quando aveva l’Alfa 2000 a metano. Di ibride adesso cominciano a vendersene molte, immagino che il mercato sarà saturo nel giro di massimo 10 anni. Altri 10 anni di petrolio però…e una guerra appena cominciata. In Brasile la Fiat presenta la prima auto Tetrafuel al mondo: potrà utilizzare benzina, etanolo, metano o qualsiasi combinazione di questi carburanti, senza nessuna modifica. Da giugno 2006 è in vendita in Brasile ma è previsto di esportarla anche nel resto del mondo.

Le auto ibride sono il nuovo business, le aziende l’hanno capito. Il problema dell’inquinamento non è per niente risolto ma solo leggermente alleggerito e intanto sono riuscite ad aggirare il problema per altri 10 anni. Ci sono troppi interessi economici per decidere di salvarci la salute, non c’è da meravigliarsi. Se il business del motore a urina avesse dato buoni risultati vedi come avrebbero investito sulle aziende di bevande e avremmo fatto rifornimento al cesso. Beh, ci sarebbe stata comunque un gran puzza lo stesso, ma almeno non ci sarebbero guerre per il piscio visto che ognuno si produce il suo…

Leggi: Cenni storici della Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali
“idrogeno o batterie per i veicoli stradali?” di Ugo Bardi
“Racconto ecologista” di Salvatore Presti
Come rifornire la vettura a idrogeno (Club Auto Idrogeno)